Ark Nova: recensione del gioco da tavolo

Costruire un parco faunistico può dar vita a un gioco da tavolo interessante? Vediamo.

Giochi collegati: 
Ark Nova
Voto recensore:
8,0

Ark Nova, gioco di Mathias Wigge edito da Feuerland Spiele (in italiano con Cranio Creations), è stato senza dubbio il german di maggiore successo all'ultima Essen Spiel (2021), tanto che tra lui e gli altri, nella classifica di BGG, c'è un abisso. Se questo sia dovuto a un mix di tematica, distribuzione e hype, non ho idea, ma oggi vediamo quanto il gioco sia effettivamente valido per le meccaniche.

Ark Nova è un gioco competitivo euro per 1-4 partecipanti, della durata di 90-210 minuti, destinato a un pubblico abituale, basato su meccaniche di draft, piazzamento tessere, gestione mano, combo.

Come si gioca ad Ark Nova

Lo scopo del gioco è costruire un proprio parco faunistico piazzando tessere recinzione di varia forma e dimensione in una griglia esagonata e abbinando a ciascuna un animale giocato sotto forma di carta dalla propria mano. Le carte giocate danno accesso a bonus di vario tipo (rendita, punti, altro), in modo da incrementare costantemente il motore della propria partita.

Il motore del gioco sono cinque carte azione, sempre disponibili per il giocatore, poste sotto alla sua scheda in linea, in cinque posizioni di valore crescente, da sinistra a destra, numerate da "1" a "5". Quando decido di giocare una di tali carte, ne applico l'azione con la potenza indicata dal numero, traslando poi la carta in posizione "1" e facendo scorrere le altre verso destra, aumentandone il valore.
Per cui, ecco che per fare una mossa a piena potenza è necessario aspettare che la relativa carta scorra al numero "5", oppure potenziarla spendendo i segnalini potenziamento, che sono uno dei vari bonus ottenibili nel corso della partita.
Ogni carta ha poi, sul retro, una versione potenziata della sua azione. Notate che, nel corso della partita, potrete girare un massimo di quattro carte su cinque e la scelta di quale lasciare fuori non sarà mai così banale.

Vediamo quali sono queste mosse:

  • build - si costruisce, al costo di due monete per esagono occupato, una singola recinzione; piazzandola sulla propria plancia si ottengono i corrispondenti bonus coperti;
  • animals - si giocano una o due carte animale (a seconda della forza dell'azione), se si hanno già i recinti in cui metterli; si guadagnano così benefici e le abilità di tale animale;
  • cards - si pescano carte in diversa misura dal display comune o dal mazzo, queste vengono aggiunte alla propria mano; le carte sono di tre tipi: animali, sponsor e progetti di conservazione;
  • sponsors - si gioca una carta Sponsor dalla mano, del valore massimo corrispondente alla forza dell'azione; le carte Sponsor aiutano in qualche modo il proprio gioco, fornendo sconti, punti o altre abilità speciali;
  • association - si manda un proprio funzionario a prendere un bonus disponibile per il proprio zoo o a reclamare un Progetto di Conservazione tra quelli giocati dalla propria mano o comuni, pescati a inizio partita.

I Progetti di Conservazione, così come poche altre cose, in Ark Nova, servono ad aumentare uno dei due punteggi del gioco: i punti Conservazione. Questo tracciato scorre in senso opposto a quello dei punti Appetibilità, ottenuti principalmente giocando carte animale, e il loro incrociarsi sul tracciato innesca anche la fine della partita: tutti gli altri giocatori avranno, infatti, un singolo altro turno, poi si passa alla conta finale, che prevede l'obiettivo segreto (personale e sorteggiato a inizio gioco) e altre carte giocate che danno punti finali (sono di solito alcune carte Sponsor). Chi ha ottenuto la maggiore differenza positiva è il vincitore (sì, si può andare anche in negativo, se non si riesce a incrociare i due indicatori di punteggio).

