Essen 2021: report finale di Agzaroth

Considerazionei finali a freddo su fiera e giochi provati

Report
Giochi

Finita anche questa Essen Spiel, la prima post pandemia, è possibile tirare qualche conclusione.

  • Esperienza come sempre stancante ma assolutamente positiva, sebbene la smania di provare tutti i giochi nuovi più interessanti sia spessa una sorta di droga che ti lascia spossato appena finisce la fiera. Come mi piace sempre ricordare a me stesso: a Play per lavorare, a Essen per provare, alla GobCon per divertirsi.
  • La fiera ne è uscita ridimensionata, direi di un buon 25%, considerando il padiglione 4 chiuso, il 7 idem, il 5 a metà, l'1 e il 3 con dei "buchi". Il forfait di alcuni editori (Asmodee su tutti), non ha certo aiutato. Al contempo, per noi giocatori, è stata una fiera estremamente godibile, senza corse, senza ressa, con maggiore possibilità di provare tutto ciò che interessava.
  • A livello sanitario, controllavano il Green Pass all'ingresso ma poi niente più. Certo, obbligo di mascherina, ma in generale i singoli editori, ai loro stand, mi sono sembrati visibilmente meno attenti alle norme igieniche. Un plauso agli editori italiani che invece ho visto organizzatissimi e, in retrospettiva, a Play - Festival del Gioco, che è stata molto più rigida, attenta e scrupolosa.
  • Come già avevo notato nel 2019, molti giochi sono presentati in anteprima come pubblicità alla future campagne Kickstarter/Gamefound. Essen sempre più come vetrina, anche considerato che ormai le uscite sono spalmate in tutto l'anno.
  • Tanti giochi degli scorsi anni svenduti a prezzi ridicoli. Segno che il mercato è davvero saturo e ho già in mente diversi giochi di quest'anno che faranno la stessa fine il prossimo. Ormai le eccellenze si contano davvero sulla punta delle dita e moltissime uscite sono solo un "more of the same" che vive solo di hype immediato e di vendita sull'onda della pubblicità all'uscita.
  • Ci sono sempre le famigliole tedesche che devono fare tutta la partita, impiegando mezzora per l'ultimo turno, muovendo i pezzi con una flemma bradipesca, contando e ricontando il punteggio finale, facendosi i complimenti a vicenda e commentando il gioco restando ancora un po' seduti al tavolo. Ma vaffanculo, va'.

In fondo all'articolo vi metto anche i link alle puntate video realizzate da Essen Spiel, se ve le foste perse.

Fatte queste premesse, passiamo ai giochi: 

Sharz

Misto tra Risiko e Agricola. C'è una grande mappa divisa in territori di diversa natura, con confini e zone di partenza diverse a seconda del numero di giocatori (combinando le due scatole si può giocare fino a 12!). Come in Agricola, ogni giocatore produce grano (stesso meccanismo), pecore e maiali (stesso meccanismo di accoppiamento, ma con un figlio ogni due bestie). Poi si producono truppe di vario tipo, rappresentate da cubi con diversi simboli, ci si muove e si combatte, sempre tirando dadi e appicando diversi risultati e abilità speciali su una tabella riassuntiva, come quelle dei wargame. 

La particolarità, a detta dell'autore, sta ne fatto che tutti i giocatori eseguono le fasi in contemporanea. Questo ci ha lasciato parecchio dubbiosi, specie per la fase di movimento e combattimento, immaginando diversi eserciti confinanti, cercando di capire chi si muove per primo, chi combatte con chi se più di due entrano nello stesso territorio, che succede quando due eserciti si "scambiano" territori su un confine, ecc.

L'autore ha assicurato che la prima partita può essere complicata, ma che poi con i suoi amici tutto fila liscio. Ecco, probabilmente con i suoi amici sì, ma la vedo molto dura applicare un sistema di questo genere, molto "a braccio", alla stragrande maggioranza dei giocatori. 

Giudizio provvisorio: autoproduzioni senza criterio

Oathsworn

Era da un po' che volevo provarlo perché ho saltato il Kickstarter e, dato che nel 2022 ne parte uno nuovo con le stesse identiche cose, volevo vedere se vale la pena recuperarlo.

Purtroppo (per il portafogli), sì. Il gioco completo prevede una campagna, con una parte narrativa a bivi, tipo libro-game, di circa un'ora e un combattimento di un'altra ora/90 minuti. Roba impegnativa dunque. Però l'autore - peraltro esemplare nella spiegazione - ha detto che hanno messo a punto un sistema di riassunti per cui chi, come me, si spalla a leggere cose per sessanta minuti, avrà le scelte della storia condensate in solo dieci minuti di gioco e anche la parte di combattimento puù essere dimezzata, diminuendo le ferite complessive di tutti gli interessati. 

Il combattimento, che è poi il cuore del gioco, si fa utilizzando carte personalizzate per ogni eroe (tutti molti diversi), che consumano energia e hanno un valore di cooldown, ovvero vengono riprese in mano solo dopo alcuni turni. Anche il risultato dell'attacco, a scelta del giocatore può essere deciso lanciando i dadi o pescando da un mazzo di carte, quindi giocando più sull'azzardo puro o sulla "memoria" del mazzo, ricordando ovviamente gli scarti.

