Dune: Imperium – la spezia deve scorrere

Arriva l'attesissimo film e arriva anche il gioco su licenza.

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Dune: Imperium
Voto recensore:
7,5

Dune: Imperium è un gioco competitivo per 1-4 partecipanti, 60-120 minuti di durata, destinato a un pubblico abituale e basato su meccaniche di deck-building, gestione mano, poteri variabili, maggioranze.

Il gioco è arrivato con grande clamore e battage pubblicitario grazie alla fama dell'opera a cui si ispira e poi grazie al film in uscita, che, si spera, sia migliore del vecchio...

Molto dell'hype attorno al titolo è dunque dovuto a fattori esterni, ma ora, con le acque un po' più ferme, vediamo se davvero ne valeva la pena.

Come si gioca a Dune: Imperium

In breve, nell'arco di massimo dieci round, sarete chiamati a raggiungere i fatidici 10 punti vittoria che concludono la partita.

La meccanica base è il deck-building, per cui, partendo da dieci carte base, ogni round ne dovrete amministrare al meglio cinque, usandole o per piazzare uno dei vostri due emissari (possono diventare tre, strada facendo) in uno spazio azione sul tabellone, oppure rivelandole a fine round per attivarne gli effetti.

Ogni carta ha infatti due metà principali: la prima, a sfondo grigio, consente di piazzare un emissario solo in selezionate zone del tabellone e attiva anche un eventuale effetto sulla carta stessa.
La seconda, a sfondo blu, si attiva quando non avete più emissari da mandare (o non volete più mandarne) e rivelate così tutte le carte rimanenti dalla mano, sommandone gli effetti. Per lo più forniscono “influenza” per comprare nuove carte dal display comune, o punti forza per combattere.

Alla fine di ogni round, infatti, c'è uno scontro, a cui può partecipare solo chi, durante il round, ha spedito truppe a tale scopo. Non è un vero controllo territorio, perché tutto rimane molto astratto, ma in palio ci sono spesso punti vittoria, oltre a risorse.
La modalità di combattimento somma le truppe impegnate (due punti l'una), alla forza rivelata con le carte; poi è possibile anche giocare dalla mano carte Intrigo che alterano le sorti dello scontro.

Questo mazzetto di carte Intrigo è a parte e contiene alcune carte che vengono ottenute tramite varie azioni sulla plancia o con le carte base. Servono per combattere, per compiere azioni estemporanee, per ottenere risorse e, a volte, anche punti vittoria.

La maggior parte dei punti si ottiene però, oltre che con il combattimento, anche dal tabellone, in particolare nei quattro spazi dedicati alle alleanze con varie fazioni di Dune, ciascuna caratterizzata da una scala su cui il giocatore può salire per assicurarsi, appunto, punti e altri piccoli vantaggi.

Meccaniche: solve et coagula

1) deck-building + piazzamento lavoratori

Tanto il deck-building quanto il piazzamento lavoratori che troviamo in questo gioco sono quanto di più classico ci sia.
A ogni turno peschi cinque carte, le usi tutte, comunque le scarti tutte, ne compri altre che aggiungi agli scarti, rimescoli quando hai esaurito il mazzo, con alcuni effetti lo assottigli togliendo le carte più deboli.
Prendi un lavoratore, lo piazzi in uno spazio libero, paghi le eventuali risorse, ne ottieni altre.
Quello che funziona molto bene, è l'integrazione tra i due elementi.
Per piazzare un lavoratore, infatti devi usare una carta. Ma se fin qui ci arriva anche Lost Ruins of Arnak, Dune: Imperium va oltre:

  • la carta giocata ti dice anche dove puoi piazzare il lavoratore;
  • e ti dice anche se su tale carta si attiva un effetto aggiuntivo.

Altrimenti, se giocata non per piazzare, la carta attiva un altro effetto, che diversamente rimane silente in caso di piazzamento lavoratore.

Quindi l'acquisto di una nuova carta deve tener conto di tutti questi elementi, più il successivo.