Qui sotto vi lascio anche il tutorial online, che è molto chiaro e dettagliato:

Un gioco moderno: analisi tecnica di pregi e difetti di Ark Nova

Quando sono andato a controllare la classifica di BGG per i gestionali dello scorso anno, mi ha stupito trovare Ark Nova così tanto in alto, sia come posizione assoluta, sia relativa a tutti gli altri usciti.
La spiegazione può essere in parte dovuta a una distribuzione capillare mondiale da parte della Feuerland, con ben dieci partner ufficiali per le localizzazioni (tra cui la nostra Cranio Creations), ma era chiaro che doveva comunque esserci anche altro.

Il fatto è che Ark Nova è un gioco moderno, costruito perfettamente in quest'ottica, con alcune caratteristiche che lo rendono particolarmente gradito ai nuovi giocatori.

  • Artwork e tema sono riposanti e accattivanti. Se i pennuti hanno trionfato tra i casual gamer, perché tutti gli animali non dovrebbero avere ancora più successo tra i gamer esperti? Nonostante la copertina fatta con Paint e le (inizialmente) contestate foto al posto delle illustrazioni, a quanto pare la scelta ha pagato.
  • Dà comunque la sensazione di essere un gioco per gamer esperti. La durata importante, la pianificazione strategica per conseguire gli obiettivi di Conservazione, la varietà di combo data dall'enorme mole di carte, danno al giocatore quella percezione di “gioco grande” (che non equivale necessariamente a un grande gioco...) per giocatori esperti, che comunque ti lascia la soddisfazione di aver dominato qualcosa di possente e difficile.
  • La meccanica base (ripresa pari pari da Sid Meier's Civilization: A New Dawn) è molto semplice e lineare. Le azioni sono solo cinque e il flusso stesso delle carte ti guida in quale scegliere di volta in volta. Certo, spesso ne potenzierai qualcuna o la eseguirai comunque a forza inferiore a "5", ma non sono mai scelte troppo difficili e sofferte.
  • Le plance asimmetriche (facoltative) e l'unicità delle carte del mazzo, fanno in modo che nessuna partita sembri uguale a una precedente, dando una bella sensazione di novità ogni volta che si rigioca.
  • Il fattore fortuna è parecchio presente, perché spesso non esce una carta utile e, per cercarla, devi usare molte azioni che ne fanno pescare di nuove. Oppure succede il contrario e hai subito in mano combo perfette per impostare la tua partita. Questa alea, indubbiamente presente, ha però due vantaggi: non impedisce mai di “combinare qualcosa”, per cui frustra il giocatore solo fino a un certo punto; inoltre fornisce l'alibi perfetto per una sconfitta, rendendola molto più leggera e sopportabile. Così il gioco sembra sempre più bello.
  • L'interazione è ridotta ai minimi termini, limitata a qualche carta rubata o alla competizione per lo stesso Progetto di Conservazione, sul quale peraltro rimane sempre un posto libero (meno remunerativo, ovviamente) anche per chi non vi arriva per primo. Ci sono alcune carte, in verità molto diluite nel mazzo, che hanno qualche elemento di interazione diretta (depotenziano carte azione per un utilizzo, rubano soldi o carte, ecc), ma sono davvero poche e nel regolamento è previsto di poterle rimuovere dalla partita. Questa cosa è parecchio gradita a una buona parte dei nuovi giocatori, che mal sopportano una forte interazione.
  • Infine il gioco è strutturato in modo da avere un andamento incrementale, per cui il proprio motore diverrà sempre più potente e performante, con gli ultimi turni molto più ricchi e remunerativi rispetto ai primi. Garantire questa crescita, nei giochi, è sempre molto gratificante per il giocatore, lasciando una bella sensazione a fine partita.