Miniature spettacolari e comparto grafico eccezionale completano insomma un gioco che mi ha soddisfatto e incuriosito e che recupererò sicuramente. 

Giudizio provvisorio: mi serve un'altra Kallax


Iron Forest

Evoluzione superpimpata di Ice Cool, il gioco di schicchere con i pinguini. Anche qui si schicchera, ma intanto su due piani sovrapposti. Per passare da sopra a sotto, è sufficiente cadere nei buchi che sono nel cartone, mentre per passare da sotto a sopra, si usa una sorta di catapulta in cui viene inserita la pedina: poi si schiaccia un bottone con più o meno forza e si spera di atterrare al piano di sopra e non nel camino del salotto.
Il tutto manovrando due squadre di piccoli robot (al posto dei pinguini), tutti differenti, che si affrontano in numerosi e diversi scenari.

Ecco, ci ha dato l'idea, per essere alla fine un gioco di schicchere, di essere un po' "troppo" in tutto: nella produzione, nelle regole, nella lunghezza, presumo anche nel prezzo, vista la quantità e qualità di materiali e illustrazioni. 

Giudizio provvisorio: non ne valeva la pena



Into the Blue

Gioco del dott. prof. cav. Reiner Knizia, che però si rivela una ciofeca immane. Anche se è un semplice family in cui lanci (e rilanci fino a due volte) cinque dadi sperando di metterli in sequenza per arrivare a prendere più punti possibili, ha veramente zero twist, zero tensione, poche scelte.
L'unica cosa che mi ha fatto piacere è il pensare che se Knizia si era applicato così poco in questo gioco, probabilmente era perché aveva fatto un gran bel lavora sull'altro, ovvero The Siege of Runedar, che avevo prenotato.

Giudizio provvisorio: se vuoi sbatter il... (ecc, ecc, min 34:50)

Corrosion

Ero incuriosito da questo gioco perché sfrutta l'idea della ruota di Barrage. Qui tutto ruota attorno ad essa: quando prendi/compri qualcosa (edificio, risorse, ecc), la piazzi in corrispondenza di uno dei quattro settori in cui la tua plancia è divida dalla ruota (sulla ruota c'è una X che indica tale settore). Ogni volta che la ruota gira, fa tre cose: attiva gli edifici in corrispondenza della X, fa recuperare le carte giocate in corrispondenza della X, fa perdere (deperire) le risorse in corripondenza della X.

Al proprio turno il giocatore ha infatti solo due azioni disponibili: giocare una carta dalla mano o far fare uno scatto alla sua ruota. Le carte consentono vari tipi di azione che vanno dal prendere risorse allo spenderle per diversi tipo di edifici e potenziamenti (come altre carte da aggiungere alla propria mano). Le carte hanno anche un numero: quando ne giochi una, qualsiasi altro giocatore può "seguire" la tua azione giocando la stessa carta ma con valore maggiore. 

Il gioco è quindi un cuore centrale molto semplice, ma tutta una serie di incastri e soprattutto un senso di urgenza molto marcato, dato da questa particolare meccanica della ruota. 
Per me era promosso, più di tanti altri più pubblicizzati, ma certamente la dimostratrice era un primate senza pollice opponibile e penso abbia fatto perdere all'editore almeno un 50% dei possibili acquirenti. 
Io per fortuna lo avevo studiato a casa.

Giudizio provvisorio: underdog


Messina 1347

Una delle delusioni maggiori della fiera, incentrato sulla diffusione e risoluzione della peste a Messina, direi azzeccatissimo in un anno di pandemia. 
Piazzi omino, fai azione, prendi risorse, spendi risorse, compri cose. Ripeti all'infinito. Gioco già visto cento volte, giocato mille, a casa avete gli scaffali pieni di giochi simili e pure decisamente migliori di Messina 1347. 
Davvero autori: se nel 2021 volete fare l'ennesima versione di un piazzamento lavoratori, o avete un'idea geniale alla base, o trovatevi un pubblicitario veramente bravo.

Giudizio provvisorio: che peste lo colga


Adele

Anche questa una delusione personale. Ero incerto sul Kickstarter di questo gioco perché mi pareva interessante, soprattutto per il tema, ovvero un computer che impazzisce e vuole uccidere tutti gli astronauti della sua navicella (lo avete già sentito?). 

Bene, non c'è un briciolo delle tensione che ti aspetteresti, le meccaniche sono elementari e fin troppo lineari, alcuni elementi casuali in modo molesto, insomma davvero poca cosa rispetto alla presentazione e alle aspettative. 
Per fortuna non l'ho pledgiato.

Giudizio provvisorio: era meglio HAL 9000




Roll Camera

Non so bene perché siamo finiti a provarlo: forse per la grafica fighissima, forse perché gli autori lavorano davvero nel mondo del cinema e della produzione, tanto che mi sono detto "se è bello lo compro e lo regalo a Aledrugo". E invece.
Invece il gioco di per sé è banale, fiddly in certi passaggi, con le meccaniche elementari e soprattutto completamente scollegate da questa ambientazione fighissima che le illustrazioni suggeriscono. 
Può far fare qualche risata agli addetti ai lavori che, immagino, troveranno nelle vignette diverse situazioni reali... ma è come se io mi mettessi a raccontare una barzelletta sui dentisti pretendendo che ridiate tutti. 