Alcune carte appartengono a una delle quattro fazioni del gioco e spesso hanno effetti che funzionano solo se nel round se n'è giocata una della medesima fazione.
Ecco, avrei personalmente spinto di più su questo aspetto, un po' perché spesso non sono presenti, nel display, carte della fazione desiderata, un po' perché in generale sono abbastanza rare e diluite. Ad esempio, visto che ci sono tre piccole pile di carte sempre disponibili, oltre alle cinque nel display, e visto che una di queste tre pile appartiene a una fazione, forse avrei fatto in modo che in queste pile fisse ci fosse sempre almeno una carta per fazione.
Insomma, non ho trovato queste sinergie enfatizzate a sufficienza.

2) conflitto e intrigo

Agzaroth, Vito Amenofis III° e iaccaman, imperatore-dio di Dune

Passiamo alla parte di conflitto e alle carte Intrigo, dato che entrambi questi fattori premono sull'aspetto dell'incertezza.

Dune: Imperium è un gioco ibrido e, in quanto tale, ha elementi di costruzione, programmazione e gestione e altri di incertezza e anche fortuna.
Il conflitto ha un elemento certo, che è la posta in palio, rivelata all'inizio di ogni round. Un altro elemento, ovvero le truppe coinvolte, diviene via via più noto man mano che il round avanza e i giocatori vanno verso l'esaurimento delle proprie mosse.
Questo elemento ha comunque un certo grado di prevedibilità, dato che a volte si può capire cosa vuole fare qualcuno in base alle risorse possedute e al numero di truppe presenti nella guarnigione (sono quelle disponibili, sul tabellone, a essere eventualmente impiegate).
Man mano che i giocatori terminano le mosse, poi, sono costretti anche a rivelare le carte residue e questo svela la forza aggiuntiva (una per ogni simbolo spada) che sommeranno alle truppe.

Piccola digressione tecnica: l'ordine turno, in questo caso, è direttamente favorevole alla meccanica di piazzamento lavoratori (più spazi liberi) e inversamente favorevole alle battaglie, potendo vedere in anticipo cosa stanno impiegando gli altri nello sforzo bellico. Non so se sia stata una cosa voluta, ma gli è riuscita molto bene.

Tornando al conflitto, a questo punto, a giochi fatti, entrano in gioco le carte Intrigo. Ce ne sono parecchie per la battaglia e danno anche vantaggi notevoli, benché a un certo costo. Tenendo conto che tre delle ultime quattro battaglie del gioco forniscono due punti vittoria l'una (un quinto del totale richiesto per vincere), capite come avere delle buone carte Intrigo, specie per il terzo conclusivo del gioco, sia molto importante.

Questo elemento di incertezza, dipendente inevitabilmente anche dalla fortuna, è forse quello che ha fatto più storcere il naso a molti giocatori più propensi al controllo. Capita che, alla fine della partita, con giocatori di pari esperienza, possa essere una carta a decidere tra vittoria e sconfitta. Così come è possibile il kingmaking, anche se più raro.

In linea di massima, alcune carte Intrigo sono molto situazionali, altre sono relativamente poco utili, altre ancora molto, molto utili, sempre. Occorre accettare questo grado di ingerenza nei propri piani, per apprezzare Dune Imperium.

Dinamiche: conflitto

crossover con Chronicles of Drunagor

Perché in questo gioco, già in due giocatori e a maggior ragione nel solitario, il regolamento introduce un bot per aumentare la competizione? Perché, semplicemente, altrimenti non ha senso. Durante la partita, circa metà dei punti li farai tramite le battaglie e questo è già un buon motivo per non lasciare sguarnito da pretendenti il campo di battaglia. In secondo luogo è difficile andare a combattere ogni singolo round: qualcuno rimarrà già naturalmente fuori dalla mischia.
In terzo luogo ci sono i punti vittoria delle alleanze con le fazioni che sono assegnati per competizione, a chi è più in alto nella loro rispettiva scala.
Infine gli spazi sul tabellone non si riducono mai, non scalano al diminuire dei partecipanti e in due sarebbe davvero troppo largo.

