Last Bastion: Ghost Stories ai tempi nostri

Last Bastion: copertina

Più di dieci anni fa usciva un collaborativo puro, cattivo e difficile. Oggi compare sugli scaffali il suo retheme fantasy. Vediamo com'è venuto.

Giochi collegati: 
Last Bastion
Voto recensore:
7,0

Per 1-4 giocatori, 45-60 minuti, consigliato a un pubblico esperto (14+) immagino più per la difficoltà che per le regole, Last Bastion è un collaborativo puro che ci mette nei panni di eroi fantasy che difendono una fortezza dall'assalto di un'orda di mostri giocati da uno o più leader, con lo scopo di sopravvivere fino alla fine, uccidendo tutti gli invasori.
Le meccaniche sono poteri variabili, tiro dadi, scelte multiple, collezione set.

Prefazione

Ho vaghi ricordi di Ghost Stories, uscito nel lontano 2008 e seguito da qualche espansione. Era un collaborativo puro in cui quattro monaci difendevano un tempio da un'orda di nemici.
Last Bastion è esattamente lo stesso gioco, con qualche azione cambiata, qualche altra aggiunta, la maggior parte delle cose identiche. Si potrebbe quindi considerare un semplice retheme, che dà finalmente la possibilità di giocare Ghost Stories a chi non lo aveva provato, data anche la ormai scarsa reperibilità del gioco.

Last Bastion: retro della scatola
Last Bastion: retro della scatola

Estetica e ambientazione

L'edizione risulta curata in tutte le sue parti: un comodo divisorio interno, con alloggi per tutto; miniature degli eroi, con anche una mini-espansione per averle pre-dipinte; carte di buona fattura; tessere belle spesse; iconografia molto chiara e subito assimilabile; disegni all'altezza del tema.

Come dicevo, qui siamo di fronte a un più consunto tema fantasy, laddove la scatola originale era ambientata in una Cina feudale piena di mistero e magia. Comunque la sostanza non cambia.
Tutto sommato l'ambientazione è resa bene, con l'assedio che si stringe velocemente attorno ai protagonisti, il senso di continua urgenza ed emergenza, la collaborazione e la coordinazione tra i giocatori che devono essere massime e danno vita a piacevoli discussioni tattiche. Va però detto che poi tutto il meccanismo è molto astratto, riducendosi a una collezione set e tiro dadi per ottenere le giuste combinazioni contro gli invasori.

Come si gioca a Last Bastion

Si sistema la plancia disponendo nove tessere luogo che costituiscono il castello, ciascuna con la sua azione specifica. Sui quattro lati si dispongono le plance degli invasori, ciascuna con l'alloggio per tre carte. Ogni giocatore sceglie un personaggio, rappresentato da una miniatura e una plancia in cui ha raffigurata un'abilità specifica e il posto per i punti vita e i segnalini oggetto.

Il turno di un giocatore è scandito da due fasi: orda e eroe.

Nella fase orda, le carte mostro già intorno al castello attivano la loro abilità speciale, se presente. Poi si pesca una carta dal mazzo orda e la si aggiunge all'assedio, nello spazio indicato, se la plancia orda corrispondente al giocatore attivo non è piena. Se è piena, si applica invece l'effetto indicato. Le carte hanno spesso anche un effetto quando entrano in gioco e un altro quando escono, uccise.

Nella fase eroe, il giocatore fa un movimento (di una tessera) e un'azione, nell'ordine che vuole. L'azione consiste nell'attivare una tessera o nell'attaccare un mostro adiacente. L'attacco si effettua lanciando tre dadi che hanno cinque simboli diversi e uno jolly, eventualmente scartando segnalini oggetto (corrispondenti ai simboli), per fare in modo di raggiungere gli stessi simboli richiesti dalla carta attaccata, uccidendola. In sostanza, se una carta richiede due simboli verdi e uno blu per essere eliminata, tra lancio di dadi e segnalini che ho in riserva, devo ottenere almeno due verdi e un blu.

Lo scopo è uccidere il boss dell'orda che, partendo dal basso del mazzo, ha sempre la propria carta alla nona posizione. Si perde se un personaggio muore (ogni personaggio ha anche una fase intermedia in cui gioca da "ferito", perdendo l'abilità speciale), oppure se si esaurisce il mazzo orda senza aver ancora ucciso il boss, o se ci sono tre segnalini corruzione sulle tessere della fortezza (sono piazzati da alcuni mostri).

Gli anni passano

Ci sono due strane sensazioni contrastanti che si mescolano, quando giochi a Last Bastion. Da una parte ti accorgi che è un gioco migliore del 90% della mediocrità che sfornano oggi, dall'altra ti lascia quella sensazione di gioco invecchiato un po' male che restyling e miniature non possono comunque nascondere.

Il flusso di gioco è estremamente lineare, le meccaniche rimandano a un passato in cui rollare una manciata di dadi era il centro di ogni gioco. Quello che c'è comunque di bello è che le scelte a disposizione sono sempre abbastanza da poter fare diverse scelte tattiche e che la collaborazione con gli altri sia vera e necessaria, non solo un pretesto. Fermo restando che, anche in questo caso, il problema eventuale del leader dominante non è arginato da alcun meccanismo di gioco.

Meccanismi che si basano sì su scelte multiple da affrontare ogni turno, ma che sono poi anche in buona parte legati alla fortuna, tra le carte pescate e i dadi tirati. Più che in un Pandemia, per esempio, per rimanere nello stesso peso e genere.

