Essen 2022: report finale di Agzaroth

Una Essen forse un po' sottotono, ma che riserva comunque qualche sorpresa.

Report
Giochi

Anche quest'anno il folto gruppo goblin si presenta a Essen numeroso e agguerrito. Alcuni li vedete nella foto in fondo all'articolo, ma tanti altri ne abbiamo incontrati in giro per la fiera.
Come sempre, sono andato a provare i giochi che più mi incuriosivano dalla lettura delle regole e che non avevo già preordinato. Ma di questi ultimi vi parlerò meglio in calce all'articolo e naturalmente nei mesi che verranno, con le recensioni.

La prima impressione contiene, devo specificarlo, una prima impressione, ovvero ciò che il gioco ha lasciato dopo alcuni round. Avendo spesso già letto le regole, è sufficiente, se non per giudicarlo, quanto per capire si può interessare o no, sia per la collezione personale, che – nel mio specifico caso – in ottica Goblin Magnifico.

Quindi i giudizi sono provvisori e non hanno certo valore di recensione. Partiamo.

Virtù

La meccanica centrale è una ruota delle azioni, in cui le azioni sono costituite da carte, per cui è possibile, nel corso del gioco, cambiarle, potenziarle e specializzarsi, comprandone di nuove. Per il resto ci si espande sulla mappa italiana combattendo in modo matematico e si sale su alcune tracce per ottenere bonus e punti vittoria. 

Il meccanismo centrale è molto personalizzabile, interessante e difficile da ottimizzare. Il resto del gioco sa un po' di già visto e un po' di appiccicato assieme a forza; ma fa il suo lavoro, seppur in un'ambientazione ormai abusata. Però parliamo di un eurogame, per cui difetto minore.
Questo è uno dei giochi a cui darei volentieri una chance con una partita completa.

Giudizio provvisorio: da riprovare sicuramente

Plutocracy 

Questo l'ho ordinato, ma dato che c'era l'occasione di spiegarlo ai miei compagni di avventura, ho fatto riposare il dimostratore e fatto alcuni turno di gioco. 
Si tratta di viaggiare attraversi i vari pianeti del sistema solare per comprare e vendere merci, i cui prezzi salgono e scendono a seconda dell'acquisto o della vendita. I soldi ottenuti con tale commercio servono per ottenere seggi (ossia punti vittoria) al parlamento di Plutone e completare, sulla Terra, obiettivi comuni a tutti. La particolarità sta nel fatto che, a intervalli dipendenti dalle azioni dei giocatori, i pianeti si spostano sulle loro orbite, rendendo più conveniente o più dispendioso il viaggio tra essi. Viaggio che consuma anche unità di tempo, cosa importante, dato che agirà sempre il giocatore più indietro sul tracciato tempo (come in Glen More o Patchwork, per intenderci).

Il gioco presenta finalmente un tracciato tempo che ha anche un senso tematico: quello speso è effettivamente il tempo speso per spostarsi nel cosmo. 
Il resto è molto semplice e lineare, ma il tempismo con cui si attivano le azioni diventa fondamentale, per sfruttare il movimento dei pianeti, per attivare gli eventi comuni sul tracciato tempo e anche per non lasciare agli altri troppe azioni dopo.
Insomma il classico gioco con pochissime regole, ma con una bella profondità da esplorare. Mi preoccupa un po' la rigiocabilità, non avendo sostanzialmente alcuna variabile o costruzione di un motore diverso per i giocatori.

Giudizio provvisorio: promosso con riserva

Atiwa

Ultima fatica di Uwe Rosenerg (Agricola, Le Havre), si rivela un buon peso medio, molto rapido e scorrevole. 
La meccanica base è un piazzamento lavoratori, con cui si costruisce il proprio villaggio e si accumulano risorse da allocare negli spazi predesignati all'interno del villaggio stesso. I protagonisti del gioco sono i pipistrelli che, divorando un frutto, piantano un albero (vi lascio sottinteso l'intro processo), aumentando così la produttività complessiva della vostra plancia, che ha un interessante produzione a cascata, man mano che si sbloccano strutture su di essa.

Più leggero del solito, si assesta sul peso medio, un po' come Nusfjord qualche anno fa. Piacevole da giocare, si entra subito nei classici meccanismi che utilizza ed anche il funzionamento dei pipistrelli si rivela interessante e non macchinoso.
Insomma un buon Rosenberg, molto in linea col suo stile di game design, anche se ancora lontano dal podio dell'autore.

Giudizio provvisorio: per gli amanti dell'autore

Rise & Fall

Boelinger mette su un gioco basato sulle carte e sulla collezione set. A ogni turno si gioca dalla propria mano una carta che attiva tutte le unità di quel tipo che abbiamo sul tabellone. Ciascuna unità potrà poi fare una delle azioni descritte dalla carta. La maggior parte di queste azioni si basa su produrre risorse e monete e sul trasformare un'unità in un'altra, accumulando così molti pezzi dello stesso tipo. Questo è anche lo scopo del gioco, dato che quando si raggiunge il massimo di un certo tipo di pezzo, si prende il relativo bonus in punti vittoria. Questo però ha anche lo spiacevole effetto collaterale di farci perdere la carta che attiva tale pezzo, che andrà riacquistata con i soldi.

Il gioco mi intrigava, ma la cervellotica rete di conversione e la sensazione di fare un po' sempre le stesse cose ha prodotto il tavolo una spiacevole sensazione di noia mista a frustrazione. Non esattamente quello che mi aspettavo. Purtroppo uno di quei giochi che si rivela tanto curioso alla lettura delle regole, quanto piatto alla prova del tavolo.
Al tutto si aggiunge una produzione inutilmente elefantiaca, ai limiti del pacchiano e un prezzo conseguentemente troppo alto. Giustamente qualcuno lo ha definito un “Barony sotto steroidi”. Ci sta, ma preferisco di parecchio Barony.

