Mordheim: City of the Damned

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Voto recensore:
7,9
Mordheim è un gioco di combattimenti skirmish, cioè riproduce schermaglie tra piccoli gruppi di guerrieri. L'ambientazione è quella fantasy di Warhammer (fratello maggiore da cui Mordheim trae ispirazione) e gli ambienti in cui si svolgono le battaglie sono di tipo urbano, tra rovine di edifici, anche se nulla vieta ai giocatori di ambientare diversamente i propri scenari. La scala di gioco è molto ridotta in quanto esso è incentrato sull'uso di miniature che riproducono ciascuna un singolo individuo combattente ed una particolare enfasi è posta sull'estetica delle miniature stesse. Queste ultime, prima di poter essere utilizzate, vanno adeguatamente montate e colorate. Mordheim infatti unisce il modellismo al gioco di combattimento vero e proprio. Le miniature stesse sono in scala 28mm e, sebbene sia possibile utilizzarle senza dipingerle, il loro utilizzo "a nudo" riduce notevolmente l'aspetto estetico del gioco. Data la dimensione ridotta degli scontri, di norma è sufficiente una superficie di gioco particolarmente ridotta (1 metro x 1 metro). Gli edifici diroccati presenti nella scatola base sono più che sufficienti per giocare subito ma se ne trovano in vendita anche in confezioni separate. Le numerose miniature in plastica presenti nella scatola base sono un buon punto di partenza per creare una banda ma volendo acquistarne di nuove, ci si rende conto che il prezzo è sempre elevato come nei classici standard della Games Workshop. Per acquistare un numero sufficiente di miniature per creare una banda da zero bisogna spendere una cifra che si avvicina alle 100000 lire anche se fortunatamente non è necessario acquistare army-list a parte come avviene con altri prodotti della Games Workshop.

Il gioco in sé assomiglia molto ai combattimenti dei classici giochi di ruolo fantasy tanto che ogni singolo tipo di miniatura dispone di più di dieci valori statistici da utilizzare nel corso di gioco (valori del tutto simili a quelli dei GDR). Il livello di dettaglio simulativo è medio-basso e la risoluzione dei combattimenti risulta generalmente piuttosto veloce. Ogni giocatore gestisce una banda di guerrieri fantasy di svariate razze (umani, non morti, uomini ratto, ecc. ecc.) ognuna con le proprie peculiarità. Nelle battaglie le bande si affrontano in combattimento all'interno di scenari che prevedono il raggiungimento di obbiettivi specifici. Dopo aver affrontato uno scontro le singole bande acquisiscono danaro ed esperienza che, al pari di ciò che avviene nei GDR, possono essere usati per migliorare le caratteristiche o l'equipaggiamento dei singoli guerrieri o per assoldarne di nuovi. Allo stesso modo le ferite subite in battaglia possono portare alla menomazione permanente o anche alla morte dei combattenti più sfortunati. Il maggiore divertimento del gioco sta infatti nel portare avanti una campagna nella quale le singole bande si affrontano a rotazione nel tentativo di guadagnare il maggior numero di risorse ed esperienza per potersi così migliorare a poco a poco. In questo modo il giocatore tende ad affezionarsi ai singoli personaggi, dando loro un nome, una storia e quant'altro desideri, gioendo per i loro successi e soffrendo per la loro eventuale dipartita. Il gioco può essere utilizzato anche per partite "secche" al di fuori di una campagna, ma in tal caso non estrinseca mai il massimo del suo potenziale di divertimento.

Come detto prima il manuale delle regole non è certo perfetto ma è comunque decisamente al di sopra della qualità media dei manuali della Games Workshop. Il gioco in questione è infatti una trasposizione del vecchio Necromunda in ambiente Fantasy. Necromunda è un gioco analogo a Mordheim ma ambientato in un devastato mondo futuristico in cui bande di disperati si affrontano per il possesso delle poche risorse rimaste. A chi abbia giocato a Necromunda, appare immediata la similitudine fra i due giochi ed appare soprattutto lampante come il regolamento Mordheim sia frutto delle esperienze maturate con Necromunda e quindi privo di molti dei gravi difetti che affliggevano tale gioco. Nello specifico risulta molto meglio bilanciato il rapporto di forza fra il combattimento a distanza con armi da tiro e quello ravvicinato in corpo a corpo rendendo possibile attuare strategie di gioco molto più varie rispetto a Necromunda.

Anche la tridimensionalità reale degli scenari (i guerrieri possono scalare gli edifici, salire le scale e portare assalti dall'alto) contribuisce ad aggiunge profondità e spessore al gioco stesso.
Pro:
Le bande tra cui scegliere la propria sono molto numerose e molto diverse fra di loro. Lo schema di avanzamento delle bande stesse invoglia il giocatore a proseguire nel gioco. Il manuale delle regole è omnicomprensivo e non richiede l'acquisto di particolari accessori o espansioni. Su internet di trovano centinaia di scenari, bande e personaggi aggiuntivi "non ufficiali".
Contro:
Il regolamento è abbastanza ricco di imprecisioni (anche se si tratta di pecche accettabili). Gli scenari di combattimento puro, sono poco divertenti perché tendono a trasformarsi in confuse mischie da corpo a corpo, sono quindi più indicati gli scenari con degli obbiettivi specifici che danno maggiore profondità al gioco. Giocare al di fuori di una campagna non è molto stimolante. Il costo delle miniature è elevato (ma comunque molto più contenuto di quello degli altri giochi della Games Workshop). Gli army-list delle numerose bande e personaggi aggiuntivi "ufficiali" sono stati pubblicati solamente sulla rivista White Dwarf invece che essere messi gratuitamente a disposizione su internet.
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