Lorenzo il Magnifico: il Rinascimento a colpi di carte

Copertina del gioco in scatola Lorenzo il Magnifico
Cranio Creations

Ecco la recensione di Lorenzo il Magnifico, gioco da tavolo basato sul tiro di dadi, draft e piazzamento lavoratori, molto stretto e cattivo, in cui potrete fare solo la metà di quel che vorrete - e non sarà mai la metà pianificata. 

Giochi collegati: 
Lorenzo il Magnifico
Voto recensore:
7,5
Dopo Grand Austria Hotel, Virginio Gigli torna con questo Lorenzo il Magnifico, stavolta assieme a Flamina Brasini e con la collaborazione di Simone Luciani. Dato che il precedente gioco non mi aveva entusiasmato, ero un po' titubante verso questo nuovo titolo; ma la lettura del regolamento mi ha dato la spinta definitiva verso l'acquisto e, in effetti, ho trovato un gioco solido, vario e teso. 
Il tabellone del gioco in scatola Lorenzo il Magnifico
Tabellone

Per due-quattro giocatori, durata 60-120 minuti, età consigliata 12+, si basa su tiro dadi, piazzamento lavoratori, draft e poteri variabili

Come sono i materiali di Lorenzo il Magnifico?

Buoni. Quelli di un classico gestionale german, buon cartone anche nelle plance giocatore, carte che potete anche non imbustare perché si mescolano poco. Ergonomicamente è buono e anche iconograficamente si capisce abbastanza bene, salvo forse le carte leader per le quali è fornito un apposito foglio riassuntivo. In teoria il gioco è quindi indipendente dalla lingua

Regolamento

Il regolamento di questo gioco da tavolo è molto buono, ben spiegato e con esempi. Non è un gioco caratterizzato da regole particolarmente intricate ed eccezioni.

Ambientazione

L'ambientazione di Lorenzo il Magnifico è in teoria il Rinascimento italiano, in pratica è tutto molto fumoso e poco ambientato. 

Come si gioca a Lorenzo il Magnifico

Plancia giocatore di Lorenzo il Magnifico
Plancia giocatore
All'inizio di ognuno dei sei round del gioco si tirano tre dadi, comuni a tutti i giocatori. Questi stabiliranno il valore di tre delle nostre pedine (lavoratori), mentre la quarta ha sempre valore zero. Questi valori possono sempre essere incrementati spendendo aiutanti, in rapporto 1:1. A turno, seguendo il giro, ogni giocatore piazza un suo lavoratore sul tabellone ed esegue l'azione corrispondente. Alcune di queste azioni richiedono un valore particolare del lavoratore e potranno quindi essere scelte solo piazzando una pedina del giusto valore o potenziata dagli aiutanti. 

Oltre alle immancabili azioni che fanno recuperare soldi o aiutanti, fondamentali sono quelle per comprare carte (di quattro tipi diversi), prelevandole dalle “torri” del tabellone e posizionandole sulla plancia personale. Queste carte forniscono risorse immediate e poi punti vittoria (le viola), oppure capacità speciali (le blu); altre garantiscono risorse (le verdi) o la trasformazione di queste ultime (le gialle). Le carte gialle e le verdi, per funzionare, devono anche essere attivate mettendo un lavoratore nell'apposito spazio del tabellone; anche in questo caso conta il valore del lavoratore usato. 

C'è poi un particolare tracciato del favore della chiesa, sul quale è possibile avanzare durante la partita: se non si raggiungono determinate soglie alla fine dei round 2, 4 e 6, si sarà costretti a giocare con alcune penalità (sorteggiate a inizio partita e sempre diverse) fino a fine gioco. Arretrando su questo percorso si scongiurano questi effetti nefasti, ma decidendo invece di avanzare con le penalità, si potranno in compenso guadagnare parecchi punti vittoria a fine partita. 

Dopo il sesto round si contano i punti e chi ne ha di più vince. 

Gioco da tavolo da 2 a 4 giocatori: com'è la scalabilità?

Ottima. Il gioco rimane valido da due a quattro giocatori. Alcune parti del tabellone vengono coperte al ridursi dei partecipanti e questo cambia un po' faccia alla partita: in quattro c'è molta più lotta sulle torri, per le carte. In due gli spazi di attivazione si riducono, lasciandone scoperti solo due: uno esclusivo per le carte gialle e uno per le verdi. In tre è forse la configurazione leggermente più “larga”, ma parlare di largo in questo gioco è un'iperbole. 
Carte del gioco da tavolo Lorenzo il Magnifico
Carte

Rigiocabilità

Molto buona. Quello che varia da partita a partita sono i leader che vengono assegnati col draft iniziale, le tre tessere Chiesa, sorteggiate tra parecchie e l'ordine di uscita delle carte sulle torri. Questa voce è però moltiplicata dalle diverse possibili strategie attuabili, dato che potrete privilegiare colori e combinazioni differenti di volta in volta. 