Descrivendo i punti forza del gioco vi ho in pratica già anche fornito la maggior parte dell'analisi tecnica e descritto le sensazioni principali che il gioco convoglia, ma dico ancora qualcosa.

  • Ci troviamo di fronte a un titolo essenzialmente tattico, data l'estrema variabilità delle carte e il poco controllo che si ha sulla loro pesca e riciclo, ma che ha al suo interno inevitabili elementi strategici. Se è infatti semplice fare punti Appetibilità con qualsiasi animale giocato, è molto più difficile salire sul tracciato della Conservazione, che richiede una programmazione e un focus strategico. In questo senso occorre tener comunque conto del gioco degli altri e cercare al contempo di indirizzare al meglio, per quanto possibile, il proprio. Nonostante non sia subito evidente, Ark Nova ha in parte le caratteristiche di una gara: non vince necessariamente chi prima taglia il “traguardo”, ma è molto probabile che chi corre di più sulla Conservazione, vinca la partita.
  • Questo contrasto tra pesca fortunata e necessità di perseguire una strategia, conduce a un difetto percepibile di fortuna inadeguata? Non necessariamente. Dato che il gioco compensa comunque con le molte possibilità di ripiego offerte, non lasciando mai il giocatore a mani vuote, tale difetto non viene spesso percepito e diventa anzi, come detto, un concreto alibi finale per la propria sconfitta. Quindi, paradossalmente, quello che potremmo additare oggettivamente come difetto di game design, diviene soggettivamente un elemento assolutorio e piacevole di gameplay.
  • Ultimo punto da toccare, quello che riguarda durata e scalabilità. Ark Nova non è un gioco breve, con anche qualche inevitabile momento di paralisi da analisi, per cui in due giocatori la partita dura tranquillamente sulle due ore. In tre diviene tollerabile solo se siete già giocatori esperti e non troppo lenti, in quattro francamente lo sconsiglierei sempre, anche per il crescente downtime e per l'incremento in alea e interazione indiretta che vanno ulteriormente a minare il già scarso controllo che si ha sulla strategia a lungo termine.

Ark Nova e Terraforming Mars

I due giochi sono stati spesso accostati, ma, secondo me, meccanicamente non sono così assimilabili.
In Terraforming Mars c'è un tabellone unico in cui si compete (relativamente), qui ognuno ha la sua plancia; il draft di Terraforming Mars è fondamentale, per strategia, pick e counterpick, mentre in Ark Nova è meno incisivo e più fortunoso e la meccanica centrale è un'altra.
Sicuramente hanno in comune la creazione di un motore di carte (più in Terraforming Mars), obiettivi comuni reclamabili da tutti, un aspetto estetico e un tema molto moderni e accattivanti.
Al di là di questo fallace accostamento meccanico, però, è effettivamente vero che i due giochi danno sensazioni simili e che il pubblico che apprezza il primo potrà apprezzare facilmente anche il secondo. Peraltro alcuni degli aspetti che avevamo attribuito al successo di Terraforming Mars sono sovrapponibili a quelli di Ark Nova.

Ark Nova e Wingspan

Meccanicamente, piuttosto, Ark Nova è una sorta di Wingspan pompato, o meglio un Wingspan per giocatori esperti. In entrambi c'è una plancia in comune, c'è un sistema per far apparire nuove carte poco controllabile, un draft comune, un motore da costruire con le carte. Pure il tema è più assimilabile.
In questo caso però, proprio perché Ark Nova è settato su un target superiore rispetto a Wingspan, non è assolutamente detto che lo stesso pubblico possa apprezzarlo. Anzi, personalmente sconsiglierei Ark Nova a chi già ritenga Wingspan un gioco complesso.

Conclusione

A volte ci azzecco: nelle dirette da Essen avevo profetizzato che, tra i gestionali presentati in fiera, avrebbe avuto immediato e sicuro successo, più di tutti gli altri della stessa fascia. In effetti è stato così.
Personalmente lo trovo un bel gioco, ma inferiore ad altri del medesimo anno e inferiore anche al suo diretto concorrente Terraforming Mars.
Comunque rimarrà in collezione anche lui.

