Fog of Love: la nebbia che affascina

Fog of Love, un gioco che dovrebbe farci trovare l'amore...ma sarà davvero così?

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Fog of Love

La parola nebbia, evocata nel modo dei giochi, per me può avere due significati.

Da un lato può significare un ridotto accesso alle informazioni note alla controparte, come nei celebri sistemi fog of war, tipici del mondo dei wargames, in cui non siamo in grado di determinare il numero o l'entità dei nemici che si stanno avvicinando al nostro fronte. 

Dall'altro può indicare un elemento di scoperta e sorpresa in un gioco di esplorazione, un elemento che può essere appunto scoperto avventurandosi nella zona nebbiosa, come succede per i segnalini nebbia in Legend of Andor. 

Fog of love ci porta sul tavolo almeno due nuovi significati: il primo, quello ufficialmente dichiarato, è quello della indeterminatezza di una relazione amorosa, dove lo scoprirsi vicendevolmente diventa la dinamica di fondo, mischiata alla necessità di individuare i veri obiettivi del nostro partner potenziale, al fine di salvare la relazione o quanto meno di uscirne nel miglior modo possibile. 

Ma come vedremo ne nasconde anche un altro

Non so quanti di voi giochino in coppia, magari con il proprio partner, per passare una serata diversa dal solito (o pericolosamente uguale a tante altre se lo fate spesso).
Fatto sta che indipendente dalle vostre personali abitudini, questo deve essere indubbiamente percepito come un trend di mercato positivo, perché tante sono le produzioni in questo senso nell'ultimo periodo. Giochi che cercano di offrire un' esperienza diversa rispetto ai tradizionali giochi da due (storicamente strategici o wargames) con approcci e temi più interessanti per entrambi i componenti della coppia, di durata più contenuta e di variabile profondità.

Così come le regole dell'amore ci insegnano che nella coppia c'è sempre chi insegue e chi fugge, anche per le passioni legate ai boardgames è lo stesso. Nella coppia c'è, mediamente, sempre un attore più appassionato dell'altro e che cerca di inserire il "gioco" tra le attività ricreative e un altro attore, generalmente più scettico, che invece è quello che deve essere "convinto".

Per quanto possa essere irrilevante (non commercialmente) è anche statisticamente probabile che l'attore attivo sia più frequentemente di sesso maschile e quello ricettivo di sesso femminile, ma lungi da me impergolarmi in un pericolosissimo argomento di genere. 
Il fatto è che Fog of Love è stato pensato proprio per questo. Come un gioco di coppia da proporre al vostro partner, che ha tutte le caratteristiche per essere statisticamente accettato. 
Se non ci credete fate pure una prova. 

Una sera, dopo una bella cena a lume di candela e una bottiglia di vino (comprata in enoteca e non nel supermercato sotto casa), sfoggiate pure il vostro sorriso migliore e chiedetele "Che ne dici? Ti va una partitella a Path of Glory?"... poi spiegatele che si tratta di uno strategico che cerca di simulare la prima guerra mondiale su tre diversi fronti, della piacevole durata di 6-8 ore, mostratele i mille segnalini minuscoli e pieni di statistiche, sfogliate insieme il corposo regolamento scritto fitto di 60 pagine senza tralasciare di elencarle tutte le eccezioni legate alle truppe montenegrine, poi alzate gli occhi e fotografate quella faccia che vi troverete di fronte... le vostre possibilità di fare sesso sono incredibilmente aumentate, sarebbe disposta a tutto pur di evitare quell' agonia, se poi riuscirete a restare impegnati per una durata comparabile a quella del celebre strategico firmato GMT, questo dipende solo da voi. 

Ora, invece, provate a tirar fuori quella scatola bianco-panna-patinato che sprizza dolcezza da tutti pori, elegante come un abito da sposa, mostratele la silhouette dei due innamorati , parlatele suadenti dello spirito del gioco e dell'ambientazione e mostratele l'evocativo tutorial introduttivo, delicato come una carezza. Probabilmente avrete un esito diverso. Ora fate una foto e confrontate le due fotografie. 

Ecco, quella immagine sorridente e possibilista che ora vi trovate di fronte è quella che deve aver certamente ispirato l'autore... proprio questo doveva essere l'obiettivo. Un win win per tutti. Lei sorride, voi avete salvato la serata e lui ha venduto una scatola. 
Ora non resta che lanciarsi nella vostra prima avventura con Fog of Love, sperando che entrambi siate abbastanza capaci di estraniarvi nei vostri personaggi, senza concentrarvi troppo su voi stessi per non rischiare di litigare quando dovrete decidere se è il caso di prendere un cane, fare un figlio o cosa pensate dei rispettivi suoceri. 