Giudizio provvisorio: l'autore o fa capolavori o fa flop, senza vie di mezzo. Stavolta è un flop.

Flamecraft

Al proprio turno si possono fare solo due cose: spedire il nostro drago a una delle botteghe sul tabellone, prendere le risorse indicate e aggiungere qui una delle nostre carte drago, attivandone l'effetto; oppure spendere le risorse per soddisfare un contratto comune e guadagnare punti vittoria. Più una bottega si riempie di carte drago, più risorse fornirà a chi la visita e, se una taverna è piena, ne chiama in gioco un'altra più potente, dal mazzo comune.

Un engine building molto semplice, scorrevole, che però non rinuncia alla profondità. Si crea una sorta di motore comune a tutti da sfrutta al meglio e soprattutto – il suo maggior pregio – è palpabile fin da subito la crescita di tale motore, con conseguente soddisfazione da parte di tutti i giocatori.
Target family per quello che pare un successo annunciato, forse solo un po' frenato dal prezzo osceno della versione deluxe (ma se non ci siamo fermati davanti a Everdell, non vedo perché farlo di fronte a Flamecraft).

Giudizio provvisorio: il nuovo family di successo

Marrakesh

La Queen Games mette sotto torchio Feld per il Kickstarter della City Collection, che contiene altri tre giochi più vecchi, un po' rivisitati.
Da parte nostra c'era grande aspettativa, anche perché Bonfire, del 2020, aveva riscosso buona accoglienza, facendo presagire un ritorno di Feld ai fasti di un tempo, dopo giochi decisamente mediocri come The Oracle of Delphi, Merlin e Forum Trajanum. Bonfire, complice forse il maggior tempo di sviluppo nell'anno della pandemia, era andato ad un soffio dall'entrare nella rosa degli otto del Goblin Magnifico, fermandosi alla preselezione.

In Marrakesh si usa la torre randomizzatrice, in cui si inseriscono, ogni turno tre prismi ottagonali a scelta tra quelli a nostra disposizione. Questi sono di vari colori e vanno ad attivare le differenti zone della nostra plancia. Quando i prismi cascano, ciascun giocatore ne sceglie uno o due di un singolo colore. Poi attiverà le zone della sua plancia: se vi ha precedentemente anche piazzato un lavoratore, eseguirà l'azione, altrimenti potrà solo potenziare l'azione per i turni successivi. 
Le varie zone della plancia sottendono la classica insalata di punti feldiana, con tanti minigiochi più o meno slegati tra loro: dalla collezione set alla rotella, dai contratti al comprare nuovi bonus.

Dopo una prova al tavolo è forse uno dei giochi che meno ha lasciato voglia di essere riprovato. Si capisce che è una sorta di gioco su commissione per lanciare la City Collection e si ha l'impressione che l'autore lo abbia assemblato in un pomeriggio, appiccicando alla brevettata torre un po' di giochetti per aggiungere cose.
Di per sé le regole (che avevo già letto pre-fiera), non sono nemmeno difficili, proprio perché il tutto si basa su questo draft di elementi parzialmente casuali e tanti piccoli giochi.
Alla fine rimane un prodotto costoso, anti-ergonomico, dall'estetica imbarazzante nonostante la versione deluxe, con meccaniche trite e gameplay piatto.

Giudizio provvisorio: bocciato sotto ogni aspetto

Oros

Un bel piazzamento tessere, o per meglio definirlo, uno scorrimento tessere. Quello che faremo sarà, su una plancia comune, spostare e far collidere tessere tra loro per modificarne l'altezza, fino a creare delle montagne. Su queste, ora inamovibili, i giocatori potranno erigere dei templi con cui guadagnare punti e rendere più efficaci le proprie azioni per il resto della partita.

Un family+, direi, come peso, anche se le possibilità di pianificazione sono tante. Il gioco è parecchio interattivo perché la plancia è unica, ciò che si crea in comune e anche i templi hanno bisogno di giocatori differenti per essere costruiti fino in cima. 

Giudizio provvisorio: non lo comprerei, ma lo rigiocherei

Runar

Prototipo provato allo stand della Ludus Magnus Games, assieme a Luigi Bove De Feo, che ringrazio per la disponibilità, e a un altro bravissimo dimostratore, che mi perdonerà per averne dimenticato il nome. 
Si tratta di uno skimrish molto... german. Una squadra formata da tre vichinghi vaga per una plancia di gioco con lo scopo di raccogliere gemme del potere (un punto), smazzuolare avversari (altri punti) e fare le piccole missioni che man mano escono durante la partita. L'attivazione dei personaggi si fa con un mazzo di carte azione in cui sono mescolate le carte dei tre scelti dal giocatore. Si gioca una carta alla volta, guadagnando i cubi azione forniti e le eventuali abilità speciali. I cubi sono di vari colori e, spandendoli, si ha accesso a una serie di azioni che vanno dal muoversi, al raccogliere, attaccare, costruire un monumento, schivare un attacco, eccetera.

Il gioco sarà su Kickstarter a novembre e promette un sacco di belle miniature nonché una struttura a campagna, che permette di migliorare i propri eroi e fare scenari che dipendono dall'esito del precedente.
Lo caratterizza soprattutto l'anima euro che lascia poco al caso e molto al giocatore.