Com'è l'interazione tra i giocatori?

Indiretta, ma davvero pesante. Questo è un gioco da tavolo in cui si è sempre a corto di risorse, di lavoratori, di carte, di qualsiasi cosa. Ogni turno vorresti avere il doppio delle pedine che hai e di sicuro il triplo dei soldi. Invece si mettono di mezzo pure gli avversari, che non solo ti occupano la casella che ti serviva, non solo ti fanno pagare di più per la loro presenza nelle torri, ma ti scombinano proprio tutti i perfetti piani che avevi in testa. La cosa tremenda è che Lorenzo il Magnifico è un gioco in scatola con una forte impostazione strategica (vedremo dopo perché), ma questa interazione ti costringe ad un battaglia tattica continua: è come guidare un'auto sapendo di dover andare dritto ma avere un volante che tira un po' a destra, un po' a sinistra: devi costantemente correggere la rotta. 

Quanto originale è questo gioco da tavolo?

Poco. Simpatica l'idea dei dadi comuni, che stabiliscono per tutti la forza dei lavoratori. Per il resto si basa su solide meccaniche di piazzamento e combo

Profondità, strategia e tattica in Lorenzo il Magnifico

Personaggi del gioco in scatola Lorenzo il Magnifico
Personaggi
Nel gioco da tavolo di Lorenzo il Magnifico hai sei round per fare tutto. Questo tutto è raramente tanto e sempre troppo.

Il titolo dà ai giocatori la possibilità di elaborare un piano strategico; lo fa con tre sistemi:

  1. le carte escono sempre tutte. Se c'è una carta in gioco, sai che prima o poi la vedrai comparire e l'intervallo è compreso in due round, dato che ogni mazzo è  diviso in tre parti, una per coppia di round. Non sai su che parte della torre verrà fuori (quindi il valore minimo del lavoratore richiesto), ma se quella carta l'hai puntata e ti prepari, dovresti riuscire a prenderla. Sapendo le carte e sapendo che non potrai assolutamente sviluppare tutti e quattro i colori, in partita, puoi pensare già a quale strategia adottare e cercare di seguirla - o riadattarla alla svelta se troppi avversari si sovrappongono alla tua idea;
  2. le carte Leader, scelte col draft a inizio partita, possono darti un buon potenziamento e un indirizzo strategico. Se scelgo una prima carta che richiede molte carte verdi per essere attivata, sarò propenso a scegliere anche la seconda e, di conseguenza, a indirizzarmi quindi verso una strategia di tipo militare/produzione. Sebbene i loro poteri non siano sconvolgenti, danno un discreto aiuto e in questo gioco qualsiasi aiuto è sempre prezioso. Ricordate che, se non le riuscite ad attivare, potete sempre scartarle per qualche risorsa in cambio;
  3. le tessere penalità della Chiesa possono a loro volta condizionare la strategia ti tutto il tavolo. Anche queste vengono sorteggiate e sono note a inizio partita. Sarà possibile decidere si giocare subendo la penalità ma accumulando molti punti, oppure evitandola ma dovendo recuperare punti vittoria altrove.

Quindi Lorenzo il Magnifico dà tutti gli strumenti e tutte le possibilità per elaborare una strategia precisa. Il problema sono gli altri al tavolo. Già è un gioco stretto, con risorse sempre carenti, già il tiro dei dadi vi può costringere a spese non previste e mosse di ripiego, ma sono soprattutto i lavoratori nemici (sì, qui ti vien voglia di odiarli proprio) che vi metteranno i bastoni tra le ruote, rallentandovi, deviandovi, intralciandovi. È un continuo e costante ripensamento tattico quello che a cui dovrete ricorrere, a volte tale da dover pure cambiare quasi completamente strategia. Si arriva in fondo a Lorenzo Il Magnifico dopo due ore di partita come se ne aveste giocate quattro. 