Giudizio provvisorio: quando tema e meccaniche vanno ognuna per i fatti suoi ed entrambe in direzione sbagliata


Silver Coin 

Questo andrà su Kickstarter e me lo sono fatto spiegare per vedere se pledgiarlo. 
Risposta breve: no.
Risposta lunga: ambientazione spudoratamente copiata da The Witcher, con cacciatori che vagano per una mappa di gioco potenziandosi con abilità, oggetti e magie, con lo scopo finale di uccidere mostri incassandone la taglia. I soldi sono infatti i punti vittoria dell gioco.
Gioco che è quindi un adventure game della durata - parole del dimostratore -  di 60-90 minuti a testa, quando si sa giocare bene. Bene, o meglio male, perché con questa premessa non mi hai invogliato molto.

Il punto di forza del gioco dovrebbero essere le differenza tra i vari cacciatori, ma guardando le carte mi aspettavo una cosa alla Root, con proprio meccaniche differenti, mentre mi paiono più le classiche differenze che ci sono sempre in questi giochi, per cui uno usa meglio le magie, l'altro le trappole, l'altro le armi a distanza ecc.

Giudizio provvisorio: guarderò piuttosto la seconda serie di The Witcher

Mobile Markets

Questo mi interessava perché avevo a suo tempo giocato a Smartphone Inc. che era un buon gioco ma un po' troppo lungo e costoso, per quel che offriva. 

Questo è analogo, per cui devi cercare sempre di bilanciare l'offerta del tuo telefono in termini di costi e prezzo finale, con il mercato costituito dai potenziali clenti e ovviamente dai giocatori concorrenti, che cercano di scavalcarti in questa priorità. 

La parte economica è simile, funziona bene, anche se non ha meccaniche particolarmente interessanti. Anche la selezione delle azioni è simile e si fa sovrapponendo con un certo grado di libertà due plance fronte/retro che danno poi i vari bonus per il round in corso, a seconda dei simboli che lasci scoperti. 

La scatola è contenuta, il prezzo non eccessivo... insomma, per chi non avesse nessuno dei due, consiglio questo Mobile Markets, mentre se avete già Smartphone Inc, non vale la pena rispendere per un gioco tutto sommato molto simile. 

Giudizio provvisorio: buono ma non brilla

Ark Nova

Uno dei giochi più apprezzati e cercati della fiera. Come in Terraforming Mars, c'è un enorme mazzo comune con carte uniche, che rendono le partite sempre diverse. Come in Wingspan, le carte si comprano da un mercato comune o pescando dal mazzo e rappresentano in modo dettagliato animali di ogni tipo, con requisiti, abilità speciali, combo, ecc. 

A tutto questo si somma il fatto di avere una plancia personale (diversamente da quella comune di Terraforming Mars), in cui costruire il proprio zoo, con gabbie di varia forma e dimensione, rettilari, potenziamenti, ecc. 

Perché continuo a citare Terraforming Mars e Wingspan? Perché questo Ark Nova sembra la loro versione per gamer, più complessa, più densa di roba, ma con meno interazione (meno di Terraforming Mars, a livello di Wingspan) e soprattutto perché prevedo avrà un successo simile. Gli ingredienti piacioni li ha tutti: non ci si rompe le scatole a vicenda, ti rilassa, ha grande varietà, parla di animali. 

Unico mio dubbio è come mai, di questi tempi, qualche paladino degli animali non abbia ancora protestato per un tema simile.  

Giudizio provvisorio: successo annunciato & assicurato



Autobahn

Forse uno dei giochi che più  mi ha soddisfatto, nonostante a un certo punto io sia rimasto vergognosamente incastrato e a corto di denaro. Prototipo di Fabio Lopiano e Nestore Mangone, in cui dovrete costruire la rete autostradale tedesca dal dopoguerra ai primi anni '90. Il motore di gioco è una mano di carte, giocando le queli scegli un'azione da fare e poi il colore della carta stabilisce dove la farai. Puoi avviamente modificare e potenziale la tua mano, nel corso della partita.

Un solo modo per fare punti vittoria, nessuna insalata di punti, una bella interazione al tavolo. Sarà su Kickstarter nel primo trimestre del 2022.

Giudizio provvisorio: per me, pledge sicuro.


Naruto 

Lanci i dadi del tuo personaggio e quando escono le facce con cui puoi fare le mosse, li blocchi e fai danno all'avversario. Oltre a questo c'è  una mossa speciale per cui devi, come nel gioco "Merda", dare una manata a un bottone di cartone a centro tavola, tutti gli altri devono fare altrettanto e chi arriva per ultimo subisce una penalità al personaggio. 
Vabbè, se non ci fosse stato Naruto, sarebbe stato un gioco inutile. Ah ma lo è anche così.

Giudizio provvisorio: forse neanche per i fan di Naruto.


Cowboy Bebop

Deck-building in cui vaghi per i pianeti, giochi carte per catturare i criminali e collabori con gli altri personaggi nel farlo, anche se alla fine vince uno solo. Il deck-building è fatto bene, con carte che vanno in combo, ma nel complesso il gioco rimane elementare e molto lineare.
Comunque già meglio di quello di Naruto (erano lo stesso editore).