Giudizio provvisorio: da tenere d'occhio

Evergreen

Provato alla Horrible Guild, questo gioco si ispira a Phtosynthesis, dello stesso autore. 
In questo caso ciascun giocatore interviene sulla propria plancia, piantando germogli, che divengono alberelli, che crescono in alberi. Man mano che il disco sole si sposta attorno alla plancia, gli alberi più alti fanno ombra ai più piccoli, fornendo meno punti vittoria. Al contempo, però, gli agglomerati di piante vicine sono un'altra fonte di punteggio.
A ogni round i giocatori effettuano un draft di carte da una fila comune: la carta stabilisce il tipo di terreno su cui il giocatore può intervenire in quel turno. Non solo: l'unica carta avanzata dalla fila va a influenzare il punteggio che si otterrà a fine partita da quel particolare tipo di terreno, in positivo o in negativo.

Nel complesso si capisce che il gioco è stato pensato e studiato bene in ogni sua parte, mantenendo una buona profondità pur nella sua estrema semplicità.
La bassa interazione, non salvata dal draft, ha però reso la partita poco tesa e poco interessante.

Giudizio provvisorio: per rilassarsi, in linea col tema che propone... pure troppo

Mage Noir

Questa è stata la mia scoperta della fiera. Seduto quasi per caso, trovo un gioco di carte uno-contro-uno in cui due maghi si affrontano fino alla vittoria. La particolarità sta nella forte caratterizzazione dei vari mazzi; nella gestione del mana, che quando viene speso, torna in una sorta di riserva comune a cui l'avversario può attingere; nel fatto che alcune carte possono essere giocate non per il loro effetto, ma come “permanenti”, sbloccando così alcune parole chiave che servono poi per lanciare magie più potenti; nella trasformazione, in partita, del mago in “mago nero”, in grado di essere molto più incisivo, ma sempre dovendo rinunciare a parte del suo potere caratteristico.

Ho trovato il gioco ben fatto, con idee originali, con un bello studio dietro e una cura finale che denota amore per il prodotto. Ora, dopo poche partite, aspetto di approfondire le varie fazioni e verificarne il bilanciamento.

Giudizio provvisorio: la sorpresa della fiera

Cat in the Box

Questa scatolina era in testa alle preferenze della fiera. Si tratta di gioco di trick-taking, una sorta di tressette in cui il primo giocatore dichiara un colore: gli altri devono seguirlo o dichiarare una “briscola”, al prezzo però di non poter più usare il colore dichiarato in partenza per il resto della partita. Ogni volta che si gioca una carta, si deve infatti occupare una posizione sulla plancia comune corrispondente al colore a al numero giocato. Se, a un certo punto, un giocatore non ha più carte valide da giocare perché tutte quelle posizioni sono occupate, la partita finisce e si contano i punti. Ogni presa è un punto, ma c'è un'altra particolarità: all'inizio della partita ciascuno può scommettere su quante prese farà e se azzecca la previsione, avrà punti aggiuntivi.

Un gioco simpatico, con una bella idea alla base. Probabilmente noi non ne siamo rimasti così impressionati conoscendo tanti giochi di carte simili.

Giudizio provvisorio: The Crew è ancora spanne sopra 

Revive

Altro gestionalone in cui si interagisce in una mappa comune per esplorarla, piazzare insediamenti e prendere risorse, che vengono poi investite sulla propria plancia personale per sbloccare nuove azioni gratuite ed essere sempre più efficienti. Completa il tutto un mazzo di carte, immancabilmente migliorabile nel corso della partita, che permette di personalizzare il proprio gioca rendendolo sempre più efficace.

Nonostante l'aspetto agghiacciante (anche questo viene da Kickstarter, ma abbiamo notato come quast'anno, salvo poche eccezioni, tutti abbiano risparmiato su grafici e illustratori, appaltando l'artwork ammiocuggino), gira molto fluido, ha un bel motore di gioco che diventa sempre più efficiente e soddisfacente, ha una bassa interazione che viene incontro ai giocatori euro
Mi lascia un po' perplesso la durata, perché mi è parso andare un po' per le lunghe.

Giudizio provvisorio: forse avrei dovuto comprarlo

Pilgrim

Spiegato in fiera dall'autore stesso, con una passione inversamente proporzionale alla fortuna della Spielworxx che non riesce a portare le copie da vendere al pubblico.
Si tratta di un mancala, in cui si può ogni volta scegliere dove fare l'azione, eseguendola con più efficacia se si è in maggioranza. Per il resto, si raccolgono risorse e si avanza su tracciati per fare più punti possibile. 

Interazione piuttosto bassa, proprio perché questo sistema di mancala utilizzato è abbastanza blando e permissivo ed anche sulla plancia comune, in cui si creano strade ed edifici, abbiamo visto che era più conveniente andare ciascuno per conto proprio. 
Il prezzo decisamente alto e l'aspetto poco appetibile mi hanno convinto anche in questo caso a lasciar perdere.

Giudizio provvisorio: ci rivediamo il prossimo anno, Spielworxx

The Wolves

Dobbiamo muovere un branco di lupi tra diversi tipi di territorio per costruire tane, catturare prede, possibilmente assimilare nuovi lupi (anche avversari) e infine prendere i punti vittoria con un sistema di maggioranze. Tutte le azioni costano punti azione che vanno ottenuti “spendendo” uno o più segnalini terreno, tra quelli corrispondenti al terreno in cui va fatta l'azione. Appena utilizzato, il segnalino si capovolge sul retro mostrando un altro terreno. Per cui ecco che, per le azioni più costose ed efficaci, è necessario programmare bene cosa girare e cosa no, in modo da avere la giusta combinazione disponibile.

Un euro che – questo sì – può essere considerato il vero erede di Barony. Poche azioni (sono solo cinque), ma una bella profondità, dovuta alla necessità di giocare bene sui terreni vicini. Anche alta interazione, dato che non solo ci si possono rubare risorse e lupi dal branco, ma anche i punti vittoria si “spostano” sul tabellone, per cui si finisce a competere sempre per le stesse zone.
Forse avrei cercato di ambientarlo ancora un po' di più, per renderlo più tematico, ma in fondo può essere che non fosse lo scopo dell'autore.

