Praga Caput Regni e caput bonus

Dopo Pulsar 2849 e Underwater Cities, in tanti erano in attesa del nuovo gioco di Vladimir Suchy.

Giochi collegati: 
Praga Caput Regni
Voto recensore:
6,9

In un tributo alla sua Praga, Suchy ci consente di riscostruirla in tutto il suo splendore attraverso questo gioco gestionale competitivo per 1-4 partecipanti, della durata di 40-150 minuti, destinato a un pubblico abituale e basato su meccaniche di draft, maggioranze, piazzamento tessere, engine-building, miglioramenti.

Per il paragrafo “come si gioca”, stavolta posso avvalermi della recensione precedente e saltarmi tutta la parte noiosa da scrivere. Per cui seguite questo link per avere un'idea di come giri il gioco.

Materiali: less is more

Colpisce subito, Praga, per i tre elementi in cartone montati 3D: il ponte che non sta assieme e va incollato e la chiesa e il castello che stanno assieme, ma vanno smontati per essere riposti nella scatola e, in ogni caso, sono scomodi sul tabellone, coprendo la vista a seconda di come siate seduti.
Belle le schede a doppio strato, molto robuste, ottimo il cartone di tutte le tessere. Per il resto sono pezzi di legno.

Graficamente è un po' un pugno in un occhio, non tanto per i colori, quanto per l'estrema densità di disegni, simboli e informazioni di cui è costellato il tabellone. L'autore l'ha voluto rendere una piccola opera d'arte, ma la leggibilità ne è stata un po' compromessa.

Iconograficamente molto denso, servono un paio di partite per decifrare tutti i simboli, poi si procede spediti.

Ambientazione

Il gioco ci porta nella splendente Praga di Carlo IV e del Sacro Romano Impero.
Ora riprendete i cubetti e iniziate a ragionare sulla prossima mossa.

Va detto che l'autore fa di tutto per farci percepire e apprezzare il periodo storico, inserendo anche diverse note storiche nel regolamento. Se non altro riuscirete a capire perché una delle risorse più richieste siano... le uova.

Meccaniche: la falsa ruota e i veri bonus

Appena ho visto la ruota che costituisce la fonte di azioni in Praga, mi sono chiesto come Suchy l'avesse implementata. Ripensando poi al suo meccanismo, sono giunto alla conclusione che in realtà non stiamo giocando a un gioco con la rotella, ma con il draft.
Mi spiego meglio: nella rotella la circolarità delle azioni è fissa e il percorso è individuale, non influenzato dagli altri, solo tu sei in qualche modo responsabile del tuo avanzare più o meno rapidamente su di essa e della decisione se pagare o meno qualcosa per avanzare oltre la tradizionale terza casella gratuita.
Qui la rotella è comune a tutti e un'azione scelta da uno rientra nel percorso sempre all'ultima posizione, la più cara, mentre tutte le altre scorrono verso posizioni più economiche o addirittura remunerative. In sostanza, è come se ci trovassimo di fronte a una fila di carte dal costo variabile, che scorrono ogni volta che qualcuno ne preleva una dal display. Ovvero un draft.

Al di là di queste disquisizioni tassonomiche, il gioco si basa fondamentalmente su una parola: bonus.
Come per Anno 1800, in cui mi sono divertito a contare quante risorse diverse Wallace fosse riuscito a inserire nel suo gioco, qui ho fatto lo stesso per i bonus.
Quando li ottieni?

  • Prendendo un'azione base;
  • eseguendo un'azione avanzata;
  • avanzando sulla traccia delle risorse;
  • avanzando sulle ruote delle risorse;
  • quando prendi risorse;
  • avanzando sui tracciati biblioteca e università;
  • avanzando sulla Strada del Re;
  • avanzando nella cattedrale e nel castello;
  • piazzando una tessera, in modo diretto;
  • piazzando una tessera, per contiguità;
  • piazzando una tessera, chiudendo una piazza.

Quando non li ottieni?

  • Eseguendo un'azione base

In sostanza, il gioco è un'ottimizzazione delle proprie mosse, cercando di privilegiare una delle tante strade per ottenere punti vittoria, dato che non sarà possibile arrivare in fondo con tutte. E questo è possibile ottenendo e incastrando quanti più bonus possibili, combinandone gli effetti e sommandone i risultati.
Se vi piace questo tipo di giochi, in cui a ogni passo fatto vi regalano qualcosa, Praga Caput Regni è il titolo per voi.

Dinamiche: la tesserina rubata

Il tipo di interazione in Praga è lo standard che trovate negli eurogame a interazione indiretta: bene o male ciascuno fa la sua partita, con la sua strategia e le sue considerazioni, poi capita ogni tanto che l'azione che ti serviva la prende l'altro o l'edificio che ti faceva comodo lo costruisce lui.
Stop, non c'è da spendere più di tante altre parole.