Giudizio provvisorio: solo per i fan di Cowboy BeBop. Ah già, ma io lo sono e non l'ho comprato nemmeno per idea.

Boonlake

In breve: è Pfister. Fai cose che fanno altre cose che ti danno altre cose con cui giocare carte che fanno cose. 
Nel dettaglio: scegli un'azione da un display comune: tu eseguirai la principale e spesso anche la secondaria, tutti gli altri solo la secondaria. A seconda della posizione da cui hai prelevato la striscia azione, muovi anche di vari passi la tua barca sul fiume: qui prendi risorse ma sopratutto scandisci il timing del gioco, dato che due giri completi fanno finire la partita. Non solo: sei hai la carta del colore giusto, corrispondente all'azione scelta e hai i soldi per pagarla, puoi giocarla. Oppure ne puoi scartare una per due monete. Le carte fanno altre cose, come dare poteri permanenti, o risorse, o modi per fare punti, ecc. 

C'è un tabellone comune in cui si costruisce roba, migliorandola anche e sbloccando via via potenziamenti poi sulla plancia personale (alla Terra Mystica, per intenderci). L'interazione, su questo tabellone, è abbastanza sentita, a livello di Great Western Trail.

Giudizio provvisorio: solo per gli amanti incondizionati di Pfister. Per tutti gli altri: vi basta e avanza avere in casa la seconda edizione di Great Wester Trail, che è la cosa migliore mai fatta dall'autore.


Pantacle 

Mi fermo solo perché il tabellone è un pentacolo e per vincere devi evocare per primo un demone degli inferi. 
Detto questo, banale gioco di carte di combo, purtroppo giocato con tre tedeschi che capivano metà delle regole e giocavano con un quarto della normale velocità attribuita a un muscolo dopo sei mesi di gesso.

Non ve lo sto nemmeno a spiegare che non ne vale la pena. Unica cosa degna di nota: dovevi spendere i potenziamenti accumulati per evocare. Peccato che l'autore avesse messo anche un altro modo di evocare il demone, così anche questo twist di spendere i tuoi miglioramenti veniva vanificato dal suo game design. Ottimo direi.

Giudizio provvisorio: ci sono modi più efficienti e divertenti per evocare il demonio. E poi perché pAntacle? PERCHÈ?


Imperial Steam

Il gioco più classico e solido della fiera. Undici azioni tra cui scegliere, costruzione rete ferroviaria, un po' di pick-up&deliver, un po' di azionariato (solo per le proprie azioni, non puoi prendere cose degli altri), un po' di contratti da soddisfare, un po' di potenziamenti da costruire. 
Insomma un po' di tutto, fatto anche bene, stretto il giusto, buona interazione. 

L'unica novità è l'effetto corsa, dato che il gioco termina dopo otto round, ma anche non appena qualcuno raggiunge Trieste, dall'altro capo del tabellone. In questo modo, tra l'altro, si innescano anche i punteggi di fine partita relativi ai contratti e una penalità per chi non è arrivato a Trieste, cose che altrimenti non vengono conteggiate.

Non so, da una parte mi verrebbe da dire che se cercate un german bello tosto e rodato con cui andare sul sicuro, questo è l'ideale, oltretutto a un prezzo onestissimo (30 euro in fiera*); dall'altra non mi ha colpito così tanto da consigliarlo davvero, perché probabilmente fa tutto bene ma non eccelle in nulla.

*Correggo: avevo visto male, era 60.

Giudizio provvisorio: da riprovare, ma solo se lo compra qualcun altro.



Federation

Ecco, questo è proprio il classico gioco costruito per abbagliare su Kickstarter (e anche al tavolo, visto l'arcobaleno di colori), ma che poi si rivela davvero un minestrone insensato. 

Azioni ed eventuali azioni accessorie che portano a ben cinque minigiochi totalmente slegati. Il twist originale del gioco sarebbe quello per cui, a seconda del settore su cui fai l'azione, stai votando per la corrispondente legge di fine round. Che altro non è che un punteggio attribuito a tutti, diverso ovviamente da quello dall'altro settore votato meno. Ah. 
Il tutto condito da inutili complicazioni e una spiegazione di quasi un'ora per capire tutti i minigiochi. Ah. Ah.

Giudizio provvisorio: tanto appariscente quanto inutile



Ghost Adventure 

Prendi una trottola e la fai girare su vari tabelloni, che hanno percorsi da seguire, bordi sdrucciolevoli, oggetti da recuperare... puoi anche farla saltare da uno all'altro. Dentro la scatola è compresa una campagna
Divertente forse i primi cinque minuti. Forse.

Giudizio provvisiorio: se proprio vi piacciono le trottole...


Tindaya

Il gioco più strano provato e quello che avrei più la curiosità di riprovare con calma, leggendomi bene le regole, visto che sono fiddly in diversi passaggi, come la produzione e il movimento.

In sostanza: siamo aborigeni di non ricordo dove e dobbiamo difenderci dai Conquistadores, che ogni round sbarcano e attaccano i villaggi in cui trovano gente. Il problema più grosso, però, sono i nostri dei: diversamente da quelli di Spirit Island, questi sono perennemente incazzati e poco inclini ad aiutarci. Infatti ogni round chiedono un tributo in risorse: se non lo soddisfi, mandano eruzioni vulcaniche tsunami a - letteralmente - sconvolgere la geografia del tabellone. 

