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In the Year of the Dragon: voti, classifiche e statistiche Indice ↑

Persone con il gioco su BGG:
11076
Voti su BGG:
12102
Posizione in classifica BGG:
430
Media voti su BGG:
7,30
Media bayesiana voti su BGG:
7,02

Voti e commenti per In the Year of the Dragon

6

Nessun commento

8

Per ora giocato solo in 2, gira in modo soddisfacente.
Gioco pulito, semplice nel regolamento ma da sviluppare con oculata tattica in quanto la vittoria, in ogni partita, deve essere raggiunta adattandosi all'ordine degli eventi mensili (variabile di partita in partita) e secondo le scelte e mosse dell'avversario. Brillante il percorso persona come sottomotore.
Ambientazione non eclatante ma sufficiente; comunque si costruiscono edicici cinesi da popolare con maestranze varie al servizio dell'imperatore (ergo, siamo nella cina imperiale senza ombra di dubbio e lavoriamo incessantemente per l'imperatore, in evidente soggezione!!).
In 2 la durata è intorno ai 45 minuti, massimo 1 ora.
Ottimo titolo, il primo di Feld, che evidentemente dovrò continuare a conoscere.

6

Onestamente non mi piace molto: chi sta in coda non riesce afre quasi nulla e non può mai recuperare.

9

Il mio primo gioco di Stefan Feld e devo dire che ne sono rimasto molto soddisfatto. Al mio attivo solo una partita, ma da certi GdT basta anche una partita per capirne la bellezza. È un gioco non molto complesso per le cose da fare nel proprio turno, ma bisogna ponderare molto bene le scelte strategiche a breve medio e lungo termine. Inoltre ho trovato abbadtanza presente un livello di interazione che in un german difficilmente ti aspetti. Ad es. se in Agricola io faccio un'azione per bloccare un avversario difficilmente quell'azione sarà anche redditizia per me, ebbene questo aspetto in ItYoD non è così perchè facilmente (di più se giocato in due) posso mettere i bastoni tra le ruote dell'avversario e ciò non va a mio discapito. Molto bello il doppio conteggio (punti persona e punti punteggio) che aggiunge un ulteriore profondità al gioco. Darei un 10 se i materiali fossero stati più belli.
Longevità: 2
Regolamento: 2
Divertimento: 2
Materiali: 1
Originalità: 2

7

6,5 Bella l'idea di cercare di soppravvivere durante il gioco ai vari eventi nefasti. Credo che rimanere indietro nell'ordine di turno faccia perdere la partita ed è un'aspetto che nn mi piace molto, ma il gioco fila abbastanza liscio se nn fosse la noia di contare i vari punti e bonus ogni fine round e di dover rimescolare ogni volta le tessere evento. Non ho l'esperienza per dirlo ma forse è solo che nn sono un'amante di Feld.

7.5 con l'espansione che a mio modesto parere migliora (nn di poco) il gioco.

8

Ridimensiono col tempo questo gioco che tanto mi aveva entusiasmato all'inizio.
Forse le meccaniche sono un pò ripetitive, forse le strategie vincenti sono solo alcune, fatto sta che di rigiocare a questo titolo non se ne parla proprio.
Resta comunque un titolo valido, dalla grafica molto accattivante e con la giusta dose di interazione tra i giocatori. 8

8

C'è voluto poco perché Stefan Feld diventasse uno dei miei autori preferiti. Questo gioco è una di quelle ragioni. Mi piace l'idea di giocare per contrastare gli eventi negativi.

10

0In meno di due ore un gioco densissimo. Una perla dove bisogna spingere su strategia e tattica. Un gioco pulito, intuitivo e senza sbavature, mai farraginoso. Ogni scelta è sofferta e porta a delle conseguenze sostanziali nel gioco. Difficile non innamorarsene subito. Mi riprometto di alzare il voto a 10 non appena lo avrò testato a fondo e averne verificato la scalabilità.

EDIT: Rialzo il voto. Eleganza, profondità tattica e strategica. Per qualche motivo a molti sfugge il concetto che chi resta ultimo, specie in 4 o in 5 non può vincere. Ma essere ultimi è una scelta, basta semplicemente prendere i personaggi giusti e/o fare delle parate militari per avanzare nella graduatoria dell' iniziativa. Nessuno è mai fuori partita, insomma, a meno che non lo voglia.
Migliore scalabilità dai tempi di Agricola.

9

Nessun commento

8

Il gioco presenta molte analogie con il suo collega Notre Dame, si vede che l'autore è lo stesso, si avverte lo stesso feeling in alcune meccaniche, come per esempio la scelta delle azioni "incrementali" che danno più punti in base a quanto le sviluppi e il dover stare attenti agli eventi nefasti. Mentre in Notre Dame, però, c'era solo la peste da tenere a bada ogni turno, qui ci troviamo di fronte ad un gioco incentrato completamente sul contenimento degli eventi nefasti che si manifesteranno alla fine di ogni turno, e che sebbene siano noti ad inizio partita, in quanto pescati casualmente e poi piazzati scoperti uno dopo l'altro, obbligano comunque i giocatori ad un'attenta pianificazione a lungo termine per essere affrontati al meglio. Il tutto è davvero appagante e stimolante, nonostante il gioco possa apparire un pò freddo e matematico, e molto deterministico (alea quasi zero). Non è sicuramente un titolo per tutti, ma chi ha voglia di una bella spremuta di meningi, troverà pane per i suoi denti. Ai punti gli preferisco Notre Dame in quanto più divertente grazie alla meccanica del drafting e più vario vista l'alea data dalle carte, ma è una pura questione di gusti.

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