Raccontiamo storie fantastiche con Naenia Cantor

Naenia Cantor copertina

Ovvero di quella volta che, grazie alla Tana dei Goblin, mi trovai a giocare col figlio che non ho.

Voto recensore:
7,0

Era una notte buia e tormentata, tutti i miei amici Goblin erano a Modena Play ed io ero là, sul letto a cercare invano un dono da Morfeo. All'improvviso, una forte luce oscura irradia la stanza: ecco apparirmi il caporedattore Agzaroth, avvolto da una strana luminescenza, sorretto da due oscuri Cherubini.

"Fedellow, tu recensirai Naenia Cantor, gioco narrativo da 2 a 6 giocatori edito da Little Rocket Games, con età suggerita di almeno 8 anni e durata indicativa di 40 minuti!", tuonò la sua voce nella stanza.
"Ma io non ho figli con cui giocarlo!", risposi spaventato ed accoccolato al cuscino.
"TROVA UN MODO!" fu la sua risposta (e citazione del pessimo adattamento italico del Trono di Spade) prima di scomparire in una nuvola di cubetti neri.

Non è facile recensire un gioco pensato per bambini e ragazzi, dato che ogni bimbo è una storia a sé; è ancora meno facile se di figli proprio non se ne hanno. In questo caso, ho creato un figlio immaginario (che per comodità chiameremo Bietolino) che giocasse al tavolo con noi, così da adempiere la richiesta del Nero Spezzino (cit. Signor Darcy).

In Naenia Cantor si andranno a pescare e giocare carte per raccontare delle storie fantastiche al fine di fare più punti degli avversari; avremo anche la possibilità di fare punti bonus grazie a delle carte missione. Attenzione però: il tempo dei nostri racconti è scandito dallo scorrere della sabbia di una clessidra!

Il gioco in dettaglio

All'interno della scatola troveremo 100 carte finemente illustrate (sic, nel regolamento) contrassegnate ognuna dal proprio nome, dalla categoria (personaggio, luogo, evento, bonus), indicata anche da un colore specifico, e dal simbolo del proprio filone narrativo (albero, lampadina, stella); si aggiungono a queste carte illustrate 20 carte epilogo, sulle quali è scritto un finale da inserire al termine delle storie che racconteremo. Queste 120 carte andranno a formare un unico mazzo, detto mazzo narrazione; abbiamo inoltre 40 carte missione sulle quali sono indicate particolari richieste nella costruzione di una storia (per esempio, giocare un certo numero di carte luogo, evento o personaggio o, ancora, creare una storia composta da almeno un tot numero di carte e filoni narrativi). Insomma, il mio Bietolino deve saper leggere e saper mettere insieme vari elementi per poter giocare a questo gioco (in special modo per usare le carte missione), per cui ritengo che l'indicazione di 8 anni come età minima sia opportuna (almeno se si vuol giocare seguendo il regolamento).

Ad inizio partita ogni giocatore riceve 6 carte dal mazzo narrazione (con possibilità di fare un mulligan, ovvero cambiarle tutte se non soddisfatto) e 3 carte missione con l'obbligo di tenerne almeno una. Ogni giocatore avrà inoltre una simpatica pedina a forma di animale a rappresentarlo nel segnapunti.

Naenia Cantor componenti
Naenia Cantor componenti

Nel proprio turno di gioco si potrà fare una sola azione scelta tra:

  • pescare una carta dal mazzo narrazione o dalla pila degli scarti, con l'unico limite di 10 carte in mano;
  • pescare 3 carte dal mazzo missioni, con l'obbligo di tenerne almeno una;
  • raccontare una storia.

Raccontare una storia necessita di vari passaggi:

  1. dichiarare per prima cosa da quante carte è composta e se si vuole usare una carta missione;
  2. lanciare il dado presente nella scatola, che ha come valori possibili da 1 a 3, al fine di sapere quante clessidre (della durata di 20 secondi ognuna) avremo a disposizione per narrare il nostro racconto; 
  3. raccontare effettivamente la nostra storia in base alle carte che scarteremo dalla mano, con l'obbligo di giocare almeno una carta personaggio, una carta evento, una carta luogo e solamente una carta epilogo (indipendentemente dalla lunghezza della storia stessa).

A fine racconto faremo punti vittoria in base alla lunghezza della storia (da 4 punti per una narrazione basata su 4 carte giocate a 15 punti per un racconto da ben 10 carte, una intera mano in pratica), punti per eventuali carte bonus giocate ed altri punti ancora se abbiamo adempiuto le richieste della carta missione eventualmente giocata. Occhio però: se non si riesce a raccontare la storia entro il tempo limite o se gli altri giocatori ritengono che il nostro racconto non sia ben strutturato, non solo non faremo punti ma, se avessimo utilizzato una carta missione, avremo dei punti malus.