Il conflitto, dalla competizione indiretta allo scontro indiretto, è dunque una componente basilare di questo titolo e se non siete disposti a mettervi in gioco in tal senso, questa scatola non fa per voi.

Estetiche: la mia esperienza con Dune: Imperium

tranquilli: due vaccinati e un immune

Non mi aspettavo né più, né meno di quanto ricevuto, da questo gioco. Sapevo come funzionava, sapevo delle carte Intrigo e del loro peso.

Come detto nelle meccaniche, mi ha lasciato poco soddisfatto l'aspetto della sinergia tra carte di fazione, che tra l'altro, nel mazzo da 67 carte del gioco, hanno una diversa distribuzione: dieci Gilda, dieci Imperatore, diciassette Bene Gesserit, tredici Fremen (che però hanno anche il mazzetto a parte, sempre disponibile). Unito al fatto che in una partita non si scorre certo l'intero mazzo (ma nemmeno metà), ecco che questa cosa mi è sembrata solo abbozzata e poco rifinita.

Sapevo di non trovare la forte ambientazione del libro, ma neanche l'efficace riproduzione ludica del vecchio Dune.
Così come sapevo dei materiali, da molti giudicati poco soddisfacenti, ma solo perché non ricordano, o non hanno mai visto, le monete di Wallace o i giochi in cui tutte le risorse erano solo cubi di diverso colore...

D'altro canto, non me ne sono innamorato. Non ho trovato le meccaniche così notevoli e lo svolgimento di gioco così interessante. Anche tra i personaggi, ce n'è qualcuno decisamente migliore (tra quelli base, quello che pesca una carta quando spende soldi è una spanna sopra agli altri). Insomma, sia razionalmente che emotivamente, non vedo motivi di entusiasmo.

Conclusione

chi controlla l'hype la spezia, controlla il mercato l'universo

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Commenti

Acquistato da poco e dobbiamo ancora giocarci. Mi sembra di capire che l'ambientazione introduca anche elementi dei libri del figlio di Herbert e non solo della saga "originale" di Frank Herbert.

In realtà è passato del tempo dall'ultima lettura e potrei confondermi.

Che mi dite? È così?

allamarein scrive:

Acquistato da poco e dobbiamo ancora giocarci. Mi sembra di capire che l'ambientazione introduca anche elementi dei libri del figlio di Herbert e non solo della saga "originale" di Frank Herbert.

In realtà è passato del tempo dall'ultima lettura e potrei confondermi.

Che mi dite? È così?

è passato del tempo anche per me, ma posso dirti che nel gioco l'ambientazione sarà un po' l'ultimo dei tuoi pensieri..

Agzaroth scrive:

 

allamarein scrive:

 

Acquistato da poco e dobbiamo ancora giocarci. Mi sembra di capire che l'ambientazione introduca anche elementi dei libri del figlio di Herbert e non solo della saga "originale" di Frank Herbert.

In realtà è passato del tempo dall'ultima lettura e potrei confondermi.

Che mi dite? È così?

 

è passato del tempo anche per me, ma posso dirti che nel gioco l'ambientazione sarà un po' l'ultimo dei tuoi pensieri..

Sto riflettendo se è un problema oppure no.

Nel senso che magari se l'ambientazione è poco percepita, allora anche chi non ha letto i libri magari lo apprezza ugualmente.

Il rischio potrebbe essere la "via di mezzo"

Caro Marco

Mi hai completamente raffreddato gli ardori per questo gioco che volevo acquistare e provare con il mio gruppo di gioco storico il prima possibile. Grazie.

Credo che un buon tema sia sempre un plus... In fondo, chi non conosce i libri ma apprezza il gioco potrebbe finire per trovare un motivo per leggere :)

Comunque è il primo piazzamento lavoratori da parecchio tempo a questa parte che mi suscita genuino interesse, per il mix di meccaniche insolito per il genere che presenta

A me è piaciuto, pur non essendo esattamente il mio genere.

Non è il gioco in cui ti devi incazzare perchè hai perso di un punto, poco ma sicuro, e credo che in buona parte delle partite ci possa essere del kingmaking, data l'alta interazione in battaglia e i punti tiratissimi.