Giudizio provvisorio: ordinato su Weega (ero il primo)

Turning Tides

Altro giochino scoperto per caso passando tra gli stand, grazie al tipo vestito da pirata e alle due navi che si cannoneggiavano a vicenda.
Ogni turno i giocatori scelgono una carta azione dalla mano, la girano in contemporanea, la applicano e poi fanno scorrere le navi che nel frattempo si fiancheggiano. Si possono far arrivare nuovi pirati, spostarli sulla nave, azionare i cannoni, ma soprattutto si può alterare la prevedibilità dell'azione rallentando o accelerando la nave. Inoltre si può anche passare (l'unica carta che torna sempre in mano dopo averla giocata): così facendo si fanno meno azioni, ma al termine del round ci avanzeranno delle carte che potremo cambiare con altre diverse, personalizzando un po' il nostro piccolo mazzo.

Un riempitivo con poche regole, ma che non rinuncia a scelte sofferte. Non aspettatevi un mostro di profondità, ma fa il suo lavoro, è bello da vedere ad anche discretamente ambientato.

Giudizio provvisorio: arr arr arr

Dungeons of Doria

Un serie di eroi vaga in un dungeon per sconfiggere mostri e raccattare tesori. Il tutto lanciando dadi a profusione. Qui le meccaniche sono davvero semplici e davvero quello che vi ho detto: avanzi, tiri, raccogli. Stop.
La produzione è funestata da una grafica tutt'altro che user-friendly, soprattutto considerato che il gioco è rivolto a un pubblico di famiglie e bambini: scritte ovunque, informazioni frammentate, simbologia poco chiara. Un disastro, insomma. 
Come gioco, l'unica cosa degna di nota è il fatto che quando peschi una stanza casuale, non sai mai quanto sarà grande, dato che, se presenta una o più pareti aperte, dovrai continuare a pescare. Magra consolazione.

Giudizio provvisorio: il mio falegname con trentamila lire lo faceva meglio

Deal with the Devil

Uno dei giochi sicuramente più originali della fiera. La particolarità sta tutta nel meccanismo di scambio: a ogni turno saremo corti di qualche risorsa e, per ottenerla, possiamo offrire risorse che abbiamo in abbondanza in cambio si soldi, per poi compare ciò che ci serve. Il tutto avviene con degli scrigni chiusi che un'app provvede a randomizzare, in modo tale che ogni volta nessuno sappia da dove proviene lo scrigno che ha in mano. Questo è importante perché uno dei giocatori sarà il diavolo: avrà molte più risorse da offrire, ma in cambio vorrà pezzi della nostra anima (ne abbiamo tre a testa), con cui farà punti vittoria. Anche noi, però possiamo riprendere pezzi di anima, se facciamo un'offerta molto alta a qualcuno.
Attorno a questa interessante struttura si costruisce un gioco poi abbastanza lineare, dove spendiamo le risorse per pagare carte che ci danno vantaggi e altri benefici di gioco.

Il gioco è sicuramente interessante, l'app minimamente invasiva (praticamente non guardate mai il cellulare, ci passate solo sopra gli scrigni, come foste alla cassa del supermercato) e tutto sommato mi ha lasciato voglia di rigiocarlo. C'è anche, durante la partita e poi alla fine, un gioco di deduzione, per cui si può accusare qualcuno che viene punito dall'inquisizione se non ha almeno tre pezzi di anima e poi punti vittoria, se a partita finita si riesce a capire chi sia il diavolo.
Forse avrei preferito qualcosa di più tematico poi nello svolgimento del gioco attorno alla meccanica di scambio, dato che ciò che va poi a concretizzarsi è un eurogame di gestione risorse, nulla di più e nulla di meno.

Giudizio provvisorio: volevo fare il diavolo, ma ero umano. Ma mi hanno accusato lo stesso

Endless Winter

Deck-building più piazzamento lavoratori? Non suona più tanto nuovo ormai. Dopo diversi giochi che associano queste due meccaniche, arriva anche Endless Winter che ci mette nei panni di una tribù di uomini primitivi alle prese con dinosauri e pitture murali. Lo schema di gioco è abbastanza classico: si sceglie un'azione sul tabellone (non è esclusiva, ma dà un bonus al primo che la fa), poi la si esegue pagando carte dalla mano, con vari simboli. Con queste azioni, raccogliendo risorse, si vanno a comprare nuove carte, si collezionano animali che possono essere usati per collezione set e punti, oppure uccisi per sfamare la tribù, si erige un monumento (per punti e bonus), si sale su due tracciati tempio (sempre per punti e bonus).

Insomma, mi aspettavo di più. Rimossa la freschezza delle due meccaniche associate, che ormai non fanno più notizia, rimane un gestionale, peso medio, in cui fai un po' sempre le solite cose.

Giudizio provvisorio: speravo meglio

Sniper Elite

Gioco del tipo “tutti contro uno” a movimento nascosto, sulla scia dei classici Scotland Yard/Mister X. In questo caso il personaggio nascosto è un cecchino americano che deve compiere un paio di missioni in un lasso di tempo limitato, muovendosi su una mappa divisa in caselle. Dall'altra parte, a dargli la caccia, tre squadre tedesche composte da tre soldati ciascuna, che possono cercare, sparare e fare poche altre cose.
Particolare il sistema di fuoco del cecchino, che si basa sul push-your-luck, pescando segnalini da una borsa e sperando di prendere i “colpito” sufficienti a colmare la distanza tra lui e il bersaglio, senza pescare troppi “mancato” o “rumore”.