Intendi proprio che esagoni di mare e di terra vengono ricoperti dalla lava, distruggendo tutto ciò che c'è sopra ed esagoni di terra vengono sommersi dall'acqua, sparendo completamente. 
Accumualre tante risorse non è però la soluzione: alcune sono deperibili e vengono buttate a fine round e pure questo fa incazzare gli dei. 
Insomma, come in Lewis & Clark, occorre raccogliere il giusto, né più, né meno. 
Per fortuna, fabbricando armi, si possono catturare i Conquistadores e buttarli nei vulcani come risorsa jolly. 

Anche questo sarà su Kickstarter nel 2022 e, visto il tema e la componentistica, penso avrà successo. Non sono sicuro di volerlo finanziare, ma mi è comunque rimasta la curosità addosso. Peraltro l'autore ha detto che nasce come competitivo, poi ci sarà però anche la modalità collaborativa pura e quella con traditore. Ecco, per come ho visto funzionare il gioco, secondo me sarà migliore in queste ultime due configurazioni. 

Giudizio provvisorio: se qualcuno lo pledgia, mi faccia un fischio che torno a provarlo




Rone: Invasion 

Anche questo futuro Kickstarter. Ci siamo fermati solo perché, oltre al deck-building, qui c'è anche il dice-building... e lo fai su dei dadoni in plastica, avvitando e svitando pippoli colorati con un cacciavite. Questi pippoli colorati non sono altro che il mana che ti serve per giocare le carte: lanci i dadi a inizio turno e i colori usciti poi li spendi come pagamento, potendo sempre usare due dadi come jolly per un qualsiasi colore. 

La vera particolarità sta nella modalità di pesca: decidi quante carte pescare dal mazzo, senza limiti, prendendone una ad una. Questo perché lo fai prima di lanciare i dadi per il mana, quindi devi controllare quanto mana e di che colore ti costa ogni singola carta. Quando infatti lancia i dadi, per ogni carta che hai pescato e che non puoi pagare, in pratica perdi un punto vita. Ho trovato questa cosa originale e ben fatta. 

Purtroppo il resto del gioco non è granché e ti limiti ad accumulare punti attacco più rapidamente del tuo avversario, per sconfiggerlo, senza carte o fazioni particolari a variare davvero gli stili di gioco. Peccato.

Giudizio provvisorio: rimandato a settembre


It's a wonderful kingdom 

La parte di come funziona il gioco l'ho riassunta già nell'anteprima. Qui mi limito a dire che il gioco fa il suo dovere, che è un bel gioco di costruzione motore e gestione risorse e combo per due giocatori, con l'aggiunta di un po' di bluff che dona quel tocco in più al tutto. 

Da preferire assolutamente al fratello maggiore (It's a Wonderful World), per lo meno se siete in due.

Giudizio provvisorio: promosso


Rulebenders

Comprato quasi a scatola chiusa perché i due tavoli erano letteralmente assediati. Invece l'ultimo giorno riesco anche a provarlo. Al proprio turno il giocatore o gioca una carta dalla mano, o piazza un cubo in una delle aree di maggioranze del tabellone. 
Queste aree, risolte a fine round, danno due vataggi al vincitore: gli fanno cambiare a piacimento una regola del gioco (es: quante carte ripescare, il limite di mano, quanti cubi riprendere, la valuta con cui pagare le carte, ecc); lo fanno avanzare verso i gettoni punti vittoria e qui c'è un'ulteriore scelta. Infatti si può decidere di andare verso il gettone che potenzialmente paga di più, ma prendendo dei malus a un'azione per il resto della partita; oppure andare verso il gettone meno remunerativo ma avere dei bonus per altre azioni.

Le carte, invece, sono prese a piacere da cinque mazzi diversi: uno generico, sempre presente, poi altri quattro tematici, scelti tra i sei della scatola (ma si parla già di espansioni). Per cui si pu giocare con gli zombi, i pirati, i dinosauri, eccetera e ciascun mazzo ha un'impostazione più o meno aggressiva, difensiva, strategica, fortunosa.

Devo ancora inquadrarlo bene perché naturalmente la maggior parte del gioco dipende dagli effetti delle carte, piuttosto che dalle regole generali,  ma per ora promette bene e i mi pare molto vario.

Giudizio provvisorio: almeno non ho buttato i miei soldi



Petrichor

Un family game finanziato con Kickstarter con materiali veramente belli e piacevoli alla vista.
In questo caso dovremmo prima creare le nostre nuvole, poi caricarle di pioggia, infine far cadere queste gocce di vetro su vari tipi di pianta, con differenti sistemi di maggioranze per ottenere punti vittoria. 

Ha un bel sistema di azioni guidato dalle carte e prevede qualche sottigliezza per accelerare il momento in cui si contano i punti. 
Bello, fatto bene, piacevole, non è il mio target ma per chi ama questo livello di difficoltà nei giochi è un prodotto ideale.

Giudizio provvisiorio: bello e centrato nel suo target


Masters of the Universe Fields of Eternia

Questo era per me il gioco più atteso. Personalmente ho preferito pledgiare quello CMON, nonostante l'oneroso esborso, perché a livello di meccaniche mi sembra più rifinito e più calzante con l'ambientazione. Però avevo grossa curiosità anche su questo, nonostante poi avrò l'occasione di provarlo in associazione, dato che lo abbiamo comunque finanziato. 