Concordo che il deckbuilding avrebbe potuto essere reso più importante, e penso lo stesso anche per Arnak, ma va bene così.

Io non so nulla di Dune e non ho avuto problemi a giocare, pronunce strambe a parte.

E' sempre bello pensare una cosa completamente diversa su un titolo, significa proprio che non siamo tutti uguali. Io e il mio gruppo l'abbiamo trovato MOLTO ambientato, per essere un piazzamento. Vai a trovare i Fremen? Ti insegnano come muoverti sul pianeta. Vai a trovare la Gilda Spaziale? Ti prenoti un viaggio spaziale o una bella spedizione di un contingente militare. Anche le carte, si "spiegano" parecchio bene, con l'effetto che danno, non è tematica "appiccicata" ecco, secondo noi. Ci siamo trovati a comprendere bene "cosa" si stava facendo anche tematicamente.
E il gioco in generale lo giudico almeno 1 punto in più di quanto dato qui, mi è piaciuto proprio tanto.
Molto molto bella la fase di "rivelazione", tutto in mano è utile, ed è bello il pensiero che devi sempre fare tra il giocare una carta, o se ti può favorire di più la parte sotto "non giocata". Ho visto cose che non vedo accadere spesso in un piazzamento: persone passare PRIMA di aver giocato tutti i suoi lavoratori (cosa incredibile, ma appunto in questo titolo può avere senso, se quella carta la vuoi in fase rivelazione! Se la giochi invece, non l'avrai) o persone fare ottimi punteggi anche senza essersi sbloccati il terzo lavoratore per tutto il match (stesso motivo di cui sopra, se giochi un sacco di carte...ne hai meno in mano per il "dopo". Loro avevano sempre fasi rivelazione molto forti). Splendido connubio di deck building, questa strana "hand management", piazzamento, e sensazione di wargame. Per il mio gruppo: riuscitissimo, ed elegante.

Due recensioni in tana, un 9 ed un 7,5 dato da un recensore fortunatamente sempre molto tirato.

Noi lo stiamo trovando divertentissimo ma ho solo due partite all'attivo quindi ancora non mi pronuncio in via definitiva. Ma ci stà sembrando discretamente ambientato e maggiormente complesso e "cattivo" di quello che pensavamo. Restando nei pesi medi ci sembra tra i migliori mai provati.

Felice però che anche qui si scriva che in realtà il gioco ha nelle carte intrigo l'unica vera fonte di imprevedibilità in un game play altrimenti molto leggibile. Per noi, senza un minimo di imprevedibilità, questo gioco avrebbe perso un casino di punti. Ma capisco che per gli adoratori del controllo totale sempre e ad ogni costo questa cosa possa far storcere il naso. 

Ma i Fremen quale mazzetto a parte hanno? Mi sfugge sta cosa. Io ho trovato il gioco molto divertente e alla fine le sensazioni del libro me le dà pure 

Inuyasha scrive:

Ma i Fremen quale mazzetto a parte hanno? Mi sfugge sta cosa. Io ho trovato il gioco molto divertente e alla fine le sensazioni del libro me le dà pure 

uno dei tre mazzetti fissi del gioco ha la parola chiave Fremen

Altro ennesimo titolo di deckbuilder... cheppalle... 

allamarein scrive:
Acquistato da poco e dobbiamo ancora giocarci. Mi sembra di capire che l'ambientazione introduca anche elementi dei libri del figlio di Herbert e non solo della saga "originale" di Frank Herbert.

In realtà è passato del tempo dall'ultima lettura e potrei confondermi.

Che mi dite? È così?

La casata Richese viene nominata di sfuggita nei libri di Frank Herbert, mentre è stato Brian a creare i personaggi di Ilban ed Helena Richese, sorvolando sul fatto che non sono proprio coetanei, dato che Ilban è il padre di Helena, che è la moglie di Paulus Atreides (ovvero il padre di Leto e quindi il nonno di Paul). Mentre non ho memoria della casa Thorvald e i suoi appartenenti e quindi direi che siano stati creati di sana pianta da Brian.