Manca un po' quello spunto geniale, quel twist di gioco che lo renderebbe attuale e sorprendente anche ora. Lo era 10 anni fa, sicuramente, ora ha un po' perso la verve.

Meglio male accompagnati che soli

Last Bastion: partita
Last Bastion: partita

Il grosso punto interrogativo di questo gioco sta nella scalabilità. Mi sono fatto due conti e sono giunto alla conclusione che alla Repos abbiano messo dei numeri a caso, nelle indicazioni di come calibrare il mazzo al diminuire dei giocatori.

Capiamoci bene: davanti al Boss ci sono 42 carte, in quattro giocatori. Ovvero 10,5 carte a testa. In più giocatori, essendoci sempre quattro lati da difendere, è più facile distribuirsi tra le varie minacce. Inoltre quando si è in una tessera con un altro giocatore, si possono utilizzare anche i suoi gettoni, aggiungendoli eventualmente al proprio tiro. Senza contare che, infine, il boss rimane identico sia che siate in quattro, che in tre, in due o da soli. Verosimilmente quindi approssimerei quel 10,5 a un tranquillo 11. Quindi togliendo 11 carte per ogni giocatore in meno.
Tutto questo senza ancora contare che in solitario viene meno l'efficacia di alcune combo di cui parlo al paragrafo successivo, per le quali sono necessari almeno due giocatori.

Il manuale parla invece di togliere quattro carte per ogni giocatore in meno. Quattro carte. Mi piacerebbe sapere da dove lo hanno tirato fuori questo numero. Perché diventa una misera differenza di 12 carte passando da quattro eroi a uno, differenza che è di pochissimo superiore a quella che secondo me è indicata per giocare almeno in tre.

Al di là dei calcoli, empiricamente vi posso tranquillamente dire che è meglio giocarlo in quattro, se volete avere speranza di vincere.

Le strategie più o meno obbligate

Dopo averci sbattuto il naso un po' di volte, oltre alla giusta combinazioni di personaggi, abbiamo provato una strategia estrema: due a prendere una ferita e uccidere direttamente un mostro, due a guarire i primi. Non funziona, per fortuna, sennò il gioco sarebbe rotto.

Però ci consentiva di andare comunque più avanti della strategia "a sentimento" che avevamo comunque usato fino a quel momento. Per cui abbiamo optato per una strategia mista: due a fare questo giochetto (tra cui il prete che, stando fermo, toglie una corruzione a turno e la barda, che piazza una debolezza anche a distanza); due a fare tatticamente quel che conviene di turno in turno, tra attaccare, accumulare segnalini, mettere bandiere, piazzare la trappola, ecc. (per questi secondi due per ora ci stiamo trovando bene con quello che genera un segnalino a turno e quello che si muove di due spazi, oppure quella che attacca e attiva una tessera).

Questa strategia mista per ora si è rivelata la più efficace... ma il gioco rimane comunque difficile e raramente battibile, per cui non escludo che ce ne siano di migliori.

Conclusione

Ghost Stories meritava di tornare sui tavoli, perché in fondo è stato uno dei migliori collaborativi del passato... ma forse stavolta il ritorno non è stato così in pompa magna come per altri titoli immortali. Last Bastion è un buon collaborativo, ma probabilmente ce ne sono di migliori.

Materiali ****  
Grafica/disegni ****  
Ergonomia ****     
Ambientazione ***     
Regolamento ****      
Scalabilità * 
Rigiocabilità ***    
Originalità *     
Interazione ****      
Profondità **    
Strategia **     
Tattica ***  
Eleganza ****     
Fluidità **** 
Legenda: – (pessimo/assente), * (scarso), ** (sufficiente), *** (buono), **** (ottimo), ***** (eccellente)

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Commenti

ma sai che quasi quasi..
la partita dura anche pochino, mi sa che nei prossimi mesi mi faccio un regalo!

Solo 4 personaggi?

no, no, ci sono più pg tra cui scegliere, otto, andando a memoria.

Ghost Stories non mi aveva fatto impazzire, ma questo qualche curiosità la suscita...

Recensione che capita a fagiolo...era un po' che lo studiavo..

Mi piacciono i collaborativi sfidanti anche se 2 cose non mi convincono : il problema dell'alpha player qui molto forte e l'eccessiva difficoltà che potrebbe sfociare in frustrazione.

Vedremo...

Io mi tengo il mio ghost stories+white moon. C'e' gia' una marea di titoli in giro da prendere, lo spazio e' poco e sono affezionata alla mia vecchia edizione.

preso. Non vedo l'ora di intavolarlo con gli amici. :) 

In ritardo di due anni rispetto al posto😅..comunque. Last Bastion è un GRAN gioco. Fattori da tenere in considerazione:

materiali semplici ma di qualità (le carte mostro, le plance e i token sono veramente fatti bene). Quando appenderete il primo stendardo, sarà subito amore😱.

Miniature molto belle: considerando il rapporto qualità materiali/ prezzo, devo dire uno dei migliori titoli.

Set up semplicissimo: 5 minuti e si è subito in pista.

Difficile=rigiocabile. Se fosse semplice sarebbe veramente un peccato (ci sono comunque 4 lvl di difficoltà).

Io lo consiglio vivamente perché è un titolo divertente, adatto a qualsiasi gruppo, che si vinca o si perda i tempi non sono per niente lunghi ed esteticamente fa la sua porca figura. È perfetto anche come regalo. È vero, c'è il problema dell'alea molto alta e dell'Alfa player..ma che volete, nessuno è perfetto😉

 

Se piace il genere: Skytear Horde > The Siege of Runedar > Last Bastion

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