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Commenti

Più ci penso, e più conosco entrambi, più mi viene da paragonarlo a.... Res Arcana! Un gara molto tattica, con un enorme quantità di combinazioni possibili e interazioni "inaspettate" tra le carte. Anche in Ark Nova l'engine building deve essere mirato e rapido, perché, come ho imparato a mie spese, una costruzione troppo lenta di un bellissimo motore poco ha da difendersi contro chi riesce a limitarsi a rilasciare animali, macinando rapidamente fondamentali punti conservazione, senza magari alcuna interazione tra le carte che ha a disposizione. Che ne dite? 

Lo hai praticamente demolito al di la del voto: per gli esperti è meglio giocare a Terraforming mars che giudichi migliore , per i casual gamer meglio Wingspan. Direi  che hai lasciato pochissimi motivi per averlo a chi già ha un infinità di giochi e soprattutto a chi ha già Terraforming Mars e Wingspan. 

Recensione puntuale e condivisibile. 
Personalmente Ark Nova mi prende assai come gioco, e apprezzo il fatto che sia una corsa contro il tempo che non ti porta a costruire motori da punti che rischiano di allungare a dismisura la partita, come accade invece in Terraforming Mars. Bella anche la progressiva limitazione della casualità derivante dagli upgrade delle tue carte azione, uno degli elementi più soddisfacenti insieme alle combo innescate dalla costruzione del proprio zoo.

Aveva tutte le carte in regola per lasciarmi tiepido, questo gioco, e invece mi ha inaspettatamente convinto. 

Interesse molto scemato...

gioco provato 1 volta, poi non mi ha lasciato la voglia di rigiocarlo. Mi ha dato l'impressione di un gioco mediocre, che non eccelle in nulla. Provato in 4 e dura tanto per quello che offre, se proprio dovessi rigiocarlo max 3 giocatori. per il resto:

le plance personali tolgono un po' di pepe nella gestione dei recinti e degli animali rispetto ad una plancia in comune (tipo TM, se tutti avessero una porzione di pianeta dove costruire e far crescere le proprie foreste scema la corsa alle posizioni sulla mappa)

in un gioco ad interazioni quasi del tutto assente le carte ad interazione diretta sono poche e alla fine servono un po' a chi è ultimo (se le ha) per avere qualche possibilità in più di recuperare, ma le ho trovate fuori luogo per il tipo di interazione generale del gioco. Peraltro 2 abilità sono decisamente molto cattive (a memoria usare un'azione avversia a max 3 per poi resettarne il livello, oppure quella che riduce la potenza di un'azione finale di 2....fortuna non sono a target libero)

anche l'alea nella pesca (non essendoci una distribuzione di carte ogni turno tipo TM) mi ha dato un po' fastidio. Sei bravo e vinci perchè imbastici la strategia o perchè hai pescato l'animale/obiettivo che ti serviva mentre gli altri sta cippa? 1 partita è indubbiamente poco, ma mi ha lasciato un (grosso) dubbio

ce ne sono anche altri minori, ma alla fine se ad una serata devo scegliere a cosa giocare sicuramente non sceglierò ark nova, per cui alla fine per me e i miei gusti assolutamente bocciato

Bella analisi, io sarei stato più stretto con il voto. Unico passaggio in cui non mi ritrovo da amante di terraforming è questo:

"Al di là di questo fallace accostamento meccanico, però, è effettivamente vero che i due giochi danno sensazioni simili e che il pubblico che apprezza il primo potrà apprezzare facilmente anche il secondo"

Come giustamente dici i giochi sono lontani, ma per me lo sono anche nelle sensazioni rese.

Io ho un po' il dente avvelenato con Ark nova, quindi Agz mi perdonera le mie intemperanze...