Il titolo mi interessa molto e lo sto puntando da un po'.

Forse sarò l'unico, ma il vecchio film non mi dispiace così tanto...

Tullaris scrive:

Il titolo mi interessa molto e lo sto puntando da un po'.

Forse sarò l'unico, ma il vecchio film non mi dispiace così tanto...

A me piacciono entrambi (anche quello in due puntate più recente!), ma magari ho solo pessimi gusti XD

Tullaris scrive:

Il titolo mi interessa molto e lo sto puntando da un po'.

Forse sarò l'unico, ma il vecchio film non mi dispiace così tanto...

No no, non sei l'unico, il vecchio film è fantastico, del resto David Lynch è uno dei registi più visionari che siano mai esistiti e solo lui poteva portare su schermo un'opera così complessa. I navigatori della gilda, per esempio, sono eccezionali per come li ha riportati...e del resto Rambaldi in quegli anni era parecchie spanne più su di tutti gli altri. Ovviamente non si possono paragonare agli effetti spaciali di adesso, più realistici ma fatti come i gnocchetti. Ho molte attese anche per il nuovo film, ma il paragone parte in salita, e molto ripida.

Per quel che riguarda il gioco anche io non mi aspettavo niente di più e niente di meno di quello che ho trovato. Un onesto deck building con piazzamento lavoratori che intavoli in 5 minuti e che lo finisci comodamente in una serata.

 

Tullaris scrive:

Il titolo mi interessa molto e lo sto puntando da un po'.

Forse sarò l'unico, ma il vecchio film non mi dispiace così tanto...

Hum, il Dune di Lynch non mi fa impazzire, indubbiamente alcuni aspetti sono stati realizzati molto bene (i vermi e i navigatori), ma altri mi hanno lasciato interdetto: perché il Barone è fisicamente disgustoso e ributtante? E la "valvola cardiaca"? Sul serio? Va bene voler mettere Kyle MacLachlan nel cast a tutti i costi, ma non è un adolescente. Duncan Idaho e Gurney Halleck sono due personaggi dal carisma enorme e invece sono tristemente relegati a comparse (ma perché Patrick Stewart guida la carica con un carlino in braccio?). E il "modulo estraniante" è una scorciatoia tecnologica che è decisamente fuori posto in un'ambientazione dove vengono esaltate ai massimi livelli le abilità individuali di combattimento.

Agzaroth scrive:

 

Inuyasha scrive:

 

Ma i Fremen quale mazzetto a parte hanno? Mi sfugge sta cosa. Io ho trovato il gioco molto divertente e alla fine le sensazioni del libro me le dà pure 

 

uno dei tre mazzetti fissi del gioco ha la parola chiave Fremen

 

Ah gli emissari, sì mi sfuggiva visto che non sono carte che attivano le azioni emissari (ma solo le combo con altre carte Fremen) 

nand scrive:

 

Tullaris scrive:

 

Il titolo mi interessa molto e lo sto puntando da un po'.

Forse sarò l'unico, ma il vecchio film non mi dispiace così tanto...

 

 

Hum, il Dune di Lynch non mi fa impazzire, indubbiamente alcuni aspetti sono stati realizzati molto bene (i vermi e i navigatori), ma altri mi hanno lasciato interdetto: perché il Barone è fisicamente disgustoso e ributtante? E la "valvola cardiaca"? Sul serio? Va bene voler mettere Kyle MacLachlan nel cast a tutti i costi, ma non è un adolescente. Duncan Idaho e Gurney Halleck sono due personaggi dal carisma enorme e invece sono tristemente relegati a comparse (ma perché Patrick Stewart guida la carica con un carlino in braccio?). E il "modulo estraniante" è una scorciatoia tecnologica che è decisamente fuori posto in un'ambientazione dove vengono esaltate ai massimi livelli le abilità individuali di combattimento.

Sicuramente ha dei limiti, il modulo estraniante è forse la parte peggiore, gli altri aspetti hai sicuramente ragione, ma a me piace ugualmente. Per dire, ho visto le due trilogie uscite a cavallo del 2000, e sinceramente le ho trovate fatte meglio ma non mi hanno trasmesso nulla.