Il tutorial vi accompagnerà passo passo, spiegandovi ad una ad una le semplicissime regole del gioco, fino alla conclusione della vostra prima partita introduttiva. I sorrisi saranno sempre più ampi e persino voi non rimpiangerete di aver rinunciato ad una decisa offensiva sulle Ardenne in cambio di avventure confettate, piacevolmente sorpresi dagli sporadici elementi di innovazione, dall'eleganza dei materiali e dalla scoperta delle dinamiche di gioco, nutriti di aspettative per le prossime storie e le tante espansioni presenti nella versione kickstarter. 

Ora se volete una delucidazione più specifica su queste meccaniche potete leggere una qualsiasi normale recensione. Ce ne sono varie sia in Italiano che in Inglese, ricche di dettagli che tralascerò; ma questa non è una recensione normale, ha velleità da romanzo di formazione.  

Per cui eccovi una sintesi del gioco in 5 righe: 
Costruirete insieme una storia, divisa in capitoli che rappresentano momenti topici della relazione, affrontando di volta in volte varie scene (carte pescate) che vi richiederanno di prendere decisioni comuni (palesi o segrete) o individuali e che influenzeranno le vostre propensioni rispetto alla vita, come curiosità, determinazione, sensibilità. Partite con un profilo base, avete degli obiettivi (ancora una volta comuni o individuali) selezionati ad inizio partita. Il vostro punteggio è rappresentato dal vostro livello di soddisfazione, che si modifica in base ad eventi accaduti in gioco e alla soddisfazione degli obiettivi iniziali a fine partita. Vincete se realizzate il vostro destino, ovvero il vostro macro-obiettivo, selezionato da una rosa che si riduce nel corso della partita. Per cui potete vincere entrambi, da soli o nessuno dei due. 

Ma è alla seconda e terza serata che il tutto svolterà verso un epilogo inaspettato. E chissà magari sarà lei a comprare la bottiglia di vino e ad accendere le candele questa volta... e poi, mentre la scatola di Path of Glory resta a prender polvere sullo scaffale, vi guarderà suadente e vi dirà "Che dici? Facciamo un'altra partita a Fog of Love?"... e voi sentirete il calore sulla pelle... un vostro sogno che si realizza, lei che vi chiede di giocare ad un gioco da tavolo. Aspetterete un attimo per godere a pieno di questo momento, mentre pensate che forse, finalmente, lei è quella giusta… poi tirerete fuori la scatola patinata per una nuova partita.

Ecco arrivato il momento di spiegare il secondo significato di Fog.
Questo è il momento in cui la nebbia  si dirada e ad uno ad uno vengono fuori gli elementi che davvero costituiscono un gioco nella sua sostanza. Ma cosa è la nebbia? Beh senza dubbio ne fanno parte i componenti glitterati, le velleità ruolistiche, la mielata ed evocativa ambientazione da commedia newyorkese, sapientemente miscelata alla bellezza della prima volta, alla piacevole scoperta di ogni carta. Qualche malevola lingua, politicamente orientata, potrebbe definirla anche Marketing.

Ma torniamo al momento in cui questa nebbia si dirada e la desolata realtà viene fuori a poco a poco... ma non come la brina del mattino che lascia il posto ai colori primaverili, piuttosto come la nebbia dell'atlantico da cui spuntò fuori quel famoso iceberg, ora come allora troppo tardi, la nave è troppo vicina e il gioco lo avete già comprato.
Quello che rimane è uno scheletro di una struttura, quella che in fin dei conti si nasconde dietro ogni gioco, come se fosse un DNA, un motore meccanico e pulsante... potete metterci sopra qualsiasi vestito, potete abbellirlo come preferite, ma prima o poi verrà fuori perché quella è la sua essenza.
Bilanciamento, imprevedibilità, longevità, struttura. Ed è qui che purtroppo, mentre il vino smette gradatamente di fare effetto, i vostri bei sorrisi smetteranno di brillare.

Stiamo comunque parlando d'amore. Il fascino della prima volta lo conoscete bene. Vi ricordate la prima volta che siete usciti con lei. Tutto era magnifico, ogni cosa sembrava un arpeggio o una cascata di petali di rose, il primo aperitivo, il vestito che aveva scelto per uscire con voi, la cura per il trucco e quegli interessantissimi argomenti di discussione.
Ma non l'avete scelta lì, non la prima sera. Se nelle settimane successive si fosse presentata vestita come un contadino portoricano, parlandovi tutta la sera di scie chimiche e dei valori nutrizionali delle melenzane, ecco in quel caso, magari, ci avreste ripensato. E la stessa cosa di certo capita anche all'inverso. Chi di voi maschietti non si è sentito pronunciare, almeno una volta nella vita, la fatidica frase: "non sei più quello di una volta".

