Terrorscape: movimento nascosto in salsa slasher

Tania-94

Alla manifestazione Essen@Milano ho avuto la piacevole occasione di provare in anteprima Terrorscape, gioco di movimento nascosto del tipo "uno-contro-tutti".

Anteprime
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Terrorscape

Alla manifestazione Essen@Milano dello scorso 22 ottobre ho avuto la piacevole occasione di provare in anteprima Terrorscape, titolo di movimento nascosto del tipo "uno-contro-tutti" per 2-4 giocatori, opera di Jeffrfey CCH ed edito dalla ICE Makes. Il gioco, della durata di circa 40 minuti, è previsto su Kickstarter per la prossima primavera.

Terrorscape: lato dei buoni
Terrorscape: lato dei buoni
Come vedete dalle foto, la prima cosa che si nota è la massiccia villa antica tridimensionale che divide il piano di gioco in due parti, una per il villain di turno e una per i malcapitati ragazzi che sono entrati incautamente nella magione a cercare riparo dalla pioggia. Ognuna delle due parti reca l'illustrazione della struttura della casa, con le stanze e il giardino circostante.

La struttura è molto solida, ho provveduto a tastare con mano, il dimostratore mi ha detto di averla già montata e smontata per una decina di volte ed era in perfetto stato. Una parte della casa serve da appoggio per token e per alcune carte oggetto importanti, l'altra è una torre lanciadadi per i combattimenti col mostro. La torre si ripone nella scatola senza dover essere smontata ogni volta. Sul tavolo occupa molto meno spazio di molti dei nuovi eurogame che richiedono uno spazio personale notevole, tipo Woodcraft.

Terroscape: miniature dei Villain
Terroscape: miniature dei Villain
Il gioco si svolge a turni alterni buoni/villain: i primi possono compiere un'azione tra muoversi, cercare oggetti nella stanza, passarsi oggetti l'un l'altro; poiché alcune azioni fanno rumore (come il cercare, oppure trovare alcuni oggetti come chiavi o cassette per gli attrezzi), la prima cosa che fa il villain è chiedere in quali stanze c'è un segnalino rumore, inoltre può compiere varie azioni che dipendono dalle carte che pesca. Ogni villain ha infatti il proprio mazzo di carte, al momento ne sono previsti tre: il maniaco con la motosega stile Leatherface, la Banshee e l'assassino coi pugnali stile Ghostface, ma sono sicura che saranno previsti svariati stretch-goal con ulteriori varianti. In generale il villain può chiedere se in una determinata zona ci sono personaggi, muoversi, sbarrare passaggi con assi di legno, attaccare.

Man mano che il tempo passa, il mostro guadagna forza in attacco e sarà sempre più difficile per i buoni schivare i fendenti. Con un attacco andato a buon fine si è feriti, con due si muore e il mostro vince mietendo almeno una vittima. I buoni vincono invece se riescono a recuperare le cinque chiavi nascoste in giro per casa e radunarsi nella hall (fuggendo dalla porta principale), oppure trovando le chiavi e la mappa segreta della casa che permette di fuggire dalla porta sul retro, o ancora riparando la radio per chiamare i soccorsi e resistere altri cinque turni in attesa della polizia. 

Terrorscape: carte Villain
Terrorscape: carte Villain
Dipendenza dalla lingua direi media: c'è del testo sulle carte di entrambe le fazioni.

Per un gioco così cinematografico, non potevo esimermi dal fare un excursus storico che trattasse i film slasher (dall'inglese to slash, fendere con un'arma da taglio).

Partiamo dalle radici, ovvero dai film che hanno ispirato i registi dei decenni successivi: siamo negli anni sessanta con i krimi tedeschi (da kriminalfilm), basati sui romanzi polizieschi dell'inglese Edgar Wallace, che narrano di sfuggenti assassini mascherati, con una protagonista femminile e un gruppo di vittime che vengono fatti fuori uno alla volta, e il nostro caro giallo all'italiana, come ad esempio La ragazza che sapeva troppo (The Girl Who Knew Too Much, 1963) o Sei donne per l'assassino (Blood and Black Lace, 1964), entrambi di Mario Bava.

Uno dei malcapitati turisti nella villa
Uno dei malcapitati turisti nella villa
Sempre del 1960 sono Psyco (Psycho) di Alfred Hitchcock e L'occhio che uccide (Peeping Tom) di Michael Powell, che introducono un altro aspetto fondamentale dei film slasher: il voyeurismo.

Del 1971 è Reazione a catena. Ecologia del delitto (Bay of Blood), sempre del nostro Bava, che viene universalmente indicato come l'anello di congiunzione tra il giallo e lo slasher.