Pure io trovo che il voto sia un po' alto per i difetti che ha: che l'autore abbia trovato un tema ruffiano va bene (bravo lui). Che dobbiamo farcelo piacere per quello, anche no...

Io gioco non ha praticamente nulla di nuovo, però è un buon college di meccaniche o temi di altri bei giochi. In questo, lavoro eccellente... 

Solo che dura davvero troppo, secondo me, per quello che offre. Concordo che in 4 sia quasi ingiocabile. In 3 non ne rifarei un'altra. In 2 invece sì... ma solo con uno veloce che già lo conosce. Io e Rosengald, giocando fast, meno dei canonici 120 minuti non siamo riusciti. 

L'iconografia è sovrabbondante e faticosa... L'alea è davvero tanta. A proposito, questa frase me la segno, è geniale e la userò quando trovo un bel gioco che altri criticheranno per l'alea:

"Questa alea, indubbiamente presente, ha però due vantaggi: non impedisce mai di “combinare qualcosa”, per cui frustra il giocatore solo fino a un certo punto; inoltre fornisce l'alibi perfetto per una sconfitta, rendendola molto più leggera e sopportabile. Così il gioco sembra sempre più bello."

Chiudo con un difetto per me evidente riguardo a come le meccaniche contraddicano quello che dovrebbe essere il tema del gioco: In Ark nova gestiamo zoo? O il titolo ci vuole far credere che lo scopo del giocatore sia qualcosa di più "alto" e in linea coi tempi? Parliamo di conservazione delle specie, di reimmissione in liberta i animali... giusto? Roba fica...

Poi però gli obiettivi che danno punti e vanno opzionati dai giocatori (come le milestone di Terraforming mars) sono di 2 tipi: quelli di collezione set, che danno punti senza nulla in cambio, e quelli dove liberiamo animali, dove facciamo gli stessi punti MA dobbiamo perdere i vantaggi acquisiti mettendo l'animale nello "zoo".

MA COME?! Il gioco non mi premia se libero animali? No. Ricevi punti conservazione ma perdi punti ticket... ben ti sta, brutto scemo che liberi animali al posto di tenerli nei recinti o nella voliera!

Vi aspetto al Play, area Magnifico, che devo pure spiegarlo (sob). Ma sarò sumeggiante ed asettico, vedrete... non farò trapelare i miei pensieri!

Divertente leggere i commenti delle persone che dopo una partita in 4 si lamentano che il gioco dura troppo.

La gente vede sempre i difetti all'esterno e non prende mai in considerazione il fatto che il difetto potrebbe essere dentro di loro. Mi Spiego.

E' vero che la prima partita in 4 può durare 4 ore, 4 ore e mezza, ma perchè i giocatori non hanno ben chiaro cosa fare: a partire dalla seconda il tempo di gioco si attesta sulle 2 ore circa, perfettamente in linea con un german di peso. Se la partita continua a durare tanto il problema è di qualche giocatore affetto da analisi paralisi, non del gioco in sè.

Mi trovo in buona parte d'accordo col recensore tranne che sull'asserto relativo alle meccaniche, ove dice che le azioni possono essere svolte  a vari livelli di forza, che il gioco ti guida e che spesso farete azioni non a "forza 5" e che le decisioni non sono comunque così sofferte. 

Pare lasciare intendere che è sempre meglio eseguire le azioni a forza 5, quando invece ritengo che il bravo giocatore debba svolgere l'azione alla forza esatta che gli è necessaria, senza necessariamente attendere il 5.

Quanto al paragone con terraforming mars ritengo quest'ultimo certamente superiore per varietà e sistema di gioco, anche se penso che non siano totalmente paragonabili a causa delle differenti meccaniche e sensazioni al tavolo.

L'editrice di Feuerland Spiele Inga Keutmann ha studiato biologia prima di occuparsi di giochi da tavolo e Wingspan è uno dei suoi giochi preferiti (fonte: https://www.youtube.com/watch?v=oUPxp3t0Tsg).