Il gioco scorre via abbastanza fluido, ma francamente mi aspettavo di più, dopo aver letto le regole ed aver quasi cliccato il pulsante del pledge. Invece la partita è decisamente monotona, a tratti noiosa, e anche le piccole opzioni tattiche fornite non bastano a risollevarlo dalla sua piattazza globale.

Giudizio provvisorio: bersaglio mancato

Planet B

Su una plancia comune si posizionano lavoratori comuni per fare tutte le azioni presenti sulla carta corrispondente. Quando quattro lavoratori sono stati piazzati sulla stessa carta, questa viene prima girata sul retro, infine sostituita da una nuova, cambiando le azioni del gioco e al contempo fungendo da timer per la partita. Inoltre chi attiva questo step ha anche un piccolo bonus.
Si tratta di raccogliere risorse e bonus per trasformarli in altre risorse, bonus e punti vittoria. C'è poi, a intervalli periodici in partita, un'elezione del presidente, che frutta parecchi punti vittoria. Questa avviene estraendo segnalini voto corrispondenti ai colori dei giocatori da una sacca che parte in equilibrio, ma può ovviamente essere manipolata nel corso della partita per aumentale le probabilità che esca il proprio colore.

Planet B mi ha lasciato freddo e indifferente: è il classico gestionale senza idee, in cui fai un po' di tutto, in cui hanno infilato un po' di fortuna, in cui le regole non sono troppe ma nemmeno poche. Escono tremila giochi l'anno e Planet B è probabilmente uno dei duemilanovecentonovanta di troppo.

Giudizio provvisorio: l'anno prossimo nel cestone a quindici euro

Frosthaven

Lo spin-off di Gloomhaven si presenta in fiera con tre tavoli dagli scenari 3D, tanto per far venire ancora più gola a chi non l'ha preso al Kickstarter... se non fosse per quei 250 dollari di prevendita, ben lontani dai cento a cui lo si prendeva durante la campagna.
Il sistema è quello di Gloomhaven, quindi carte azioni a doppia funzione, con solo qualche effetto in più (il gelo, che ti fa prendere danno doppio dal primo attacco subìto e la protezione, suo speculare, che ti dimezza il primo attacco subìto).
Quello che ci interessava provare erano i personaggi nuovi e nello specifico abbiamo giocato un intero scenario breve con a. il blink blade, un personaggio che ha dei segnalini tempo che può spendere per fare le azioni rapide delle sue carte, inclusa un valore di iniziativa veloce, oppure guadagnare per fare il contrario, ovvero attivare tutte le parti lente delle carte; è un quatryll, che come sapete costruiscono marchingegni particolari e il suo è un alteratore del tempo; b. la deathwalker, una maga valrath che attacca a distanza e può creare ombre di se stessa sparse per le stanze, tramite le quali lancia le sue magie; c. l'inox drifter, un poderoso tank con un sacco di abilità permanenti che può rigenerare, evitando che si esauriscono dopo tot utilizzi, come invece accade di solito. Così facendo si rinforza sempre di più, fino a diventare una vera potenza. Deve però stare attento a non esaurire poi troppo presto le carte che gli rimangono per le azioni; d. il necromante aesther, che evoca un sacco di scheletri e li attiva con le sue carte, con anche la possibilità recuperare le carte usate per portarli sul campo di battaglia.

Sarebbe valsa la pena già solo per averlo provato con Ario dal Bò e il suo compare Gabriele. 
Del gioco di per sé che dire? Sempre un capolavoro e sempre una soddisfazione giocarlo. Si capisce che i nuovi personaggi sono già dedicati a giocatori esperti, che hanno affrontato il gioco precedente o Jaws of the Lion, ma possono comunque essere usati da chiunque ami mettersi alla prova. 

Giudizio provvisorio: nuovo numero uno?

Woodcraft

Gestionale in cui, trami te dadi che rappresentano assi di legno, soddisfiamo contratti sempre più remunerativi. I dadi vengono lanciati una sola volta in una riserva comune. Da lì possono essere comprati e piantati, per farne crescere il valore, oppure tagliati, per scomporli in dadi più piccoli (per esempio un sei può diventare un quattro e un due, o altre combinazioni).
La ruota centrale è la meccanica principale e serve per scegliere l'azione da fare nel turno e al contempo prendere qualche piccolo bonus, che aumenta alla minor frequenza di scelta di un'azione da parte di tutti i giocatori.

Gestionale ben fatto, con un sistema di rotella interessante e ben pensato. Mi avevano detto fosse folle, ma probabilmente leggendo il regolamento risulta meno chiaro di come sia in realtà: in fiera, con la spiegazione, lo abbiamo trovato subito accessibile ed intuitivo. Bella anche la manipolazione dei dadi e la strettezza generale del titolo, nonostante le molte strade percorribili per potenziare la propria segheria con aiutanti, strumenti azioni più forti e abilità speciali di ogni tipo. Un po' troppe cose, forse, per i miei gusti; ma non si può negare che sia fatto bene.

Giudizio provvisorio: bel colpo per la Delicious Games, che torna ai livelli di Underwater Cities

Impression

La griglia di azioni è composta da tessere con un'azione superiore e una inferiore. Ogni volta che si piazza un omino su una tessera, lo si sdraia. Gli omini non escono mai dalla griglia, ma vengono rialzati al round successivo e possono spostarsi poi solo di un passo su una tessera adiacente, per fare una nuova azione. La particolarità sta nel fatto che, piazzando omini sulla parte superiore, è possibile poi attivarli tutti facendoli scendere a quelle inferiori e attivandole tutte assieme, sdraiando poi un solo omino. Il resto è un collezione risorse con cui prendere una moltitudine di cose più o meno appicciate insieme per fare numero.