Estetiche: la mia esperienza con Praga Caput Regni

Dopo Pulsar 2849, che ancora oggi è il miglior sistema di gestione dadi, e Underwater Cities, un gestionale che fonde il piazzamento lavoratori con la gestione delle carte in modo originale, stretto e interattivo e che ha pure rischiato seriamente di vincere il Goblin Magnifico, le aspettative per il nuovo gioco di Suchy erano, da parte mia, decisamente alte.

Un bel passo avanti, la Delicious Games (che poi sono lui stesso con la moglie), lo ha fatto nei materiali e nelle illustrazioni: le componenti e i disegni a tema di Praga fanno impallidire il povero Underwater Cities, che al confronto pare un prototipo.
Però... inutile che mi metti la casetta di cartone, se poi le meccaniche fanno un paio di passi indietro. Intendiamoci, gira tutto e funziona tutto, in questa Caput Regni, non ha sbavature o errori, ma neanche risplende, non ha originalità, non ha twist degni di nota.

E allora Praga Caput Regni rimane un gioco come tanti, forse anche un po' più anonimo.

Conclusione

Volevo dargli 7, ma poi mi sono ricordato che l'ho dato a Lost Ruins of Arnak, che tutto sommato se lo merita di più. Magari aspetto il prossimo, di Suchy.

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Commenti

e nonostante questo, che tra l'altro condivido totalmente, per i prossimi due mesi sarà il tormentone di fb. vedremo con l'inverno se finirà nel dimenticato.

Io tollero sicuramente più di Agzaroth queste scelte di gameplay, però in Praga Caput Regni temo che ci siano troppi bonus anche per me.

Ho apprezzato Underwater Cities e ancora di più Pulsar 2849, quindi avevo grandi aspettative per quest'ultimo Suchy, ma dopo aver letto il regolamento ho preferito non acquistarlo. Questa recensione non fa altro che confermare i miei timori. Rimango curioso di provarlo, ma nemmeno troppo, di sicuro non spenderò soldi per comprarlo.

Autore che non mi è mai piaciuto. Pulsar ha un gran sistema per la determinazione dell'ordine di gioco, ma il gioco di per sé è loffio: qualsiasi cosa fai, fai punti, e devi ottimizzare la mossa per fare più punti. Mai un gioco di questo tipo mi è piaciuto.

underwater cities ancora più loffio: ognuno ha la sua "mappa" ma la mappa è superflua, non è una vera mappa ma un percorso di bonus. La meccanica delle carte, sulla carta (ehm) valida, non si traduce in nulla di interessante, non ci sono scelte davvero drammatiche.

Questo mi aveva insospettito dalle anteprime, coi castelli di carta e le gimnick. La ruota che non è una ruota etc.

Suchy fa parte di quella schiera di autori che fanno giochi appiccicando minigiochi. Perlopiù vengono fuori giochi tutti simili, con poca strategia verticale, con meccaniche a volte originali ma applicate in modo blando, e grigi.

Io ormai ho all'attivo doverse partite ma quasi solo in 2 giocatori. Per me in 2 è un gran bel gioco in cui ci si marca stretti e si cerca di fare più combo possibili. L'ergonomia non è il massimo ma ci si deve solo fare un pochino l'abitudine. Da capire come gira in 3-4 ma in due è un ottimo titolo per me.

Elendil scrive:

Autore che non mi è mai piaciuto. Pulsar ha un gran sistema per la determinazione dell'ordine di gioco, ma il gioco di per sé è loffio: qualsiasi cosa fai, fai punti, e devi ottimizzare la mossa per fare più punti. Mai un gioco di questo tipo mi è piaciuto.

underwater cities ancora più loffio: ognuno ha la sua "mappa" ma la mappa è superflua, non è una vera mappa ma un percorso di bonus. La meccanica delle carte, sulla carta (ehm) valida, non si traduce in nulla di interessante, non ci sono scelte davvero drammatiche.

Questo mi aveva insospettito dalle anteprime, coi castelli di carta e le gimnick. La ruota che non è una ruota etc.

Suchy fa parte di quella schiera di autori che fanno giochi appiccicando minigiochi. Perlopiù vengono fuori giochi tutti simili, con poca strategia verticale, con meccaniche a volte originali ma applicate in modo blando, e grigi.

 

Concordo con praticamente tutto: stile che non mi fa impazzire (come anche quello di Pfister ad esempio), Pulsar veramente deludente. Underwater invece non mi è dispiaciuto, ma dura un po' troppo per quel che è

A me il gioco piace , diverse meccaniche per fare punti vittoria , importante costruirsi combo come motore di punti . Il ponte sta perfettamente anche senza colla e gli elementi 3d ( muro e cattedrale ) basta sedersi tutti e 4 lateralmente e non fanno nessun fastidio .