Per Fog of Love è lo stesso. 
Dopo il fascino della prima volta inizia a venir fuori la dura realtà, quando lo zucchero del confetto si scioglie e sentite la mandorla amara… e magari vi ricordate che voi siete allergici alle mandorle!
In poco tempo le carte perderanno di significato, anche perché per il 90% le avrete già viste e non vi faranno più sorridere, sarà evidente che servono solo a muovere degli indicatori, sempre allo stesso modo, legati ai vostri obiettivi e che si tratti di una scena nel parco o di un litigio in ascensore diventerà a poco a poco irrilevante. 
Cambiano i colori e la direzione delle freccette, questo è vero, ma la sostanza rimane la stessa. E questo per ogni scena e per ogni capitolo fino alla fine, che vi sembrerà sempre più lontana. 

Che sia lui o lei a prendere la scelta è piuttosto irrilevante, l’effetto può essere favorevole o sfavorevole per i vostri personali obiettivi, anche perché la storia non ha nessuna continuità e procederà comunque in una direzione casuale. 
La dinamica resta tragicamente la stessa per tutta la durata del gioco e dopo un po’ sarà piuttosto evidente quali sono i destini da compiere per entrambi. Molte carte saranno solo inutili ostacoli e altre scelte ovvie. Nel frattempo gli indicatori vanno su e giù e dovete solo sperare di non aver selezionato troppi obiettivi in contrasto con il vostro partner, altrimenti continuerete a rimbalzarvi le mosse, sperando di avere le carte giuste. Del resto come diceva Woody Allen “Il sesso è come il bridge: se non hai un buon partner, devi avere una buona mano.”

Ma la cosa più grave di tutte è che vi sentirete soli, terribilmente soli, proprio in un gioco che ha lo scopo di unirvi attorno al tavolo, l’effetto più diretto è quello di separarvi, ognuno con i suoi obiettivi, ognuno con le sue carte da giocare, limitando l’interazione al cercare di indovinare cosa sceglierà il vostro partner. Il dubbio sarà: seguirà semplicemente i suoi obiettivi o giocherà interpretando un personaggio?  Ma dopo un po’ inizierete a chiedervi semplicemente: perché?

E se all’inizio può darsi che un po’ di tentata interpretazione ci sia, dopo risulterà evidente che è totalmente estranea alla meccanica del gioco, ma solo una simpatica aggiunta che potete fare voi, sacrificando contemporaneamente il raggiungimento dei vostri obiettivi, il vostro tempo e forse anche la vostra dignità.
Potrete anche far finta di pensare un po’ sulle scelte da prendere, allo stesso modo di quando potete prendere una merce addizionale a Puerto Rico, così giusto per creare un po’ di suspance, mentre l’altro si chiederà: “ma cosa farà mai? Una cosa sensata che lo avvantaggia o una azione a caso?” 
Non vi sentirete mai infatti come nel celebre dilemma del prigioniero, piuttosto come la quarta volta che siete costretti a rivedere  Dawson's Creek, su un divano scomodo e con ordine degli episodi casuali.

A questo punto non vi rimarrà che guardare per l’ultima volta quella bella scatola patinata, finalmente chiusa, per andare a cercare un po’ di sostanza altrove. E se proprio non riuscirete mai a convincerla a provare Path of Glory, magari sarete abbastanza ingegnosi di trovare un modo più divertente di passare una serata, ricordandovi sempre che nel gioco come in amore è più facile impressionare che convincere.

Commenti

Bello. Per fortuna mia moglie trova rilassante Terra Mystica!

Mi porrò il problema se mai ne faranno una versione in italiano.

“nel gioco come in amore è più facile impressionare che convincere.”

dai che a Lei le scatole sovradimensionate piacciono, golosooona!....

Mi trovo parecchio lontano come idee. Per dire, lo abbiamo provato anche ieri e con un amico (quindi senza base romantica), e l'interpretazione c'è sempre stata. Dove non si decideva per ragioni tattiche si decideva secondo il proprio personaggio, o provando a capire quello altrui.

 

Sulla scarsità di scene di base sì, il tutorial dà una decina di scene a mazzo, ma appena si aggiungono i mazzi grandi di scene (non parlo delle espansioni, proprio dei mazzi di scene) ne accadono di ogni. È ci sono sempre cosine da fare nel tentativo di ottimizzarsi una mano.

Come tema può lasciare freddo, ma la struttura è solida e ben fornita sia di tema che di sfumature tattiche(gestire i punteggi, scambiarsi le scene per dare soffiate, trovare la scelta minor danno).  

Inoltre ho l'impressione che la "vittoria facile" appartenga solo alla serena storia tutorial (giocabile anche come storia entry), dopo le cose si fanno decisamente più piene di nebbia (si rompe, ci si trova più soggetti alle scelte del partner, ci sono Tratti più spinosi e così via).

Chiaramente da giocare con voglia di ruolare e tessere una storia, (sta scritto nel regolamento) pur senza andare nella fantasia sregolata dei giochi narrativi. Astenersi spirito solo calcolatore, quello sicuro. Gioco veramente veramente caldo.

si sente che giochi a path of glory

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