Vince chi per primo raggiungerà la casella dei 50 punti sulla plancia apposita.

Considerazioni

Naenia Cantor si inserisce nel bel filone dei giochi narrativi (mi è subito venuto in mente C'era una volta, vedendolo), ottimi per i piccoli goblin ma anche per i loro genitori, vedi per esempio l'incredibile versatilità dei Rory Story Cubes.

Come se la caverebbe mio figlio con questo gioco? Il mio Bietolino si troverà sì a dar sfogo alla sua fantasia, ma sarà spesso costretto a farlo alla svelta. Magari avrà pensato una storia incredibile composta da tutte le 10 carte che ha in mano, ma il dado maledetto gli avrà imposto di farlo in soli 20 secondi, ovvero il tempo di una clessidra. Insomma, un po' poco a mio avviso per un bimbo come Bietolino! Penso che a questo punto potremmo tranquillamente giocarcelo senza la clessidra, così da evitare di fare storie brevi solo per far punti.

Giocandoci, ho trovato Naenia Cantor molto "versatile", potendo piegare le regole e lo svolgimento stesso di una partita alle necessità di genitori e figli. Si pensa che le carte missioni siano troppo complicate o che limitino le scelte della narrazione? Si escludono dalla partita, come ho già fatto con la clessidra. Siamo esperti e desiderosi di sfide serie? Si gioca come da regolamento, e così via.

Naenia Cantor carte spaventose (per grandi e piccini)
Naenia Cantor carte spaventose (per grandi e piccini)

Ho trovato i materiali di qualità molto buona, una plancia segnapunti indistruttibile e carte spesse. Andiamo quindi a parlare del fulcro del gioco stesso, ovvero le carte e le illustrazioni sopra riportate. Non nego che, quando ho aperto la scatola insieme a Bietolino, ci saremmo aspettati illustrazioni fumettose in stile Dixit: abbiamo invece trovato uno stile molto particolare, un po' stilizzato, che sa di colorato a mano con pastelli e pennarelli e profuma di artigianale. Controllando nel regolamento, ho avuto modo di vedere che le illustrazioni sono state realizzate dall'autore stesso del gioco, Giampaolo Razzino. Man mano che si giocava, abbiamo trovato lo stile molto evocativo, capendo che anche da bambini non tutto è sempre fumettoso e puccioso.

Questo emerge anche nelle tipologie di carte presenti: scorrendole ho trovato, per esempio, le carte "funerale" e "cimitero". "Perché mai Bietolino dovrebbe avere a che fare con la morte?", è stato il mio primo pensiero. Invece, riflettendoci su, penso possa essere un modo per parlare insieme di tante cose, anche di quando le persone a cui vogliamo bene non ci sono più, almeno fisicamente.

Andando ancora nel dettaglio degli argomenti toccati dalle carte, troviamo alcuni elementi comuni (il deserto, il contadino, la chiesa) ed epiloghi tipici delle fiabe, come il classico "...e vissero felici e contenti"; ci troveremo inoltre a spaziare in immaginari fantastici, fantascientifici o horror (tipo alcune carte che sembrano prese dalle piaghe d'Egitto, vedi la "pioggia di pesci" o l'evento "meteorite", il clown, lo scheletro, il viaggio nel tempo e via così), permettendo così di spostarsi anche su argomenti che possono già interessare il bimbo, magari a livello di letture. A Bietolino per esempio piace leggere i libri della serie Piccoli Brividi della mamma, per cui nelle partite a Naenia Cantor mette sempre in mezzo qualcosa di spaventoso.

Naenia Cantor carte catastrofiche
Naenia Cantor carte catastrofiche

Un ultimo appunto da fare è quello per le carte epilogo, necessarie per completare le proprie storie. Può capitare che non se ne abbiano in mano o che se ne abbiano troppe: un'idea che ho avuto è stata quella di metterle in un mazzo a parte, o magari di darne già una a giocatore ad inizio partita, così da non stare a cercarle spasmodicamente se ne siamo rimasti senza.

Concludendo, Naenia Cantor è piaciuto sia a me che al mio figlio immaginario Bietolino, che lo ha apprezzato specialmente con la regola casalinga che lascia la clessidra nella scatola. Le carte permettono alla fantasia di spaziare in tantissime direzioni; Bietolino ne ha anche rubate alcune dalla scatola per prendere spunto per i suoi disegni. Se ai vostri figli piacciono i giochi narrativi ed a voi piace giocarli assieme a loro, questo Naenia Cantor è sicuramente da tenere in considerazione.

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