Lo considero , a mio gusto , superiore per complessità a Le Rovine di Arnak , 

Ritengo sia un gioco che giri bene, ma senza alcun twist che lo rendano migliore di altri 100 giochi sul mercato attualmente. Al contrario invece amo perdutamente Pulsar, che trovo davvero geniale nella gestione dadi e mi dà sempre grande soddisfazione, nonchè apprezzo Underwater Cities per l'originalità della meccanica: "piazzamento carte". Di fatto per me la classifica dei giochi di Suchy è:

- Pulsar

- Underwater

- Praga

Sono a questo punto curioso di vedere cosa si sia inventato per il nuovo: "Messina 1347" in uscita quest'anno, sperando che sia tornato ai fasti di Pulsar, con qualcosa di davvero innovativo.

ufotexspa scrive:

Sono a questo punto curioso di vedere cosa si sia inventato per il nuovo: "Messina 1347" in uscita quest'anno, sperando che sia tornato ai fasti di Pulsar, con qualcosa di davvero innovativo.

intanto Messina 1347 si è fatto una grossa pubblicità con la consueta polemica su BGG, stavolta sulle famiglie ricche e influenti che avevano il privilegio di fuggire in campagna durante la peste mentre la plebe moriva in città.... e l'orrore per il giocatore che dovrebbe impersonare tali famiglie...

https://boardgamegeek.com/blogpost/117116/survive-delicious-plague-messi...

Santa pazienza....niente razzismo stavolta su  BGG ma "classismo"...

 

 

ufotexspa scrive:

Ritengo sia un gioco che giri bene, ma senza alcun twist che lo rendano migliore di altri 100 giochi sul mercato attualmente. Al contrario invece amo perdutamente Pulsar, che trovo davvero geniale nella gestione dadi e mi dà sempre grande soddisfazione, nonchè apprezzo Underwater Cities per l'originalità della meccanica: "piazzamento carte". Di fatto per me la classifica dei giochi di Suchy è:

- Pulsar

- Underwater

- Praga

Sono a questo punto curioso di vedere cosa si sia inventato per il nuovo: "Messina 1347" in uscita quest'anno, sperando che sia tornato ai fasti di Pulsar, con qualcosa di davvero innovativo.

 

Non sapevo di Messina 1347, grazie per l'informazione, seguo con interesse... anche se mi preoccupa un po' che un autore faccia uscire un gioco nuovo ogni anno.

Magari lo lascio provare a te prima di compralo :)... vedo che la pensiamo allo stesso modo su Pulsar e Underwater.

Normalmente sono d'accordo con Az però qui penso abbia un pò esagerato in negativo...

Comunque a me piace, in 4 stiamo molto attenti a rubare e non farci rubare le tessere città che ci interessano o a far "scoppiare" i centri massimizzando l'utile per noi o ridurlo agli altri.

si è vero che fai punti qualsiasi cosa fai... ma la puoi fare bene o molto male....

Per me Suchy è attualmente uno dei migliori autori Euro in circolazione. E lo dico da fan di un minimale come Knizia. Pulsar è il gioco che l'ha consacrato, con Underwater Cities ha fatto addirittura meglio - purchè non lo si giochi in 4. Meccaniche sempre originali, game design da manuale, bilanciamento impeccabile. Con questo Praga a mio avviso scende un po' di livello, più per la meccanica principale che non ritengo così brillante. Il gioco rimane comunque progettato molto bene, bilanciato, con tutte le vie strategiche percorribili.

Rispetto ai suoi ultimi due quì non risparmia i bonus. Questione anche di gusti, perchè bisogna riconoscere che tutto si incastra molto bene. Consigliato sicuramente a chi apprezza i giochi "alla Lacerda", però trovo che questo Suchy rimanga comunque meno pesante da giocare. Almeno questa è la mia sensazione... I Lacerda mi lasciano appesantito ogni partita, Praga invece no, nonostante si possa inserire in quel filone.

E' vero che arrivano punticini da tutte le parti, ma l'obiettivo è arrivare a fare turni da botte anche di 20 punti immediati, senza contare altri indicatori che salgono e si conteggiano a fine partita. L'ultimo turno dell'ultima partita che ho giocato mi ha fruttato 44 punti. Partita chiusa 149, 144, 74. Tanto per dire che se giochi male il gioco i punti non te li regala e al conteggio finale si vede tutto.

Concordo, più lo approfondisco e più mi piace, ultima partita chiusa a 154pv. Si tratta di un titolo molto più profondo di quanto non sembri, in cui il timing delle azioni è cruciale e l'interazione tra i giocatori molto più alta di quanto non sembri a prima vista. Attualmente forse lo ritengo il miglior titolo dell'autore sebbene Pulzar e Underwater City siano gran bei giochi. Se giochi a caso senza ottimizzare le cose puoi fare meno della metà dei punti di una partita fatta bene. Un gioco profondo, con ottime componenti, una durata accettabilissima e tanta rigiocabilità. Stra-promosso

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