Buona parte delle scelte di gameplay fatte per Ark Nova non mi stupiscono considerando la persona che ci sta dietro alla casa editrice (una donna che ha studiato biologia e che apprezza un approccio costruttivo nel gioco piuttosto che distruttivo).

Uno dei motivi del successo di un simile prodotto, dal mio punto di vista, è legato alla tematica e allo stile di gioco che si propone.

Io non apprezzo granché Terraforming Mars, eppure Ark Nova ho intenzione di acquistarlo e tenerlo. Perché? Perché la tematica mi appassiona e avere un gioco valido con una simile tematica lo trovo bello. Tutti i discorsi del tipo: "Eh, ma non è nulla di nuovo, eh, ma c'è di meglio in giro, eh, ma c'è poca interazione, eh, ma..." mi interessano veramente poco, perché ciò che io voglio è un titolo con una simile tematica che sia valido, non voglio andare su Marte o giocare a Res Arcana, non mi interessa la meccanica in sé. Sono un eurogamer che vuole giocare a dei titoli con delle tematiche che mi stimolano.

Reputo infine ancora peggio chi sostiene cose del tipo: "Non ne avevamo bisogno". Il successo che sta avendo Ark Nova dimostra il contrario. Dopo anni e anni e anni di giochi fantasy e fantascientifici (da nerd), finalmente qualcuno si è svegliato un po' fuori, capendo che c'è altro, un pelo più aperto anche a chi nerd non per forza si sente o vuole esserlo.

Gerald scrive:

Lo hai praticamente demolito al di la del voto: per gli esperti è meglio giocare a Terraforming mars che giudichi migliore , per i casual gamer meglio Wingspan. Direi  che hai lasciato pochissimi motivi per averlo a chi già ha un infinità di giochi e soprattutto a chi ha già Terraforming Mars e Wingspan. 

Anche io sono rimasto stupito dal voto. Dalla recensione si direbbe tutto tranne che un 8. Sicuramente non lo prenderò (e forse neanche proverò, pur amando i temi legati agli animali e/o agli zoo). Mi sembra lontano anni luce da terraforming Mars (per interazione, per senso di crescita comune, per calibrazione dell'Alea, per durata, per immediatezza) e come  multisolitario preferisco una partita easy e piuttosto veloce con Wingspean. Per i video di gameplay che ho visto e per ciò che ho letto per me è un no secco (a malincuore perché il tema è veramente interessante). 

Elijah scrive:
Dopo anni e anni e anni di giochi fantasy e fantascientifici (da nerd), finalmente qualcuno si è svegliato un po' fuori, capendo che c'è altro, un pelo più aperto anche a chi nerd non per forza si sente o vuole esserlo.

Onestamente non capisco cosa c'entri il discorso dei nerd. Si sta parlando di un gioco da tavolo di oltre 2 ore di stampo euro con un tema appiccicato sopra (perché non è che se sono un proprietario di uno zoo e c'ho i ghepardi in gabbia allora ho più opzioni di business per far crescere il mio zoo...giusto?).

E' e rimane sempre una roba da "nerd" (come se poi questa fosse un'offesa), anche col tema più popolare del mondo (che poi essere affascinati dagli animali è considerato "non-nerd" dalle tue parti? Strano mondo il tuo.).

Boh...rimango perplesso su più fronti.

Gran bel gioco, piacerà a molti e mi ha divertito. Materiali buoni, tante carte, begli gli inserti che velocizzano il setup, peccato per le plance.

Il recensore afferma che nel corso del 2021 sono usciti altri giochi nella stessa fascia di Ark nova che, a suo parere, gli sono superiori.

Quali sono?

eomer scrive:

Il recensore afferma che nel corso del 2021 sono usciti altri giochi nella stessa fascia di Ark nova che, a suo parere, gli sono superiori.