Si tratta di un adventure game alla Runebound, in cui due squadre di personaggi vagano su una mappa e si scontrano, cercando di completare per primi l'obiettivo di scenario, entro un limite di round. Nello scenario demo della Spiel, Skeletor e Beast-Man sfidavano He-Man e Teela per il controllo della regione centrale, in un intervallo di tempo di soli quattro round.

All'inizio del round si prendono gettoni Ethernium (la moneta del gioco) in base ai luoghi controllati con eroi e truppe.
Poi si attiva un eroe a testa, alternativamente, potendogli far compiere un'azione di movimento (normalmente un passo, ma con un mezzo di trasporto anche di più) e un'azione, che può essere un attacco, un piazzamento di truppe o uno spostamento di truppe piazzate in precedenza. 

Il combattimento è differente a seconda che ci si scontri con un incontro casuale nelle terre selvagge o con un altro personaggio. Nel primo caso si lanciano i dadi e si devono ottenere simboli spada sufficienti a sconfiggere l'avversario e magari anche a parare il suo attacchi di risposta. Se quello che si incontra è un potenziale alleato della propria fazione, è però sempre possibile pagare Ethernium, per aggiungerlo alla propria scheda e da quel momento in poi applicare il nostro personaggio la sua abilità. 
Il combattimento contro un altro personaggio manovrato da un giocatore, invece, si effettua pescando carte da un mazzetto personale, modificabile nel corso della partita, e posizionandole a piacere, coperte, sugli slot di iniziativa, attacco e difesa. Le regole normali prevedono di fare due round di questo tipo, quelle rapide uno solo ed è buona cosa soprattutto se si gioca in più di due, dato che questa fase occupa diversi minuti, in cui gli spettatori si girano i pollici.

Come azione gratuita, in ogni turno, si possono acquistare dal mercato veicoli, oggetti o magie, purché si controlli una regione con uno di questi mercati, anche se il personaggio che li sta acquistando è da tutt'altra parte. Funziona in termini di gioco, molto meno come ambientazione.

Comunque, per fala breve, il gioco è piacevole ma nulla di che. Ci hanno assicurato che ci sono molti scenari, da brevi a lunghi e i mazzi di carte assicurano certamente molta varietà...ma:
C'è davvero poca differenza tra un personaggio e l'altro. Soprattutto le abilità speciali stampate sulla scheda si attivano molto raramente, solo pescando la carta giusta dal mazzo combattimento. L'unica sempre attiva è quella passiva, ma è un po' poca cosa.
Se il tema non fosse Masters of the Universe, il gioco sarebbe davvero poco notevole. Però il tema c'è e non lo puoi togliere: può comunque fare la differenza.
Gli scontri mi sono sembrati molto meno tattici di quel che speravo. Anche applicando oggetti e magie, anche regolandosi un po' sull'avversario per dove piazzare le carte, tutto sommato va tutto un po' a fortuna, senza molte possibilità.

Insomma, alla fine sarò contento di rigiocarlo in associazione, magari con scenari più articolati, ma altrettanto contento di non aver fatto il pledge.

Giudizio provvisorio: solo per amanti dei MOTU





Bitoku

Uno dei giochi meno accessibili della fiera: solo due tavoli e due ore di demo. 
Quarantacinque minuti di spiegazione per un gestionale in cui la meccanica base è molto semplice: al tuo turno o giochi una carta attivandone l'effetto, o giochi un dado piazzandolo sul tabellone e facendo l'azione, o fai "attraversare il fiume" sul tabellone al dado precedentemente piazzato, riducendone di uno il valore e facendo la nuova azione. 

Il fatto è che su questa meccanica, l'autore ha costruito una serie azioni articolate e ingarbugliate, di minigiochi, di percorsi a bonus, come mai visto prima. Un po' come se avesse avuto venti idee per come fare risorse e punti e non fosse stato capaci di rinunciare a nessuna, mettendole infine tutte. Che poi, a livello di originalità, non ci siamo proprio: si tratta sempre di raccolta, trasformazione, collezione risorse e set.

Certo il tema orientale aiuterà a vendere, azzardo che persino la grafica psichedelica e carichissima possa piacere a qualcuno (del resto, se piace quella di Descent 3...), ma è proprio il tipico gioco in cui non hanno cercato una profondità dando concatenazione agli elementi, ma semplicemente aumentando a dismisura le opzioni disponibili, aggiungendo pezzi su pezzi, roba su roba. 

Giudizio provvisiorio: mai più



DiceWar

Sorpresa della fiera, anche se parliamo di un gioco del 2015. Fondamentalmente parliamo di una partita a scacchi in cui i pezzo sono dadi che non vengono mai lanciati, ma possono trasformarsi in diversi numeri/unità, ciascuna con abilità differenti. Si vince ai punti, ma anche istantaneamente controllando specifiche zone del campo di battaglia. 

È possibile giocare con il medesimo esercito, ma anche farne affrontare di diversi, dato che con le espansioni si arriva cinque fazioni, ciascuna con le proprie caratteristiche e livelli di difficoltà. 