Se il precedente Woodcraft aveva una certa organicità di fondo data dalla gestione dei dadi e un aspetto tutto sommato piacevole (fatta eccezione per la copertina orrenda), questo Impression si rivela un accrocchio di meccaniche buttate a caso e artwork annacquato. Sembra ancora, sia a livello meccanico sia estetico, un prototipo da rifinire. Peccato costasse, scontato, ottantacinque euro (prezzo pieno cento). Strano che a fine fiera avessero ancora un sacco di copie invendute...

Giudizio provvisorio: no

Pathogen

Astratto direttamente da Taiwan, in cui un giocatore manovra la peste e il suo famiglio, un altro il medico e il suo famiglio. Formata la plancia casualmente, ciascuno può spostarsi solo su spazi bianchi (peste e medico) o neri (famigli). A turno si programma il movimento usando un'altra plancetta laterale, che limita l'ampiezza di tali spostamenti in base alla mossa avversaria precedente e alle posizioni in campo. Entrambe le fazioni seminano i propri gettoni, che servono per vincere in due modi: o congiungendo con una linea continua due estremità opposte del tabellone; o edificando quattro santuari, ciascuno in ogni quadrante, cosa che è possibile fare quando si accumulano sei gettoni in un'unico quadrato. 
L'asimmetria sta nel fatto che la peste è più mobile, ma semina meno gettoni (quattro) e deve spargerli equamente tra le caselle attraversate; mentre il medico è più limitato nei movimenti, ma semina cinque gettoni e può anche concentrarli.

Un bell'astratto che riserva parecchie possibilità e due strategie di vittoria interconnesse. L'asimmetria c'è, ma non è così marcata da risultare difficilmente assimilabile e, al contempo, fornisce effettivamente due modi differenti di approcciare la partita e di giocare.
Il prezzo in fiera era effettivamente un po' alto, ma abbiamo strappato una copia demo.

Giudizio provvisorio: il nuovo Onitama?

Terracotta Army

Una ruota con tre ghiere concentriche (spostabili) stabilisce che azioni tu possa fare per ogni lavoratore piazzato in un suo spicchio. Fondamentalmente raccogli argilla e soldi, con cui vai a costruire statue (tue e neutrali) su una plancia comune quadrettata. 
Alla fine di ogni round, a seconda della posizione di due indicatori e di alcune carte bonus, si contano le maggioranze in vari settori di tale plancia. 

Titolo parecchio interattivo, forse troppo, che si presta a parecchia cattiverie, sia volontarie che involontarie. L'ho trovato abbastanza caotico e a tratti casuale, con un sacco di effetti che si incastrano, sulla griglia delle statute, tra abilità speciali e punteggi, tale da renderlo un po' povero strategicamente e abbastanza randomico tatticamente. 
Esteticamente siamo sempre sulle cinquanta sfumature di seppia (cit. Doc dei Gioconauti).

Giudizio provvisorio: non m'ha convinto per nulla

Heat

Una corsa di auto a portata di famiglia. Avendo già Race! Formula 90 per giocatori pro, volevo vedere se valeva la pena mettersi in caso questo giochino alla portata di tutti, magari da portare alle fiere. 
A ogni turno scegliamo la marcia da utilizzare, con una penalità se scaliamo troppe tacche, e giochiamo il numero esatto di carte imposto dalla marcia stessa, sommandone i valori. Perché allora non giocarne sempre il massimo? Perché le curve hanno un limite di velocità e tutto ciò che eccede scalda la macchina, ingolfando la nostra mano e dandoci altre penalità.

L'autore di Flamme Rouge non si smentisce: gioco semplice, rapido, divertente, con una bella gestione del proprio mezzo. Esteticamente anche bello, finalmente. E poi ho pure vinto la gara, quindi è bello.

Giudizio provvisorio: promosso e perfettamente nel target

Terrorscape

Altro gioco a movimento nascosto, come Sniper Elite, stavolta però con un singolo che dà la caccia a molti. Un mostro ha rinchiuso in una casa dei prigionieri e li vuole fare a pezzi. Loro, per scappare, devono trovare le chiavi o riparare la radio e chiamare i soccorsi. Ogni turno si spostano e  cercano equipaggiamenti, ma, così facendo, producono rumore, che fornisce al mostro indizi sulla loro posizione. Se il mostro raggiunge una vittima, la attacca (si usano i dadi) e se la ferisce due volte la uccide, vincendo la partita.

Esteticamente una cafonata pazzesca, ma pareva ben fatto e divertente per entrambe le parti in causa. C'erano parecchia famiglie con bambini a provarlo e non dubito avrà grosso successo in quel target. Andranno su Kickstarter a breve, con vari personaggi e diversi mostri, per partite sempre differenti.

Giudizio provvisorio: sfacciatamente american

Menzione di disonore per le famiglie tedesche che 1) si piazzano al tavolo, 2) devono fare tutta la partita incuranti della folla, 3) la giocano con lentezza e flemma invidiabili, 4) discutono anche ogni mossa come fossero nel salotto di casa e 5) sbagliano a contare i punti e devono ricominciare da capo.

[Provato post fiera] Hamlet

Gestionale in cui si costruisce un villaggio in comune, piazzando tessere con varie strane forme. Le risorse prodotte in tali tessere fruttano denaro a chi esegue l'azione, ma restano a disposizione sulla mappa, potendo essere così sfruttate dagli altri giocatori. Per spostare le merci da un punto all'altro del villaggio, occorre utilizzare le strade stampate, costruire sentieri e utilizzare i muli, che fanno il paio con i lavoratori che ciascun giocatore mette in campo.