Vediamo un po' anche le varie carte, che sono poi il centro del gioco, perché senza carte non si fa nulla, in questo gioco:

  • le carte viola sono le più immediate come utilizzo, ma le meno “utili” nel corso della partita. Danno risorse immediate e poi punti vittoria a fine gioco. Spesso consentono di avanzare sul tracciato chiesa, perciò vanno bene in sinergia con quest'ultimo. Attenti invece all'apparente sinergia con le verdi: potrebbe fregarvi. Le carte verdi, infatti, richiedono che si avanzi sul tracciato militare, per poterle acquisire. Le viola si pagano spesso spendendo punti militari. Perciò uno potrebbe essere tentato di avanzare molto sul militare, comprare verdi e spendere un po' per le viola. Può funzionare ma non è affatto semplice: rischiate di spendere troppi punti militari per le viola, senza poter così comprare nemmeno le verdi e rimanere con un nulla di fatto in mano. Perché questa strategia funzioni, vi serve una carta che produca costantemente punti militari. Ma anche qui occhio: se è una gialla, può significare dover attivare entrambi gli spazi azione sul tabellone e i vostri avversari non saranno sempre d'accordo;
  • le carte gialle sono dedicate alla produzione. Come effetto immediato danno qualche risorsa (inizio gioco) ma anche parecchi punti vittoria (quelle degli ultimi round). Nelle carte gialle metti dentro risorse e le trasformi in qualcos'altro, spesso anche punti; forniscono quindi un ottimo motore. I problemi sono due: deve essere reso efficiente (non vi servono sei carte gialle per vincere, ne bastano due-tre, ma che funzionino bene assieme); deve essere alimentato, perciò ci serviranno anche un paio di carte verdi per produrre la materia prima. Anche in questo caso occhio agli spazi azione, perché giocando sulle gialle sarà quasi matematico che dobbiate usare entrambi gli spazi e, specie in due giocatori, può essere molto difficoltoso;
  • le carte celesti sono apparentemente le più facili da usare. Danno punti certi a fine partita, basta accumularle e durante il gioco hanno effetti potenzianti sui dadi e sulle altre azioni. Il problemi legati alle celesti sono due: 1) da sole non fanno molto, perché sono fatte appunto per potenziare le altre; 2) prenderne sei non è facile, perché costano monete e di monete c'è una penuria bestiale, a meno che non abbiate comprato qualche motorino apposito (di solito carte gialle). Attenzione quindi perché la catena per metter su le carte azzurre può essere davvero lunga, passando per una risorsa prodotta dalle verdi, trasformata in oro dalle gialle e finalmente capitalizzata nelle celesti. Se però funziona, è un ottimo motore;
  • le carte verdi sono a tutti gli effetti le più efficienti: producono subito risorse, con le risorse compri il resto e a fine partita danno pure una belle fetta di punti. Non per niente sono limitate con degli sbarramenti di forza militare da superare per poterle accumulare. Di solito questi punti militare li trovate su altre carte (gialle, viola). Difficile comunque, anche se non impossibile, fare una partita senza carte verdi.

Infine una menzione per il tracciato della Chiesa. Su questo tracciato è possibile avanzare grazie a varie carte ed azioni. Nel turno 2, 4 e 6 si possono guadagnare i punti relativi alla casella raggiunta per non subire la penalità permanente. Questo però comporta il ricominciare il tracciato da capo. Oppure si può scegliere di subire la penalità per il resto della partita, ma procedere ed accumulare più punti per il finale: il tracciato ha infatti una progressione non lineare e le ultime caselle sono decisamente più remunerative: una scelta strategica (ma anche tattica) importate. Ci sono carte che aiutano nell'accumulo di questi punti ed ecco che allora potrebbe valer la pena puntare a completare il percorso, districandosi tra le penalità subite (per nulla leggere). 

Come sono eleganza e fluidità in questo gioco?

Sul secondo punto vi dico già, per chi ha giocato a Grand Austria Hotel, che la singola azione a giro evita il downtime. Qualche tempo morto c'è ugualmente, inevitabile, per la necessaria paralisi da analisi: ci si può permettere di sbagliare poco e niente, a questo gioco.

Parlando di eleganza, il sistema dei dadi comuni ha un risvolto interessante: a seconda delle carte prese e giocate, leader inclusi, potreste trovarvi a volere tiri anche molto bassi, a dispetto degli altri giocatori. Questa diversa valenza che vanno a rivestire i tiri dei dadi, nel corso della partita, trovo che sia la cosa più elegante del gioco: da valore comune assoluto diventano valore relativo e personale

Pregi e difetti del gioco in scatola Lorenzo il Magnifico

Retro della scatola di Lorenzo il Magnifico
Retro della scatola
Ho apprezzato il bilico tra strategia e tattica che il gioco fornisce. Questo lo fa soprattutto grazie alle carte note e alla certezza della loro uscita. Qualcuno ha brontolato proprio del fatto che si sappia che le carte son sempre quelle e che escano sempre tutte. L'obiezione è ingenua ed errata, dal punto di vista del game design. Se le carte non uscissero tutte, ne sarebbe venuto fuori un gioco da tavolo solo tattico, con la strategia incerta e relegata a colpi di fortuna, meno profondo di quanto non sia. Invece in questo modo conserva un equilibrio tra i due fattori, sempre incerto e precario, ma stimolante; è possibile, anzi fondamentale costruire un proprio motore di gioco e, all'interno delle possibilità offerte, non ho personalmente visto nessuna carta troppo forte rispetto alle altre.