Jones scrive:

Altro ennesimo titolo di deckbuilder... cheppalle... 

Non sei costretto a comprarli tutti. Potresti comprare solo quelli belli   ^_-

La serie TV aveva il pregio di un Paul Atreides dell'età giusta e soprattutto dei dialoghi fedeli ai libri (e nei Figli di Dune c'era un giovanissimo James McAvoy nella parte di Leto II), ma il resto non mi aveva impressionato, effetti speciali e costumi economici, e cast con nomi noti sotto tono, come un William Hurt nella parte di un Leto ultra-depresso e un Giancarlo Giannini nella parte di un Imperatore per caso.

Ottima rece. Mi trovo spesso in disaccordo con le tue recensione di certi Kickstarter, pero' devo dire che non sei una vittima dell'hype e questo gioco e' forse il piu' hype-izzato degli ultimi mesi.

non sono un fan di Dune, ho solo visto il film di Lynch, ma al tavolo ero seduto con due grandi estimatori della saga, bene dopo i primi "uhh...i Fremen..." "...guarda!!! il Vermone!!!!" "Vado sulla grande duna a raccogliere le spezie" si è passati al "dammi quella carta che fa il punto" "vado nel triangolo con più spezie" "cosa fa quella carta?" etc etc. da quel che ricordo del film, nel gioco non ritrovo nessuna cospirazione, nessuna trama e la "guerra" non è una guerra ed anche se perdi vinci, quindi l'ambientazione non mi sembra così presente, non un difetto per un german, ma qui entrano in gioco le carte probabilit...ehm...intrigo che condizionano in parte la partita e non so quanto siano bilanciate. Quindi gioco carino, piacevole, ma un po' piatto senza niente di particolarmente interessante (dal mio punto di vista). Ultima cosa:                                                                                                                                                                 

Altro ennesimo titolo di deckbuilder... cheppalle...  (cit.)

 

Recensione che mi vede daccordo su tutto !
Concordo che la meccanica di piazzamento e deckb. si amalgama benissimo, che la finezza delle carte da giocare e da tenere per la parte di rivelazione sia molto elegante, cosi come l'ordine di turno che favorisce il piazzamento ma rende più "sgamate" le intenzioni in fase di combattimento.
Concordo anche sulla questione delle carte che difficilmente vanno in combo semplicemente perchè sono poche, ne escono ancor meno, e pescarne due insieme è veramente questione di fortuna (o di essere riusciti veramente a snellire il deck per benino, cosa nn facile). Questo a mio avviso è l'unico vero difetto del gioco che ho trovato divertente e appagante.
Ma sono certo sarà aggiustato in alcuni aspetti da eventuali espansioni (o almeno lo spero :D )
Sulle questione delle carte intrigo ho giocato fin'ora (poche) partite in cui sono state assolutamente non decisive (o comunque equilibrate tra tutti i giocatori) e mi sembra tuttora un falso problema, fermo restante che il fattore imprevedibilità è parte integrante del gioco, quindi lamentarsene mi pare insensato perchè basta non sentirsi obbligati a comprarlo se questo aspetto non è digerito.
Chi come me gioca essenzialmente classici german ed eurogame ha trovato il gioco sotto il punto di vista visivo e componentistico assolutamente di buon livello, e personalmente adoro il tabellone. Non ho capito nemmeno le lamentele da questo punto di vista, ma mi rendo conto che la questione kickstarter ha parecchio alterato la percezione delle cose (in negativo secondo me)
Spiace al solito anche leggere che dopo una recensione cosi ben strutturata e puntuale, condita di apprezzamenti, ed un voto piu che buono (7,5) alla parola "non me ne sono innamorato" qualcuno perde già l'interesse, manco questa rece fosse una stroncatura. 
Poi se ci si aspettava il gioco dell'anno: probabilmente non lo è o non lo sarà per tutti. Ma viste le recenti usciti per me è un titolo che sono certo rientrerà tra le cose migliori di quest'anno.

 

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