Avevo avuto pareri diametralmente opposti: dal bellissimo, capolavoro, al bruttissimo, peggior gioco provato. Per cui la curiosità era tanta e l'ho provato per primo. Bene, direi che mi pongo esattamente in mezzo. Il gioco è prevalentemente tattico, ma ha due indirizzi strategici da perseguire a ogni costo: la costruzione della chiesa (che segna anche la fine della partita) e il fare una strada il più lunga possibile, perché frutta davvero un sacco di punti (troppi?). Questo comporta che le merci devono viaggiare parecchio, quindi serve mettere in campo molti asini e spendere molta mosse, cosa che allunga la partita davvero un po' troppo, per il gioco che è. 
Insomma non mi ha disturbato tanto l'interazione, secondo me intrinseca a questa concezione di giochi, quanto uno sviluppo forse non perfettamente adeguato e un po' monodirezionale.

Giudizio provvisorio: sufficiente o poco più

Ora c'è però da provare quello che avevo ordinato pre-Essen e che quindi non vedete in questi report. Giochi che, in sostanza, erano quelli che mi attiravano maggiormente e sui quali punti di più per questo 2022: Autobahn, Horseless Carriage, Circadians: Chaos Order, Hegemony, Stationfall e Tiletum.

A presto con le recensioni.

Foto di gruppo dei Goblin
assieme ai Gioconauti

Commenti

Grazie per le chiare segnalazioni! Mi hanno fatto attenzionare Oros e Plutocracy, non li avevo assolutamente approfonditi pre-fiera, e invece sembrano davvero interessanti. Attenderò comunque le recensioni per valutarne l'acquisto o meno...

Di questi diciamo mi incuriosiscono Virtù e Revive. Poi di novità Autobahn e Eleven che avendoli pledgiati sicuramente proverò.

grandi!! siete stati i miei occhi ad Essen,

a questo punto aspetto il tuo approfondimento su Mage Noir

Sniper Elite lo depenno dalla lista, peccato, sulla carta aveva l'aria del "giocone". Vedo di recuperare Mind MGMT, invece.

Per il resto, proverei qualcosa volentieri (Atiwa, Revive, Woodcraft, The Wolves) ma non so se comprerò.

 

Pathogen acquisto sicuro, invece. 

Complimenti, ottimo report (così come pure i video da Essen): esaustivo e ricco di preziosi consigli.

 

Ciao bellissimo report. Nesuno ha giocato a Cactus town e First rat?

Un grazie cumulativo a tutti i Goblin che con i loro report ci hanno fatto partecipare a questa edizione. Viva la Tana

Preziosissima carrellata sui titoli più interessanti visti ad Essen. Mi ha convinto ad ordinare the wolves su weega

Grazie mille per le info, per me sono oro; terrò d'occhio Runar e mage Noir, e magari un pensierino a the wolves. Magari, perché è già stato un anno dispendioso e vorrei buttarmi su Oathsworn a breve, e se per Natale mi arriva il pledge di frosthaven poi mancheranno non solo soldi ma anche il tempo per fare altro😅

Terrò d'occhio Revive - se l'interazione si confermerà presente e importante, anche se indiretta - e The wolves. Senza fretta.

Deal with the Devil, personalmente, è quello che mi attira di più e che promette di essere fuori dagli schemi (come anche Alchimisti lo era, a volerlo approfondire).

PS Circadians Chaos order, per ora, è il miglior gioco dell'anno a mani basse.

 

 

Anno mi pare buono, visti i commenti medi di Agz. Complimenti per il vostro splendido lavoro. Io segnalo nella mia prima Essen, sorprese come Cactus Town, Valda il gioco delle Torri di Kiesling Kramer (acquisti fatti). Cercavo Crescent Moon ma in fiera non c'era. Peccato per Boelinger. Mi appunto Oros e Wolves... Grazie!

Ammazza che ecatombe.

Sono sorpreso dal tuo giudizio su Sniper Elite: noi l'abbiamo trovato fantastico e cinematografico. Il meccanismo di "sparo" del cecchino è fantastico dato che il cecchino può pescare più gettoni del necessario per aumentare il potenziale raggio di posizioni, ma al costo di fallire l'attacco o peggio rivelare la propria posizione.

I tedeschi possono vincere sia uccidendo il cecchino che difendendo gli obiettivi, il che è una novità rispetto ai classici giochi a movimento nascosto dove "intrappolare" l'avversario e deduzione pura sono essenziali.

Secondo me è uno dei migliori giochi di movimento nascosto mai creati e io penso di averli giocati quasi tutti :)

Magari il fatto che l'hai giocato sulla mappa base senza elevazioni e ostacoli ha influito sul tuo giudizio. Una volta che giochi con le regole sulla linea di tiro "complete" le possibilità tattiche e di bluff aumentano esponenzialmente.

Infinitejest scrive:

Sniper Elite lo depenno dalla lista, peccato, sulla carta aveva l'aria del "giocone". Vedo di recuperare Mind MGMT, invece.

Per il resto, proverei qualcosa volentieri (Atiwa, Revive, Woodcraft, The Wolves) ma non so se comprerò.

 

Pathogen acquisto sicuro, invece. 

Non avere fretta nel depennarlo. Il giudizio qui espresso è in controtendenza con il 90% dei giudizi espressi da altri recensori sul gioco.

Io ho una decina di partite all'attivo e ti posso assicurare che il gioco è fantastico e probabilmente il gioco di movimento nascosto più originale che io abbia mai giocato.

mistake89 scrive:

Terrò d'occhio Revive - se l'interazione si confermerà presente e importante, anche se indiretta - e The wolves. Senza fretta.

Deal with the Devil, personalmente, è quello che mi attira di più e che promette di essere fuori dagli schemi (come anche Alchimisti lo era, a volerlo approfondire).