Mi è sembrato ben curato, molto strategico e profondo, soprattutto mi ha conquistato la passione con cui ce lo hanno spiegato e illustrato.

Giudizio provvisiorio: da recuperare


Artbox

Pensavate che avessi provato solo cinghialoni? No, questo è un party game molto intelligente che fa disegnare anche chi non sa disegnare. All'inizio del round ciascuno riceve due parole e ne sceglie una che dovrà disegnare. Poi, per tutti, si tirano quattro dadi che hanno i seguenti simboli sopra: cerchio, quadrato, triangolo, linea dritta. Ebbene, a seconda di ciò che esce, ognuno dovrà disegnare il proprio oggetto usando solo i simboli usciti. Ovviamente il quadrato può diventare in rettangolo, il triangolo può essere allungato quanto si vuole, il cerchio un ovale, ma la linea ad esempio deve rimanere dritta. 

Poi le carte oggetto vengono mescolate tra loro e con altre pescate a caso, messe in slot numerati e ciascun giocatore cerca di fare il corretto abbinamento tra i disegni e le parole, ottenendo così punti vittoria.

Ottima variante dei classici Pictionary e Pictomania, con il vantaggio di mettere sullo stesso piano l'artista e il cane, esaltando l'inventiva piuttosto che la buona mano.


Last Message

Altro party game con cui ci siamo divertiti un sacco le sere dopo la fiera. Vengono forniti disegni fittissimi di personaggi, in cui un giocatore - il cattivo - sceglie una vittima da rapire e la indica al testimone. Questi ha trenta secondi di tempo per disegnare/scrivere su un foglio, diviso in una griglia 9x9, quanti più indizi possibili per risalire alla vittima. Gli altri giocatori, guardando questo disegno, devono risalire alla fingura rapita. 

C'è un "ma": il rapitore potrà cancellare 5 riquadri su 9, al primo round, prima che il disegno passi a chi deve indovinare. Al secondo, terzo e quarto round, cancella invece 4, 3 e 2 riquadri. Quindi gli indizi aumentano progressivamente, ma anche in questo caso non è assolutamente semplice indovinare. Devo comunque dire che, in quattro partite fatte, le vittorie/sconfitte sono state esattamente il 50%, segno che il gioco è ben fatto.
Soprattutto, è un gioco che fa ridere di gusto e anche riflettere, dando grossa soddisfazione a entrambe le parti. Insomma, fa il party game a 360 gradi.

Giudizio provvisorio: possibile top party game del 2021

The Siege of Runedar

Concludo col primo gioco comprato e unico che avevo preordinato. 
Un gioco di Knizia, quindi con una precisione matematica rigida e certosina, stavolta però calata in una bella ambientazione che, devo dire, un po' si sente anche. 

Siamo nani che devono resistere all'assedio di orchi e troll, mentre scavano un tunnel per scappare e mettere al sicuro il loro tesoro. Del resto, che cos'è un nano senza oro?

Il gioco utilizza la scatola come tabellone tridimensionale, devo dire con un ottimo impatto scenico e un deck-building che mantiene fisso il numero di carte in mano, costringendo i giocatori a specializzarsi e fare sempre scelte importanti. 

Per ora non ho ancora vinto nemmeno a livello normale (ovvero il livello 2 di 4) e ciò è buon segno. 
Rispetto al più diretto concorrente come peso/impegno, ovvero Ghost Stories/Last Bastion, qui ci sono più scelte e più decisioni difficili, in sostanza mi è parso più opaco e profondo, per cui lo consiglio sicuramente come alternativa migliore.

Giudizio provvisorio: Knizia colpisce ancora


Puntate di approfondimento video, in diretta da Essen 2021:

Giovedì: https://www.youtube.com/watch?v=bzMb9aaIXwQ
Venerdì: https://www.youtube.com/watch?v=PaFcpgrEjNk
Sabato: https://www.youtube.com/watch?v=Rrdk5Irwkb8
Domenica: https://www.youtube.com/watch?v=a8w7cVL_Zrs

Commenti

Piccolo appunto, Imperial Steam in fiera veniva 60, a 30 euro potevi comprare Iberian Gaunge che era di fianco nel prezzario

giudizi provvisori top :D

Report ben scritto e molto utile, grazie.

Grazie Agzaroth di esistere.

La tua acidità è pari a quella del sangue di un Alien. :))...ed indispensabile per eliminare qualche gioco dal paniere...

Se tu lavorassi in una casa editrice come "scrematore di prototipi", non saremmo inondati da 1000 giochi fotocopia, ma da appena un paio...

Bitoku, nonostante tutti i (grossi) difetti evidenziati, ho paura che sarà comunque un successo, vista la grafica delle carte e l'argomento degli spiriti giappo. Certe cose attirano le persone come una lampadina le falene. Beh, ha aiutato anche la polemica dei francesi sul nome, altra pubblicità!

Last message me lo segno!

 

Corrosion toccherà leggere il regolamento, perché l'idea mi intriga, poi, per il KS si vedrà;
Siege of Runedar non è economico: chissà se si troverà nel mitico mercatino della Tana.

Ma la vera curiosità è per DiceWar: e che si parli di un gioco del 2015 passato sottotraccia dà proprio l'idea di quanto sia concreto il rischio che giochi interessanti affoghino nella bulimia produttiva del settore. Miracolo che continuino a produrlo, direi.