Quali sono?

Azzardo Imperial Steam

Io trovo questa recensione un capolavoro. Mi piace in particolare la dissonanza tra lo scritto e il voto.

Un critico che come Agzaroth dedica più tempo di me ai giochi e alla loro analisi non deve esprimersi da semplice appassionato.

Il suo sguardo mi aiuta a distinguere tra le mie idiosincrasie personali e le oggettive qualità di un gioco.

Ad esempio in questo caso mi aiuta a vedere con meno pregiudizi ed ostilità le tendenze del gioco contemporaneo. Se è vero che non mi piace la permissività di un gioco come Ark nova (preferisco gli splotter o gli 18xx che ripagano la mia dedizione facendo vincere il migliore), trovo che la cura nel creare un senso di crescita, nel fornire molteplici possibilità di ripiego quando una strategia non funziona, nel dare a un gioco essenzialmente tattico l'afflato e il respiro del gioco per gamer (così da diventare anche un gateway verso giochi più strategici) siano virtù da non sottovalutare.

Da parte mia mi sento di sottolineare come se è vero che Ark nova è un gioco e non una simulazione e che quindi benchè tematico sia "fantasioso" quanto un gioco fantasy

è anche vero che ha il merito di raccontare una moderna evoluzione degli zoo che il mio immaginario di bambino intristito nel vedere leoni sacrificati su gettate di cemento rischia di trascurare.

Non credo che giocherò ancora ad Ark nova

ma grazie a questo articolo credo che ne cercherò alcune virtù nei giochi nuovi che prenderò in considerazione (continuando a fuggirne alcuni difetti).

 

 

 

L'ambientazione di Ark Nova mi ispira tantissimo, ma a livello di meccaniche non vorrei che fosse un gioco di quelli visti e stravisti. Per me che sono un grande appassionato di Underwater Cities, secondo voi Ark Nova ha degli aspetti in comune col gioco di Vladimir Suchy?

FedeMezzo scrive:

Per dovere di cronaca devo aggiornare il mio commento. Alla fine, complice questa e altre recensioni assieme a molti pareri positivi, ho deciso di dargli una possibilità. Effettivamente si tratta di un gioco piacevole che crea un'esperienza rilassante al tavolo. Non è uno spremi meningi es ogni tanto un gioco del genere può soddisfare l appetito ludico senza creare indigestione. Confermo, come scritto e detto in molte recensioni/videorecensioni che il gioco presenta alcuni difetti oggettivi, primo fra tutti la difficoltà data dall Alea della pesca (sono troppe carte per un unico mazzo.. Avrebbero dovuto secondo me studiare meglio una possibile divisione in mazzi da cui pescare). In ogni caso un'esperienza piacevole che effettivamente crea dipendenza (anche in solitario fila liscio) per la sua semplicità e profondità data da scenari sempre diversi. Per me un 7,5 (mezzo punto dato dalla immersività che il gioco propone) 

Gerald scrive:

 

Lo hai praticamente demolito al di la del voto: per gli esperti è meglio giocare a Terraforming mars che giudichi migliore , per i casual gamer meglio Wingspan. Direi  che hai lasciato pochissimi motivi per averlo a chi già ha un infinità di giochi e soprattutto a chi ha già Terraforming Mars e Wingspan. 

 

 

Anche io sono rimasto stupito dal voto. Dalla recensione si direbbe tutto tranne che un 8. Sicuramente non lo prenderò (e forse neanche proverò, pur amando i temi legati agli animali e/o agli zoo). Mi sembra lontano anni luce da terraforming Mars (per interazione, per senso di crescita comune, per calibrazione dell'Alea, per durata, per immediatezza) e come  multisolitario preferisco una partita easy e piuttosto veloce con Wingspean. Per i video di gameplay che ho visto e per ciò che ho letto per me è un no secco (a malincuore perché il tema è veramente interessante). 

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