PS Circadians Chaos order, per ora, è il miglior gioco dell'anno a mani basse.

 

 

La cosa migliore di Deal with the Devil è il trading segreto. Il resto purtroppo è un classico german di gestione risorse. Secondo me Alchemists è una spanna sopra in quanto a deduzione, divertimento e tema.

Report decisamente apprezzabile e apprezzato.

THE WOLVES: come potrebbe scalare in 2?

THE PATHOGEN: in che senso il nuovo onitama? chiedo perche onitama proprio non mi è piaciuto, ma questo mi ispira.

niconiglio scrive:

Report decisamente apprezzabile e apprezzato.

THE WOLVES: come potrebbe scalare in 2?

THE PATHOGEN: in che senso il nuovo onitama? chiedo perche onitama proprio non mi è piaciuto, ma questo mi ispira.

la mappa di The Wolves scala, per cui dovrebbe funzionare.  

Il paragone con Onitama è solo perché è un astratto profondo e semplice,  ma sono sufficientemente diversi. A Tania questo è piaciuto molto, mentre non apprezza Onitama

ottima notizia, grazie 

Credo che il miglior giudizio sia questo:

 

Agzaroth scrive:

volevo fare il diavolo, ma ero umano. Ma mi hanno accusato lo stesso

Gli unici che hanno attirato la mia attenzione sono Turning Tidea ed Heat. Su Marrakesh invece nonostante questi giudizi negativi vorrei provare a dargli una chance, in fondo a me L'oracolo di Delphi diverte più di Bonfire 😅

arcadebox scrive:

 

Infinitejest scrive:

 

Sniper Elite lo depenno dalla lista, peccato, sulla carta aveva l'aria del "giocone". Vedo di recuperare Mind MGMT, invece.

Per il resto, proverei qualcosa volentieri (Atiwa, Revive, Woodcraft, The Wolves) ma non so se comprerò.

 

Pathogen acquisto sicuro, invece. 

 

 

Non avere fretta nel depennarlo. Il giudizio qui espresso è in controtendenza con il 90% dei giudizi espressi da altri recensori sul gioco.

Io ho una decina di partite all'attivo e ti posso assicurare che il gioco è fantastico e probabilmente il gioco di movimento nascosto più originale che io abbia mai giocato.

Mumble mumble... a questo punto dovrei provarlo per decidere...

Infinitejest scrive:

Per il resto, proverei qualcosa volentieri (Atiwa, Revive, Woodcraft, The Wolves) ma non so se comprerò.

Pathogen acquisto sicuro, invece. 

d'accordo sui primi 4 nomi, a cui aggiungo beer and bread (su cui nessuno mi pare abbia detto qualcosa purtroppo), i due di friese (findorff e fasanerie) e heat (ma in 2 non so se girera come si deve ahimé).

pure pathogen mi interessa, ma non mi pare di semplice (ed economicamente ragionevole) reperibilità... sbaglio?

@niconiglio: spero che qualche grosso store europeo si procuri Pathogen...

attendre et espérer

Ottimo report Marco, una domanda, Sniper Elite lo avete giocato fino alla fine? Perché come per WitheChapel il crescendo è costante e la tensione scoppia dopo il primo obiettivo risolto. Se avete fatto solo una parte della partita ci sta non lo abbiate apprezzato come merita.

pennuto77 scrive:

Ottimo report Marco, una domanda, Sniper Elite lo avete giocato fino alla fine? Perché come per WitheChapel il crescendo è costante e la tensione scoppia dopo il primo obiettivo risolto. Se avete fatto solo una parte della partita ci sta non lo abbiate apprezzato come merita.

ci sta, solo primo obiettivo 

Il mio portafogli adora quest'uomo ;-)

Stasera prima prova su pista con Pedal to the metal, non vedo l'ora

Ciao! Quindi tolto il fattore Gelo e i nuovi personaggi (e ovviamente eventuali mostri) frost haven è uguale al predecessore? 

FedeMezzo scrive:

Ciao! Quindi tolto il fattore Gelo e i nuovi personaggi (e ovviamente eventuali mostri) frost haven è uguale al predecessore? 

praticamente sì. È un'altra campagna in un altro pezzo di mondo

Grazie di questo pezzo riassuntivo e di tutti i servizi dalla Fiera.

Segno qualcosa, ma portafoglio e scarsità di tempo penso mi terranno per un po' lontano sia dalla acquisti, sia, ahimé dal tavolo di gioco 😥

segnalo a chi può interessare che mage noir è disponibile su steam come free to play. Quindi se volete provarlo vi basta scaricarlo in un paio di minuti. Io l'ho provato ieri sera e devo dire che è fatto molto bene.

Mage Noir è tipo il peggior gioco che abbia mai provato alla fiera, ma non intendo solo di questa edizione....

Pilota scrive:

Mage Noir è tipo il peggior gioco che abbia mai provato alla fiera, ma non intendo solo di questa edizione....

stanno avendo un ottimo successo. Le idee le hanno e il gioco lo sto provando in questi giorni: funziona alla grande ed ha finalmente alcuni elementi originali. Mancano ancora carte per dare varietà, ma sono agli inizi.

Grazie mille per i preziosi feedback! The Wolves ha tutte le caratteristiche per piacermi: bene così.

@agzaroth quando si tratta di Boelinger ci vai spesso molto duro ^^'

Barony lo adoro, questo mi sembrava il degno erede, vedremo quando mi arriverà...

Ma d'altronde a me piace anche Archipelago :-P

Ok visto che leggo questo articolo con un po di ritardo e il Weega di The Wolves è già chiuso mi prenoto x la copia che si venderà Agz 😚

 

 

 

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