"Ad agzaroth non è piaciuto Boonlake" tradotto viene "Boonlake sarà un mezzo capolavoro". 

Agzaroth hai odiato così tanto Boonlake da uccidere i tuoi stessi omini per usare i loro cadaveri come chiuse del fiume? 

Perfetto, di tutta la lista scremo per me Siege of Runedar e Last Message. Corrosion se avrò occasione, lo proverò volentieri. 

sontuosopiero scrive:

"Ad agzaroth non è piaciuto Boonlake" tradotto viene "Boonlake sarà un mezzo capolavoro". 

Per gli adoratori di Pfister lo è a prescindere 

Utile riassunto di quanto visto nei resoconti di Essen. Agzaroth comunque si conferma il recensore ammazzascimmia per eccellenza, l'idolo quindi delle nostre librerie.

Il portafoglio ti ringrazia tanto. E pure la mia dama. 

Yucatan alla fine non è stato presentato vero? Mi intrigava tantissimo l'ambientazione ed il twist per il quale tu devi sacrificare piu' risorse e personaggi degli altri per salire al livello piu' alto della piramide e guadagnare cosi punti vittoria, ma nel turno dopo partire dunque un posizione di svantaggio rispetto agli altri. 

Mi sono segnato Tindaya e Last Message, aspetto aggiornamenti

Di Boonlake ho letto il regolamento prima che cominciasse Essen e devo dire che pur essendomi parso un gioco ben fatto, nel senso che mi è sembrato riuscisse ad amalgamare bene le diverse meccaniche tra loro inserendo tra queste anche la corsa delle navi, elemento che potrebbe dare quel brivido in più, la vastità del numero di azioni possibili e la pioggia di bonus ottenibili hanno frenato il mio entusiasmo nei confronti del nuovo nato in casa Pfister.

Pur non avendolo giocato, mi sembra di poter essere d'accordo con Agzaroth "Censor" dicendo che non presenta particolari elementi di novità e che giochi simili con meccaniche tedesche che danno punti ne abbiamo già giocati parecchi. Del resto Catone oltre che "Censor" era anche "Priscus" (ossia "vecchio" poichè raggiunse un'età di molto superiore alla media di allora) così come Agzaroth ha ormai raggiunto un numero di giochi giocati di molto superiore a quello del giocatore medio. Non gliene vogliano gli amanti di Pfister...

Giochi che invece mi hanno incuriosito: Imperial steam, Corrosion, Runedar e soprattutto Autobahn (vista l’attesa prevista per quest’ultimo, speriamo che nel frattempo le materie prime per la produzione non vadano esaurite visto che la carta e il legno sono in via di estinzione come il panda rosso..)

Petrichor a noi piace un mare abbiamo tutte le espansioni possibili e, nell'ultimo KS, ho recuperato tutte le promo: divertentissimo in famiglia e molto carino a vedersi (anche la versione povera, che e' la nostra con la nuvoletta ed i fulmini in cartone).

Dei titoli sopra mi ispira solo Tindaya. Bitoku mi piaceva come idea, poi ho letto il regolamento ed e' svanito tutto l'hype. Saro' malata?

Siege of Runedar: devo leggermi il regolamento.

Grazie tantissimo per lo sforzo e per tutti i vostri articoli e video: utilissimi come sempre.

"Per gli adoratori di Pfister lo è a prescindere"

Non è vero, è il contrario semmai. Poi oh, nella confusione capita di non capire la logica dietro un gioco. 

"in retrospettiva, a Play - Festival del Gioco, che è stata molto più rigida, attenta e scrupolosa" allora dev'essere stata proprio una tragedia perché al Play io ricordo assembramenti ovunque, nessun distanziamento nelle code, stand chiusi dal plexiglass e pieni di gente, dimostratori che spiegavano con mascherine abbassate e ho visto chiedere di igienizzare le mani prima di giocare una sola volta su otto. Ma ok. 

Last Message visto intavolato e preso al volo per le serate in associazione, nessun rimpianto

Ark Nova da boicottare sicuro: "Wildlife deserves wilderness!!"

Per il resto grandissimo report, mi è sempre piaciuta la tagliente ironia di Agzaroth quando viene evocato nel pAntacolo!! 😆

Alla fine dei video della fiera, ringraziamo la coppia d'oro, Sandra e Raimondo, ah no, Agzaroth e Tania... il primo come sempre competente, acuto, mai contento, ipercritico, il vero rompi... ah no, recensore (i portafogli ringraziano). Tania incarnava tutti noi: aperti, curiosi ma non per questo sprovveduti. Grazie ad entrambi e a tutti i Goblin, Pennuto, Pupina e Need2Revolt che ci hanno fatto sentire Essen vicina

Gisli scrive:

Alla fine dei video della fiera, ringraziamo la coppia d'oro, Sandra e Raimondo, ah no, Agzaroth e Tania... il primo come sempre competente, acuto, mai contento, ipercritico, il vero rompi... ah no, recensore (i portafogli ringraziano). Tania incarnava tutti noi: aperti, curiosi ma non per questo sprovveduti. Grazie ad entrambi e a tutti i Goblin, Pennuto, Pupina e Need2Revolt che ci hanno fatto sentire Essen vicina

grazie a te per averci seguito ☺️ 
 

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