Anche le varie strade per la vittoria, oltre che diversificate, mi sono parse equilibrate e valide, lasciando al gioco la giusta varietà senza intaccare il bilanciamento, fondamentale in questo tipo di titoli.

Anche le carte leader sono un valore aggiunto: indirizzano, ma non sono mai vincolanti. Non aspettatevi però l'incisività delle carte di Agricola: queste funzionano, ma i loro effetti sono sempre più circoscritti.

Per chi ama i giochi da tavolo con forte interazione (sempre indiretta eh, non rubi nulla a nessuno né tanto meno attacchi niente), Lorenzo il Magnifico ha certamente questa caratteristica.

Ho apprezzato anche molto il fatto che le regole siano semplici, permettendo a tutti di entrare immediatamente in partita, senza eccezioni e con le possibilità presentate a poco a poco. Al contempo la sua semplicità di regole sottende una buona complessità, tanto da poterlo comunque annoverare nel gruppo dei brucia-cervello. 

Di contro, il gioco in scatola Lorenzo il Magnifico manca di quel twist originale (non bastano i dadi comuni) che lo faccia davvero spiccare. Sembra quasi di averlo sempre giocato, il che non è necessariamente un male, come quando si incontra un vecchio amico: ti fa piacere ma non si hanno mai molte cose da dirsi.

Possibile anche un certo runaway leader, perché se è vero che ci si mette i bastoni tra le ruote, altrettanto vero è che lo si fa per lo più involontariamente, dato che qualsiasi deviazione volontaria dalla propria strategia porta a perdere punti, specie se si gioca in più di due.

Infine non rari saranno i momenti di paralisi da analisi, vagliando la migliore tra le poche possibilità offerte, con la consapevolezza che sbagliare può mandare all'aria un intero round

Conclusione

Ottimo gioco questo Lorenzo il Magnifico: solido, concreto, equilibrato, vario, senza inutili complicazioni. Non troverete la scintilla, non il capolavoro, non lo spunto originale; ma qui andate sul sicuro, sul classico, senza remore. 

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Commenti

Incredibile come abbiamo sempre le stesse impressioni da un titolo pur avendo giudizi diversi.

Gioco che ho giocato molto dopo il suo acquisto. Mi piace parecchio sia perché scorre che è un piacere sia perché le regole sono sufficientemente semplici affinché io possa riapparecchiarlo anche dopo qualche mese di stop. Questo è sicuramente un grande pregio.

La mia valutazione si avvicina quindi all' 8.5 ritenendo Lorenzo un gioco classico (con meccaniche non particolarmente innovative) ma fresco (interessante amalgama di tali meccaniche).

io sono uno di quelli che esce dal coro e crede che si, sia un buon gioco...ma niente di più. Elegante, stretto, con l'interazione giusta ma.... non mi ha entusiasmato.

io sono uno di quelli che esce dal coro e crede che si, sia un buon gioco...ma niente di più. Elegante, stretto, con l'interazione giusta ma.... non mi ha entusiasmato.

idem, un po' troppo freddo e calcoloso, mi lascia indifferente

presupposto che non ho ancora ahimè provato questo titolo (ma lo farò, oh sì che lo farò!), sbaglio o la morale implicita dell'autore è: "Continuate pure a giocare a Caylus"?

Direi che è un'analisi obiettiva e corretta. E' un gioco solido, di tutto rispetto, dal sapore classicheggiante con qualche novità che non lo spinge ad essere un capolavoro, facendolo attestare comunque sulla fascia dei giochi buoni, da giocare senza problemi.

ci sono molte differenze tra questo lorenzo e altri strategici a meccanismo dadi come castelli della borgogna? mi piacerebbe sapere quale strategico che usa i dadi per voi è più divertente.

 

ci sono molte differenze tra questo lorenzo e altri strategici a meccanismo dadi come castelli della borgogna? mi piacerebbe sapere quale strategico che usa i dadi per voi è più divertente.

Le differenze ci sono. Se devi prendere giochi di gestione dadi strategici, recupera Sulle Tracce di Marco Polo e Troyes.

vedrò di rintracciarli marco polo piace persino alla mia metà !

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