Nel 1974 la svolta, con i film che sono riconosciuti come i capostipiti del sottogenere: Un Natale rosso sangue (Black Christmas), di Bob Clark, che inaugura il filone delle festività insanguinate, e soprattutto Non aprite quella porta (The Texas Chainsaw Massacre), di Tobe Hooper, che invece schiaffa sullo schermo Leatherface, il primo villain mascherato, inarrestabile, insensibile e che non conosce la compassione, che avrà l'onore di essere protagonista di una saga. È anche uno dei primi film che mette in scena la final girl, una giovane fanciulla che è l'unica a sopravvivere al massacro.

Black Christmas è una delle ispirazioni di Carpenter per il suo Halloween – La notte delle streghe (Halloween, 1978), che ci presenta Michael Myers.

Arriviamo al 1980, con Venerdì 13 (Friday the 13th, Sean S. Cunningham), che dà inizio alla saga con protagonista Jason Voorhees, ai campeggi da brivido e introduce la regola che i personaggi sessualmente attivi sono i candidati a morire per primi, riprendendo la parte "sexy" del giallo all'italiana. Nel 1984 il re dell'horror Wes Craven firma Nightmare - Dal profondo della notte (A Nightmare On Elm Street), con l'iconico villain Freddy Krueger, che incarna le paure dei genitori negli anni in cui negli USA si verificano i primi rapimenti di bambini e compaiono le famigerate foto dei missing sui cartoni del latte, perché va a colpire i ragazzi nell'unico posto in cui non è possibile proteggerli: la loro mente, gli incubi.

Terrorscape: Alcuni degli oggetti che è possibile trovare
Terrorscape: Alcuni degli oggetti che è possibile trovare
Al personaggio di Krueger man mano che gli anni passano viene aggiunta ironia e un macabro senso dell'umorismo.

Arriviamo così al punto di non ritorno, dove le pellicole slasher si sprecano e iniziano ad assomigliarsi troppo, mancando di guizzi di inventiva e, di fatto, non facendo più paura.

Tocca al buon Craven dare nuova linfa al sottogenere: con Nightmare – Nuovo incubo (Wes Craven's New Nightmare, 1994) si autocita con una prova di meta-cinema, firmando il miglior sequel della serie, e soprattutto con Scream (id., 1996), mettendo in scena una lectio magistralis, una vivisezione degli slasher movie, mostrandone i meccanismi, rispettandoli, e riuscendo comunque a fare paura, aggiungendo un pizzico di giallo per movimentare il tutto e ricordare le origini.

Scream è una lezione di cinema, due scene su tutte: quella iniziale con la telefonata alla povera Casey e la scena in cui Randy sta guardando Halloween in TV mentre Ghostface lo sta per aggredire, il tutto sotto gli occhi della giornalista Gale Weathers che però vede la scena in differita tramite videocamera nascosta.

Terrorscape: vista lato villain
Terrorscape: vista lato villain
Dopo Scream che ha decretato di fatto la fine del sottogenere, si può parlare solo di omaggi. Le pellicole degne di nota non sono molte, ricordiamo Quella casa nel bosco (The Cabin In the Woods, Goddard, 2011), film geniale che stravolge i canoni, il cinema "nostalgico" di Rob Zombie e la nuova trilogia di Ti West con il personaggio della squilibrata Pearl: X (id., 2022) Pearl (id., 2022) e il futuro MaXXXine. Il resto, in generale, punta allo scioccare lo spettatore senza troppe pretese.

Chicche che forse non avete ancora visto:

Horror Puppet (id., D. Schmoeller, 1979), sul genere "museo delle cere".

Terror Train (id., R. Spottiswoode, 1980), voglio dire: c'è Jamie Lee Curtis e l'assassino che all'inizio indossa la maschera di Groucho Marx, non ho altro da aggiungere.

Sleepaway Camp (id., R. Hiltzik, 1983), sempre sul filone "campeggiatori incauti", che vanta "uno dei finali più scioccanti di sempre".

Ringrazio BGS - TdG Milano per alcune delle foto e per l'eccellente organizzazione e ospitalità, nonché la ICE Makes per la disponibilità e le altre foto presenti nell'articolo.

 

Commenti

Gioco che pare molto interessante!! 

Ottima anche la disamina sul genere slasher: un genere che ha il pregio di aver provato a reinventarsi e innovarsi fin dalla sua nascita. 

Che belli gli articoli di Infinitejest! Lo slasher non è esattamente il mio genere, ma viene troppa voglia di (ri)vedere tanti di quei film elencati!

io avrei voluto assistere al momento in cui la TdG Milano convinceva l'editore a rilasciargli il prototipo a Essen :P

Agzaroth scrive:

io avrei voluto assistere al momento in cui la TdG Milano convinceva l'editore a rilasciargli il prototipo a Essen :P

Hahahaha, in effetti anch'io! La leggenda narra del prode Daniel che convince gli asiatici autori a suon di "Big Italian community in Milano! MIlano, you know?!? Big money!! Fashion!!!"

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